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Viterbo – (sil.co.) – Assenteismo al servizio psichiatrico, processo prescritto prima di cominciare per dieci imputati, nel senso che ieri sono stati revocati tutti i testimoni e quella che doveva essere la prima udienza testi è stata rinviata all’inizio di settembre solo per formalizzare la prescrizione, che diventerà realtà a luglio.
Ergo, inutile avviare un’attività istruttoria che non potrebbe mai sfociare, per via dei tempi impossibili, in una sentenza di primo grado. Quindi né colpevoli, né innocenti. Finirà con un non luogo a procedere fra dieci mesi.
Imputati dieci indagati del filone “psichiatrico” per i quali il 7 novembre 2023 si è celebrata l’udienza di ammissione prove, tra l’altro con la costituzione della Asl di Viterbo come parte civile.
È uno dei processi ai presunti dipendenti furbetti in cui si è costituita parte civile la Asl, la cui difesa l’anno scorso ha prodotto al collegio una serie di articoli di stampa che, a suo dire, sarebbero “la riprova del danno d’immagine”. Nel frattempo anche l’avvocato Roberto Massatani, che assiste invece quattro degli imputati, aveva depositato copiosa documentazione a discolpa.
I dieci imputati dovevano rispondere, a vario titolo, di peculato, truffa e per l’appunto assenteismo, in quanto si sarebbero allontanati dai rispettivi uffici durante l’orario di lavoro.
Altri due indagati, due medici, sono stati rinviati a giudizio il 27 ottobre 2022. Facevano parte del gruppo dei 17 indagati del secondo troncone dell’inchiesta.
L’11 ottobre 2018 furono sospesi in quattro, tre medici e un’assistente sociale, tutti in servizio presso il Dipartimento salute mentale della Cittadella della salute, in seguito all’indagine per truffa aggravata e falsa attestazione in servizio avviata a dicembre dell’anno precedente dalla procura della repubblica di Viterbo.
Fece scalpore l’indiscrezione secondo cui uno dei sanitari si sarebbe recato alle terme durante l’orario di lavoro.
Tra il 2016 e il 2018, in tre distinte inchieste, sono stati circa una trentina i presunti assenteisti colpiti da provvedimenti di natura penale.
Oltre ai tre dottori e all’assistente sociale in forza al servizio psichiatrico, la ventina di indagati del centro trasfusionale dell’ospedale di Belcolle dei quali si è saputo a fine gennaio 2017 e i tre medici di guardia assenteisti di Vetralla, due uomini e una donna, sospesi all’inizio di ottobre 2018.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
