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Chiara Frontini: “Porta Romana, non è una chiusura ma un provvedimento organizzativo per dare regole certe alle persone”

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Viterbo – “Porta Romana, non è una chiusura ma un provvedimento organizzativo per dare regole certe alle persone che vogliono venire in centro”. La sindaca Chiara Frontini. Sabato e domenica, per tutta la durata delle festività, traffico chiuso da porta Romana e per tutto il centro storico, da pomeriggio a sera. 

“Si tratta di un provvedimento organizzativo – spiega Frontini – che dice cose che in passato sono sempre state fatte, ma all’occorrenza o all’impronta. Noi abbiamo voluto dare alle persone regole certe per sapere quali sono gli orari per entrare con la macchina in centro e quali quelli per farsi una passeggiata a piedi senza la presenza delle automobili. Poi ci sono realtà favorevoli e realtà che non lo sono”.

“Da gennaio – conclude infine Frontini – ci metteremo a lavorare per fare qualcosa che sia più condiviso, anche dal punto di vista dell’organizzazione, prevedendo inoltre un ragionamento sugli investimenti”.


Viterbo - Chiara Frontini

Viterbo – Chiara Frontini


Sulla chiusura di porta Romana ci sono pareri contrastanti, ma in prevalenza negativi. Lei cosa risponde?
“È comprensibile che ci siano dei pareri contrastanti sul tema. Quello che, però, per noi è importante far comprendere è che in realtà non si tratta di una chiusura di porta Romana, ma di un provvedimento organizzativo che dice cose che in passato sono sempre state fatte, ma all’occorrenza o all’impronta. Noi abbiamo voluto dare alle persone regole certe per sapere quali sono gli orari per entrare con la macchina in centro e quali quelli per farsi una passeggiata a piedi senza la presenza delle automobili. Poi ci sono realtà favorevoli e realtà che non lo sono. Sta chiaramente a noi ascoltare entrambe e trovare dei punti di incontro che magari possono passare dall’organizzazione, anche congiunta, di eventi che possono attrarre persone. Quindi non stiamo parlando di una pedonalizzazione del centro storico, ma di una misura organizzativa nei giorni di maggiore affluenza, vale a dire il sabato e la domenica. Una misura che in passato si faceva senza avvertire”.

Perché, però, non chiudere da via Annio, come diversi commercianti chiedono, anziché da porta Romana?
“Perché chiudere all’altezza di via Annio oppure da via delle Fabbriche si è sempre fatto. Eppure non andava bene uguale. Negli anni passati si è sempre fatto così, per poi stare sempre a dire che così non funzionava. Dire che una cosa non funziona e poi continuare a farla significa solo perpetrare ciò che non funziona. Magari uno prova a fare una scelta diversa per vedere se un altro tipo di organizzazione va meglio”.

In questi giorni lei ha fatto un giro tra i commercianti. Quali riscontri ha avuto?
“Ho fatto un giro dei commercianti partendo dalle attività che sapevamo avere una posizione più critica in merito alla misura adottata. E ciò che è emerso è che andrà avviato un confronto per capire in maniera strutturale quali sono le politiche da adottare su questa zona della città. Se è una zona con spazi che si possono fruire, allora il lavoro va impostato in un certo modo. E questo comporta concentrarsi su viabilità, parcheggi, eventi. Se invece è un’area di transito, quindi di viabilità, a quel punto ci si comporta di conseguenza. Tutto questo rientra poi all’interno di una più ampia riflessione che facciamo d a sempre sul centro storico che rappresenta per noi la prima priorità di investimento. Tant’è vero che tutti gli investimenti strutturali che abbiamo gestito sono stati volutamente concentrati sul centro storico, e questo significa che è qui che vogliamo puntare. Si parla tanto di piazza Fontana grande ma non ci dobbiamo dimenticare che, in quello spazio che è stato dimenticato per anni, torneranno gli uffici. Le persone in centro le vogliamo portare e lo vogliamo fare con una regolamentazione che va condivisa con commercianti e residenti”.


Viterbo - Porta Romana

Viterbo – Porta Romana


Nel frattempo ci sono i cantieri che creano disagi.
“Certo, c come tutti gli investimenti. Non si può pensare di cambiare le cose senza che ci sia un fisiologico periodo di disagio. Siamo stati votati dai cittadini per cambiare le cose e non per mettere la polvere sotto il tappeto. È vero che un cantiere crea disagio. Ma è come quando si fanno i lavori di ristrutturazione in casa. Anche lì c’è la polvere sui mobili che dà fastidio oppure è costretto ad andare a dormire per qualche sera fuori. La città, nella sua maggiore complessità rispetto a un’abitazione, ha le stesse dinamiche. I cantieri creano disagi, ma servono a cambiare le cose. E le cose si cambiano se ha un obiettivo chiaro e una visione chiara di dove vuoi andare. La nostra è quella che abbiamo presentato alla città poco più di due anni fa”.

Le persone si lamentano anche della pulizia e del decoro della città.
“Noi, finora, abbiamo lavorato con i contratti che abbiamo ereditato. Ricordo che l’appalto dei rifiuti, al di là dell’appalto ponte, non viene fatto da oltre dieci anni, perché l’attuale impostazione del contratto risale a prima del 2012. Per fare un appalto da 80 milioni non ci vuole un giorno. Abbiamo fatto il nuovo appalto dei rifiuti e la gara, la più grande e strategica per la città, è in fase di aggiudicazione. Un appalto che contiene dei correttivi su alcuni punti che negli anni passati sono stati poco funzionali. Lo stesso vale per il bando del verde. Qualcuno ha detto che si poteva fare prima. Personalmente rispondo che si può sempre fare meglio, ma noi stiamo facendo il meglio possibile in questo momento”.

Sulla chiusura di porta Romana i commercianti sono stati coinvolti?
“Ribadisco che non si tratta di un provvedimento strutturale. È semplicemente l’organizzazione di un provvedimento che è stato sempre adottato. Noi abbiamo semplicemente organizzato la cosa, dando regole certe. E ricordo che prima di questa giunta i commercianti venivano da me, quando eravamo all’opposizione, chiedendomi perché si chiudeva porta Romana senza avvertire con la gente che pensava di entrare senza poterlo fare per poi dirigersi al centro commerciale. Noi abbiamo dato un organizzazione, mettendo anche dei servizi sostitutivi. Le navette ogni trenta minuti sono un servizio, che si sta anche sedimentando. I dati ci dicono infatti che quest’ultima settimana le persone che hanno preso le navette sono il doppio rispetto a quella precedente. Soprattutto da un quartiere come Santa Barbara che ha 15 mila abitanti”.


Viterbo - Via Garibaldi

Viterbo – Via Garibaldi


In questi fine settimana di chiusura le persone sono venute in centro?
“Noi abbiamo i dati dei parcheggi e delle attrazioni, a partire dal Christmas Village. E si tratta di dati che sono assolutamente in tendenza e in linea rispetto a quelli dell’anno scorso che erano già molto buoni. Lo scorso fine settimana, quello dell’Immacolata, c’è stata un po’ meno affluenza dovuta anche alle allerte meteo. Stiamo comunque raccogliendo ancora i dati. Tuttavia l’imposta di soggiorno e il tasso di occupazione dei B&b ci dicono che le persone ci sono. Gli stessi mercatini di via Marconi sono frequentati. Un tempo ci lamentavamo che il mercatino del Sacrario non era all’altezza, con le tende rosse, verdi e bianche. Adesso abbiamo dei mercatini di Natale veri e propri. Stiamo lavorando per qualificare l’offerta”.

Il prossimo anno verranno coinvolti i commercianti nella decisione delle misure da adottare in vista del Natale?
“Da gennaio ci metteremo a lavorare per fare qualcosa che sia più condiviso, anche dal punto di vista dell’organizzazione, prevedendo inoltre un ragionamento sugli investimenti. Per il centro storico l’amministrazione ha sempre sostenuto tutte le spese relative alle luminarie. Cosa che prima del Covid non si faceva. Farcene carico significa supportare il commercio. Se poi c’è una disponibilità diversa, su questo ci si ragiona a partire dal nuovo anno”. 

Daniele Camilli


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