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Pino Daniele e la viterbese Amanda Bonini |
Viterbo – “Cosa manca a 10 anni dalla scomparsa di Pino Daniele? Un grande poeta e un grande chitarrista”. Amanda Bonini, 51 anni insegnante viterbese, è stata l’ultima compagna di Pino Daniele, quella che gli ha tenuto la mano nei suoi ultimi momenti, prima che un problema cardiaco lo uccidesse il 4 gennaio del 2015, dopo una corsa disperata verso l’ospedale Sant’Eugenio di Roma.
Come vi siete conosciuti?
“La prima volta che ci siamo visti è stata al compleanno di una mia amica, Numa, la moglie del chitarrista Phil Palmer. In quel periodo collaboravo con il progetto Dire Straits Legacy, dove Phil suonava. E lui aveva anche già fatto delle cose con Pino. Lei mi dice: stasera ti metto seduta vicino a una persona, per me siete estremamente compatibili”.
Poi cos’è successo?
“È stato un colpo di fulmine”.
Com’era Pino Daniele nella vita quotidiana?
“Fuori dall’ambito musicale era una persona molto divertente, ironica e autoironica, di grande spessore umano”.
Torniamo a quel 4 gennaio 2015: come è scattato l’allarme?
“A casa c’eravamo tutti: i miei due figli e i tre suoi. Era un periodo di festa, avevamo ordinato la pizza. Poi ha avuto quello che sembrava un calo di pressione. È rimasto sempre totalmente vigile, era una persona estremamente determinata. Aveva già avuto diversi problemi al cuore, la sua situazione cardiaca era molto complessa. L’unica possibilità che ho, diceva, era quella di arrivare in tempo al Sant’Eugenio di Roma, dove quella situazione la conoscevano bene. Avevamo fatto anche delle prove per vedere quanto tempo sarebbe servito per arrivarci, in caso di emergenza. Su questo mi aveva istruito come un soldato perché sapeva che prima o poi qualcosa sarebbe successo”.
Qual è il momento che ricorda più volentieri del tempo passato con lui?
“Uno solo? Sono stati tutti molto belli e intensi, anche perché avevamo la consapevolezza che non ci rimaneva tanto tempo. Siamo stati insieme dal 2013, sono stati due anni vissuti ogni giorno con molta intensità: non c’è un solo momento che non valga la pena ricordare”.
Amanda Bonini
Doveva essere ospite a Domenica In insieme a Pietro Perone, autore del libro “Pino Daniele. Napoli e l’anima della musica, dal Mascalzone latino a Giogiò”. Poi è saltato tutto all’ultimo momento…
“A Domenica In avrei voluto porre l’attenzione sul Pino Daniele autore, non certo sulla mia storia d’amore. Sono sinceramente amareggiata, perché non è stato possibile parlare dei messaggi sociali contenuti nel libro di Pietro. Non ho mai fatto la guerra a nessuno, è difficile litigare con me. Devo però precisare un fatto”.
Cosa?
“Quando io e Pino ci siamo conosciuti lui abitava già per conto proprio, la sua separazione dalla moglie non è imputabile a me. Io sono arrivata dopo. Lo dico per rispettare anche la sua onorabilità: lui non ha tradito e io non mi sono messa in mezzo a una coppia. Le scelte della persona che ami le devi accettare, così come il suo volere. Perché sono scelte che Pino ha fatto in vita. La sua relazione con me l’ha voluta ufficializzare con una dichiarazione al Corriere della Sera: è il modo in cui ha voluto dargli dignità”.
A 10 anni dalla sua scomparsa cos’è che manca di più?
“Un grande poeta e un grande chitarrista. Perché era veramente un grande poeta, aveva anche il talento della comunicazione. La musica a volte distraeva dalle sue parole, su cui invece andrebbe posta maggiore attenzione. Ci sono messaggi importanti che potrebbero essere molto utili alle nuove generazioni, soprattutto nel contesto di Napoli, dove c’è molta dispersione scolastica, si uccide per un piede schiacciato o un motorino parcheggiato male. Questo è lo scopo del libro di Pietro, questo è ciò che avrei voluto dire anche a Domenica In. Pino ha combattuto sempre la camorra, senza paura”.
Massimo Chiaravalli

