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Castel Sant’Elia – (sil.co.) – Ancora a processo i tre rocciatori accusati di avere picchiato e rapinato due idraulici a Castel Sant’Elia nel 2021.
Martedì l’ultima udienza davanti al collegio del tribunale di Viterbo, rinviata a primavera, per sentire i testimoni della difesa, dopo di che si procederà con la discussione.
Alla sbarra i tre rocciatori arrestati nel tardo pomeriggio del 13 gennaio 2021 dai carabinieri a Castel Sant’Elia con l’accusa di avere accerchiato il furgone di due idraulici, averli picchiati e rapinati di un trapano e di una cassetta degli attrezzi.
Tutto sarebbe partito da una lite per motivi di viabilità: una manovra azzardata da parte di un Iveco Daily con a bordo i tre operai, il clacson a palla del Doblò che viaggiava dietro con a bordo due idraulici, i due mezzi che si fermano, lo scambio di insulti e le botte.
A processo per rapina e lesioni sono finiti i componenti di una squadra di rocciatori giunti un paio di mesi prima da Avellino per lavorare su una frana avvenuta nel piccolo comune del comprensorio di Civita Castellana.
Sul banco degli imputati tre operai: un 44enne e un 42enne di Campobasso, difesi dall’avvocato Mario Orsini e Federica Ciaccia, e un 45enne italiano, nato in Germania ma tornato da poco anche lui in Molise, difeso dall’avvocato Federica Porroni.
Ad avere la peggio è stato l’idraulico che era alla guida del Doblò, per cui la giornata si è chiusa con l’occhio destro pesto, mentre l’operaio che viaggiava sul sedile posteriore del furgone Iveco Daily, secondo quanto riferito da lui stesso alla pm Eliana Dolce, si è trovato con due dita schiacciate nello sportello del Doblò, chiuso di scatto dal passeggero con la sua mano incastrata in mezzo.
Gli imputati, per i quali è stato disposto il giudizio immediato, sono finiti agli arresti domiciliari.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
