Viterbo – Ex direttore dell’Accademia delle belle arti accusato di molestie, secondo un’altra studentessa “allungava le mani”, ma un prof lo difende “era come un padre per gli alunni”. È successo durante l’udienza di ieri davanti al collegio del processo a Luigi Sepiacci, l’ex preside e docente 77enne dell’accademia di belle arti “Lorenzo da Viterbo”, difeso dagli avvocati Giovanni Labate e Domenico Di Tullio, accusato di violenza sessuale in seguito alla denuncia di una studentessa che nel frattempo ha rimesso la querela e revocato la costituzione di parte civile.
Luigi Sepiacci
Parte offesa una laureanda 24enne
Una studentessa del comprensorio di Civita Castellana, che nella tarda mattinata del 20 febbraio 2023 avrebbe, secondo il suo racconto, dovuto fare i conti nel suo ufficio con le pesanti attenzioni dell’imputato, cui aveva chiesto aiuto in seguito alla bocciatura subita all’ultimo esame prima della laurea, in programma appena tre giorni dopo, il 23 febbraio dell’anno scorso.
“Mi metteva la mano sul pene”
“Dammi un motivo in più”, le avrebbe ripetuto più volte, portandosi la mano della ragazza sulle parti intime. “Mi metteva la mano sul pene”, ha detto la 24enne. Poi, capito che non era cosa, le avrebbe fissato comunque la ripetizione dell’esame la stessa mattina del giorno fissato per la laurea, che la studentessa ha poi discusso nel pomeriggio come da programma.
“Non turbata, ma felice”
“Quando sono sceso in presidenza e Sepiacci mi ha comunicato la soluzione, la studentessa era serena e felice. Non era turbata, era contenta dell’opportunità di poter sostenere nuovamente l’esame senza dovere rinviare la laurea”, ha detto in aula lo stesso docente che l’aveva bocciata perché non aveva portato gli elaborati necessari per superare l’esame “se non col minimo dei voti”.
“Un padre per gli studenti”
“Lui si comportava come un padre con tutti gli studenti, maschi e femmine, dava consigli, ma non aveva mai atteggiamenti troppo intimi o confidenziali”, ha proseguito il prof, dicendo di conoscere Sepiacci da una vita e negando di avere mai avuto sentore che molestasse le ragazze. “Ho appreso della vicenda dagli articoli dei giornalisti. Quando gliene ho parlato ha negato tutto. Era sorpreso, ha ribadito più volte di non avere fatto nulla”, ha concluso.
“Allungava le mani”
“Non mi piacevano gli atteggiamenti del direttore, lo tenevo a distanza, perché si avvicinava troppo, metteva le mani sulla schiena, faceva complimenti tipo ‘sei bellissima’ o ‘come ti sta bene quel vestito. Una volta che mi ha offerto un passaggio perché avevo problemi coi treni, ho rifiutato. Non mi sentivo sicura, era invadente”, ha detto una ex studentessa 23enne dell’accademia, che si è anche lei laureata l’anno scorso, secondo cui Sepiacci si sarebbe preso troppe libertà e confidenze.
Accuse analoghe a Roma
Il processo viterbese riprenderà il 26 maggio, mentre inizierà il 21 ottobre il processo romano, in cui Sepiacci è imputato di violenza sessuale pluriaggravata i danni di due dipendenti dell’Associazione nazionale istituti non statali e di istruzione (Aninsei, affiliata a Confindustria), di cui Sepiacci era presidente fino a fine gennaio quando si è dimesso in seguito all’avviso di fine indagini, seguito a marzo dalla richiesta di rinvio a giudizio.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
