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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La federazione provinciale di Azione esprime la propria ferma contrarietà alla costruzione del deposito nazionale per lo smaltimento delle scorie nucleari in provincia di Viterbo.
Ci verrebbe da dire, magari con una certa dose di approssimazione, ma con chiarezza non contestabile: “grazie, il nostro territorio ha già dato”.
Quando si calano dall’alto certi tipi di realizzazioni non si può ignorare il contesto in cui si vanno a realizzare le opere, non basta una sequenza di criteri tecnici.
La provincia di Viterbo è sede di molte caserme, di un grande poligono, fu scelta come sito per la costruzione di una centrale nucleare non entrata poi in funzione ma rappresentativa di un’altra servitù che si scelse di far gravare su questo territorio e da ultimo è stata trasformata nella discarica dei rifiuti di Roma e del Lazio.
Impossibile affermare che la nostra contrarietà al deposito sia mossa dall’egoistico concetto del “non nel mio giardino”: il nostro è già abbastanza pieno.
Azione è una forza democratica, riformista e liberale e come tale non incline a posizioni preconcette o pregiudiziali, preferiamo entrare nel merito delle questioni.
La guida tecnica Ispra numero 29 del 2014 individua 28 criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi, 15 criteri definiti di esclusione e 13 di approfondimento.
Ma è la guida stessa, a pagina 4, a specificare che i criteri sono elencati senza ordine di priorità o di preferenza (quindi probabilmente slegati gli uni dagli altri) e sono da considerarsi non esaustivi di altri aspetti che dovessero evidenziarsi nel corso delle indagini successive.
A nostro avviso la contestuale presenza nel nostro territorio del radon, gas radioattivo inerte, in quantità superiore alla media nazionale, il noto problema dell’arsenico nelle acque e della discarica dei rifiuti di Roma e del Lazio sono proprio, per citare la guida tecnica di Ispra “gli aspetti che dovessero evidenziarsi nel corso delle indagini successive”. Data la già alta incidenza di patologie oncologiche nella provincia di Viterbo riteniamo non opportuno aggiungere rischi che sarebbero, seppure bassi e gestiti, certamente diversi da zero, come dimostrano i criteri di esclusione, tra cui figura anche la densità abitativa.
Altro punto critico è quello dello stoccaggio dei rifiuti ad alta intensità, che per loro natura richiederebbero uno deposito geologico, ma che verranno stoccati comunque nel deposito in modo temporaneo, ma a tempo indeterminato. L’esatta, e inquietante, espressione usata sul sito è “a titolo provvisorio di lunga durata”.
In questi casi il politicamente corretto impone che non si possono avere tutti gli agi della modernità senza essere disposti a pagarne i prezzi, il punto è che la provincia di Viterbo il prezzo lo sta già pagando.
Fabio Scalzini
Segretario Provinciale Azione Viterbo
Massimo Paolini
Alberto Blasi
Luigi Catalano
Paolo Storelli
Membri della Segreteria
Luca Benni
Presidente Provinciale
