Soriano nel Cimino – Omicidio di Salvatore Bramucci, i legali di cognati diabolici e killer mancato: “Processo indiziario senza indizi”. Sono iniziate ieri le arringhe delle difese, secondo cui si tratta di un processo indiziario senza indizi gravi, precisi e concordanti. Per primi hanno parlato i legali dei cognati Dan Costantin Pomirleanu e Sabrina Bacchio e del killer mancato Alessio Pizzuti.
Omicidio Bramucci – Da sinistra: Alessio Pizzuti, Dan Costantin Pomirleanu e Sabrina Bacchio
Dal racket delle case all’omicidio. Non una sorta di “banda Bassotti”, ma delinquenti veri, secondo l’accusa, in grado di spaziare dal racket delle case occupate abusivamente in mano alla criminalità di Ponte di Nona all’omicidio di Salvatore Bramucci a Soriano nel Cimino. Sarebbe il contesto in cui sono stati reclutati dalle sorelle Bacchio e dal cognato della vittima, residente con la compagna a Guidonia Montecelio, i sicari che hanno freddato a colpi di armi da fuoco il pregiudicato 58enne la mattina del 7 agosto 2022.
Delitto stile criminalità organizzata. In totale sette i componenti della presunta banda di assassini, accusati tutti dalla procura della repubblica di Viterbo di concorso in omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal rapporto di coniugio con la moglie, mente e pianificatrice del delitto. Per l’accusa, come è noto, le stesse modalità del delitto sarebbero state uno dei tanti depistaggi, per far credere che Bramucci fosse stato ucciso dalla criminalità organizzata e non dai familiari che puntavano al “tesoretto” di circa 600mila euro in contanti e orologi Rolex con cui meditava di trasferirsi alle Canarie.
Ergastolo ai familiari. Il pubblico ministero Massimiliano Siddi, all’udienza del 25 novembre, ha chiesto come è noto quattro ergastoli (per la vedova Elisabetta Bacchio, la cognata Sabrina Bacchio, il cognato Dan Costantin Pomirleanu e il capokiller Tonino Bacci) e due condanne a 24 e 18 anni (per il sicario Lucio La Pietra e il sicario mancato Alessio Pizzuti). C’è poi Ismail Memeti, terzo componente del commando armato partito da Roma, per cui il via libera all’arresto è giunto dalla cassazione a Ognissanti, per cui sarà giudicato a parte.
Le auto del commando armato – Nel riquadro: Salvatore Bramucci
Le difese dei cognati diabolici. Si capisce il fervore del professor Stefano Maranella, che con la collega Giorgia Ciucci assiste il “candidato” all’ergastolo Dan Costantin Pomireleanu, il 32enne di origine romena compagno della cognata Sabrina Bacchio, che mai avrebbe sentito neanche parlare dell’eliminazione del 58enne né avrebbe avuto un movente economico per rendersi complice dell’uccisione. Così come si capisce l’impeto con cui l’avvocato viterbese Paolo Delle Monache ha ripercorso la testimonianza con cui, lo scorso 22 luglio, Sabrina Bacchio ha trovato una giustificazione a ogni contestazione, dal famoso professore che costicchia al motore della macchina ai duemila euro di cocaina per incastrare Salvatore Bramucci e farlo tornare in carcere.
La difesa del killer “desistente”. Si è distinto per la passione anche l’avvocato Lanfranco Cugini, che assiste il 32enne Alessio Pizzuti, l’unico ai domiciliari dallo scorso 4 gennaio, per cui sono stati chiesti 18 anni di carcere. Secondo la difesa sicario mancato per sua stessa “desistenza”, ovvero per cessazione volontaria dall’azione criminosa, a costo di farsi picchiare selvaggiamente dal capo Bacci, il quale a fine luglio ha mandato a Sabrina Bacchio, che si sarebbe lamentata con la sorella dei ritardi nel portare a termine l’omicidio, una foto del presunto pestaggio, dicendole di averlo aperto in due come una cozza. Cugini ha quindi “riabilitato” il 32enne, “non un pregiudicato come si è detto”, sottolineandone i precedenti “molto risalenti nel tempo” e l’assoluzione in secondo grado nel 2023 dalle accuse di estorsione aggravata e violenza privata per cui era stato condannato nel 2021.
Si torna in aula la prossima settimana, quando toccherà alle difese dei tre imputati Bacci, La Pietra e Elisabetta Bacchio.
Silvana Cortignani
L’avvocato Paolo Delle Monache: difende Sabrina Bacchio per cui il pm ha chiesto l’ergastolo
Sei imputati di omicidio premeditato in concorso:
– Elisabetta Bacchio: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci: nato nel 1974, detenuto a
Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini
Parti civili il fratello e la figlia della vittima:
– Mascia Bramucci, 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
– Isolino Bramucci, 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


