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Omicidio di Renzo Cristofori, quattro coltellate al petto e una alla gamba…

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Viterbo – Cinque coltellate: quattro al petto, una alla gamba. Così è morto Renzo Cristofori, l’ex netturbino di 68 anni trovato privo di vita mercoledì scorso nei pressi di una panchina vicino alla sua abitazione. Queste le prime indiscrezioni dopo l’autopsia i cui risultati completi arriveranno entro sessanta giorni.

Caprarola - I carabinieri di fronte la casa del presunto omicida - Nel riquadro Ian Patrick Sardo

Caprarola – I carabinieri di fronte la casa del presunto omicida – Nel riquadro Ian Patrick Sardo


Ieri il medico legale Martina Padovano, dell’Università La Sapienza, ha eseguito un’autopsia durata oltre quattro ore al cimitero di San Lazzaro, alla presenza della consulente di parte Antonella Pastorini, nominata dalla difesa dell’unico indagato: Ian Patrick Sardo, 31 anni, in carcere da una settimana con l’accusa di omicidio volontario.

Un’aggressione feroce quella che ha scosso la tranquillità di Caprarola. Mercoledì sera, intorno alle 22, Renzo Cristofori, 68 anni, è stato ucciso con cinque coltellate vicino alla sua abitazione. Il delitto è avvenuto davanti a un testimone oculare, che ha subito dato l’allarme e accusato Ian Patrick Sardo, 31 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

L’autopsia, condotta ieri dalla dottoressa Martina Padovano dell’Università La Sapienza, ha confermato una dinamica spietata: quattro fendenti all’altezza del cuore e uno alla gamba, che non hanno lasciato scampo alla vittima. Presenti durante l’esame anche la consulente Antonella Pastorini, nominata dalla difesa del giovane accusato, che si trova dietro le sbarre da una settimana.

Caprarola - La casa del presunto omicida posta sotto sequestro

Caprarola – La casa del presunto omicida posta sotto sequestro


La dinamica del delitto

Secondo il racconto del testimone, amico della vittima, Sardo e Cristofori avrebbero avuto una discussione in strada poco prima dell’accoltellamento. L’aggressore avrebbe colpito con una violenza improvvisa, lasciando Cristofori agonizzante su una panchina nei pressi della sua abitazione.

Le indagini hanno rivelato che Sardo, uscendo di casa quella sera, avrebbe violato le prescrizioni che gli impedivano di uscire di notte e di frequentare pregiudicati. Questo, unito ai gravi indizi raccolti contro di lui, ha portato il giudice per le indagini preliminari Fiorella Scarpato a disporre la custodia cautelare in carcere, pur senza convalidare l’arresto in flagranza.

Caprarola - La panchina sotto casa di Renzo Cristofori

Caprarola – La panchina sotto casa di Renzo Cristofori


Le dichiarazioni dell’indagato

Dal carcere, Sardo si dichiara estraneo ai fatti: “Sono uscito solo per prendere delle sigarette da un amico, poi sono tornato a casa. Non c’entro nulla con questa storia”, avrebbe detto al pubblico ministero Massimiliano Siddi. La versione del 31enne sarebbe stata parzialmente confermata da un amico, ma anche se vera, non rappresenterebbe un alibi sufficiente a scagionarlo.

La comunità in lutto

Intanto, la comunità di Caprarola si stringe intorno alla famiglia di Cristofori. L’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino in occasione del funerale, mentre il paese, ancora incredulo, attende risposte definitive su un delitto che ha lasciato tutti sgomenti.

Caprarola si prepara ai funerali di Cristofori, che si terranno domani nella chiesa di Santa Teresa alle ore 10.

Le indagini proseguono, alla ricerca di eventuali nuovi elementi che possano far luce su una tragedia che ha infranto la serenità di una piccola comunità e aperto ferite profonde.


 – Assassinio di Renzo Cristofori, all’autopsia ha partecipato un consulente di parte per l’imputato


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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