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Viterbo – Entrerà nel vivo la prossima primavera con un’udienza fiume dedicata all’ascolto di ben dieci testimoni dell’accusa il processo per violenza sessuale a due operatori socio sanitari di una casa di cura di Viterbo accusati di molestie da una paziente che si è costituita parte civile con l’avvocato Cipriana Contu.
I due sanitari sono invece difesi dagli avvocati Paola Mangano e Carlo Mezzetti, i quali hanno chiesto di poter citare come testimoni dei consulenti tecnici di parte, anche per chiarire il contesto in cui sarebbero maturati i fatti sfociati nelle gravissime accuse per cui entrambi sono finiti a processo davanti al collegio.
Martedì, disponendo l’avvio dell’istruttoria per il prossimo mese di maggio, con la citazione per l’appunto di ben dieci testimoni della procura, il collegio ha anche fissato una ulteriore udienza, fissata a settembre, per accelerare lo svolgimento del processo data la delicatezza che il caso riveste per tutte le parti coinvolte.
I fatti contestati agli imputati risalgono al 2020, quando la parte offesa, temendo di non essere creduta, si sarebbe rivolta a un centro antiviolenza per poi decidersi a sporgere denuncia contro i due operatori sociosanitari.
Data la situazione di fragilità fisica e psichica della presunta vittima, la sua versione è stata cristallizzata in sede di incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari Giacomo Autizi. Non sarà quindi costretta a testimoniare in tribunale. Le molestie di natura sessuale sarebbero avvenute nel reparto in cui era ricoverata.
Il processo, che ha fatto seguito alla richiesta di rinvio a giudizio della procura, accolta dal giudice dell’udienza preliminare, entrerà nel vivo a distanza di cinque anni. Tra i primi testimoni dell’accusa i carabinieri che si sono occupati delle indagini, coordinati dal pubblico ministero Paola Conti.
Silvana Cortignani
– Paziente della casa di cura li accusa di molestie, due operatori alla sbarra per violenza sessuale
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
