Valentano – “Una sentenza fatta con i piedi, ma non gliela darò vinta. Per una questione di principio e di giustizia”. L’imprenditore agricolo Piero Camilli.
Nell’agosto del 2021, sui terreni di Camilli attorno al lago di Mezzano, comune di Valentano, si tenne il rave party Teknival Space Travel. Terreni che vennero occupati illegalmente da oltre 5 mila persone. Qualche tempo dopo l’imprenditore avanzò al ministero dell’Interno una richiesta di 588mila euro per i danni subiti durante il rave, facendo ricorso in tribunale. Richiesta respinta dal giudice che ha anche condannato Piero Camilli al pagamento di 10.591 euro di spese processuali.
La sentenza: All’epoca “non c’era obbligo giuridico delle forze di polizia”. Obbligo intervenuto soltanto con il decreto anti-rave del governo Meloni, introdotto nel 2022.
“Una sentenza fatta con i piedi – dice Camilli -. Spero di campare tanto, perché non gliela darò vinta. Farò appello, fino ad arrivare alla corte di Giustizia. Per una questione di giustizia”. “Una questione di principio – aggiunge poi l’imprenditore -. Il discorso è se la proprietà privata va tutelata o meno. Perché se non va tutelata domani mattina posso venire a casa tua e inizio a ballare e a fare danni”.
“Tuttavia io non voglio i danni – precisa Camilli -. Io non voglio niente. E se dovessi vincere in appello quello che mi daranno lo donerò tutto alla Croce rossa”.
Camilli racconta anche cosa successe immediatamente dopo l’arrivo delle persone che parteciparono al rave. “Ho chiamato subito il maresciallo dei carabinieri di Valentano chiedendogli di chiudere tutti gli accessi – sottolinea infatti Camilli -. Gli accessi per il lago di Mezzano sono 4 in tutto, 3 in provincia di Viterbo e uno in Toscana, su Grosseto. L’azienda è molto grande. Quelli in provincia di Viterbo sono stati chiusi. Dopodiché il maresciallo ha chiamato in Toscana e si è sentito dire che lì l’ordine era di lasciarli passare”.
L’imprenditore Piero Camilli
Il tribunale ha respinto la sua richiesta di risarcimento danni avanzata nei confronti del Viminale e la condanna a pagare più di 10 mila euro di spese processuali.
“Una sentenza all’italiana. Siccome prima la legge Meloni non c’era allora io non ho diritto al risarcimento dei danni. Non solo, ma il giudice non ha ammesso neanche le prove”.
Adesso cosa farà?
“Spero di campare tanto, perché non gliela darò vinta. Farò appello, fino ad arrivare alla corte di Giustizia. Per una questione di giustizia”.
La sentenza dice che all’epoca dei fatti, l’estate del 2021, “non c’era l’obbligo giuridico delle forze di polizia”. Obbligo intervenuto soltanto con il decreto anti-rave del governo Meloni, introdotto nel 2022.
“L’obbligo c’è sempre. Se vengono i ladri a casa per rubare, uno chiama le forze dell’ordine. E che fanno, non vengono? Una sentenza fatta con i piedi. Non solo, ma è una questione di principio. Il discorso è se la proprietà privata va tutelata o meno. Perché se non va tutelata domani mattina posso venire a casa tua e inizio a ballare e a fare danni”.
Il ministero dell’Interno, attraverso i propri legali, avrebbe inoltre che l’azienda agricola di Camilli non era proprietaria del terreno…
“Non è vero, i terreni sono tutti dell’azienda, oltre 700 ettari. Tra questi ci sono 10 ettari di un mio parente che ho preso in affitto. Tutti gli altri sono di proprietà della mia azienda. È stata sentenza pilotata oppure chi l’ha fatta non si rende conto”.
Valentano – Lo sgombero del rave party
Quali sarebbero i danni?
“Durante il rave ci sono stati animali morti, rotture, un agriturismo che non c’è più, la monnezza. Il danno è stato enorme. Tuttavia io non voglio i danni. Io non voglio niente. E se dovessi vincere in appello quello che mi daranno lo donerò tutto alla Croce rossa”.
Lei ha mai avuto rapporti con gli organizzatori del rave?
“No, non li ho mai avuti. Non li conosco proprio. Quando c’è stato il rave io stavo in Sardegna. Le forze dell’ordine circondarono tutto, ma ormai le persone mi stavano dentro casa”.
E lei, dopo che le sue terre sono state occupate dal rave, cosa ha chiesto alle forze dell’ordine?
“Ho chiesto di mandarli via tutti. Dopodiché ho chiesto al Viminale di pagarmi i danni. C’era droga dappertutto, macchine con le targhe oscurate, cene alla canapa indiana”.
Valentano – Lo sgombero del rave party
Che ricordo ha del rave?
“Ho il ricordo di un disastro. Ero in Sardegna, la mattina mi ha chiamato un mio operaio dicendomi del rave e delle migliaia di persone che stavano arrivando”.
Subito dopo con chi ha preso contatto?
“Ho chiamato subito il maresciallo dei carabinieri di Valentano chiedendogli di chiudere tutti gli accessi. Gli accessi per il lago di Mezzano sono 4 in tutto, 3 in provincia di Viterbo e uno in Toscana, su Grosseto. L’azienda è molto grande. Quelli in provincia di Viterbo sono stati chiusi. Dopodiché il maresciallo ha chiamato in Toscana e si è sentito dire che lì l’ordine era di lasciarli passare”.
E chi avrebbe dato quest’ordine?
“Non lo so, saranno stati ordini superiori”.
Daniele Camilli
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Il rave del 2021
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