Valentano – Rave party a Valentano: niente risarcimento per l’imprenditore agricolo Piero Camilli, dovrà pagare le spese legali.
Valentano – Piero Camilli nella sua tenuta sul lago di Mezzano
Il giudice respinge la richiesta di 588mila euro avanzata da Piero Camilli al Viminale per i danni subiti durante il rave del 2021. La sentenza: “Non c’era obbligo giuridico delle forze di polizia”.
La battaglia legale di Piero Camilli, imprenditore agricolo di Valentano, contro il ministero dell’Interno si è conclusa con una sconfitta. Camilli aveva richiesto un risarcimento di 588.476 euro per i danni subiti dalla sua azienda durante il rave party Teknival Space Travel dell’estate 2021, che si era tenuto illegalmente sui suoi terreni nei pressi del lago di Mezzano. Il tribunale ha respinto la sua richiesta, condannandolo al pagamento di 10.591 euro di spese processuali.
La vicenda
Il rave, al quale avevano partecipato oltre 5mila persone, aveva provocato devastazioni sull’area agricola e all’interno di una zona protetta, causando anche la morte di un giovane. Secondo quanto riportato negli atti del tribunale, l’evento aveva determinato “condizioni igieniche precarie, nonché spaccio e uso indiscriminato di droghe pesanti e leggere”. Inoltre, erano stati spaventati gli animali al pascolo, con alcuni esemplari rimasti uccisi.
Valentano – Lo sgombero del rave party
Camilli, rivolgendosi alla stampa, ha espresso il suo rammarico: “Su 10mila persone ne hanno preso uno solo, un albanese che sta in carcere per altri motivi. A chi li devo chiedere i danni, a lui?” , ha dichiarato al quotidiano La Verità .
La sentenza
La corte ha motivato la decisione sostenendo che al tempo del rave non era ancora in vigore il decreto anti-rave del governo Meloni, introdotto nel 2022. “Soltanto con la legge n. 162 del 31-10-2022 è stato introdotto l’art. 633 bis nel codice penale repressivo dei raduni illegali”, si legge nella sentenza. Prima di quella normativa, non esisteva un obbligo specifico per le forze dell’ordine di impedire raduni di massa.
Il ministero dell’Interno, attraverso i propri legali, ha inoltre evidenziato che l’azienda agricola di Camilli non era proprietaria del terreno, sottolineando che “la responsabilità per i danni provocati dall’invasione dei terreni privati ricade unicamente su coloro che attuano detta condotta”.
Una sentenza senza giustizia
La vicenda del rave di Valentano resta uno degli episodi più controversi legati a raduni illegali in Italia. Nonostante l’intervento di carabinieri, polizia stradale e personale della questura, la vastità dell’evento ha lasciato segni in profondità sulla comunità locale. Camilli, intanto, si trova ora a dover affrontare non solo i danni subiti, ma anche le spese di una battaglia legale che non ha portato ai risultati sperati.

