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Rievocato ieri l’esilio di Santa Rosa da Viterbo a Soriano nel Cimino

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Sulle vie dell'esilio di Santa Rosa

Sulle vie dell’esilio di Santa Rosa

Sulle vie dell'esilio di Santa Rosa

Sulle vie dell’esilio di Santa Rosa

Viterbo – Si è tenuta ieri la la tradizionale rievocazione storica dell’esilio di Santa Rosa. Evento “Buffer zone Unesco” patrocinato dalla Provincia di Viterbo.

Malgrado il freddo e il vento di tramontana di questi giorni un nutrito numero di partecipanti ha voluto camminare sulle vie dell’esilio della Santa Patrona di Viterbo. Un allontanamento dalla città avvenuto nell’antivigilia della festa di San Nicola e cioè il 4 dicembre del 1250 come scritto sul primo processo di canonizzazione anche conosciuto come “Vita I”.

Appuntamento nella chiesa della Crocetta a Viterbo, primo luogo di sepoltura della Santa. Partenza a piedi del gruppo da Viterbo alle 9. 

La Santa, dopo le sue predicazioni per le vie della città, fu cacciata da Viterbo perché considerata perturbatrice della quiete pubblica.

La pena dell’esilio, infatti, secondo lo statuto comunale allora in vigore, prevedeva la pena dell’esilio per i colpevoli di omicidio e per i perturbatori della quieta pubblica. Una punizione impartita dal podestà di fede imperiale Mainetto Bovoli, fiorentino, che faceva riferimento alla famiglia dei Tignosi che, insieme a quella dei Gatti, si alternava in quegli anni al comando della città di Viterbo.

Un esilio che per Rosa, sofferente di agenesia congenita dello sterno, ha avuto l’effetto di una condanna a morte. Morì, infatti, poche settimane dopo e precisamente il 6 marzo 1251.

Tutti i partecipanti, ieri, hanno potuto constatare di persona le fatiche fisiche necessarie per fare un viaggio di circa 15 chilometri, d’inverno, fatto da una ragazza in condizioni fisiche precarie, accompagnata soltanto dai suoi genitori.

Il gruppo dei camminatori è arrivato a Soriano nel Cimino intorno alle ore 15. Circa 16 chilometri percorsi in 6 ore. Un buon passo e una bella media.

Un’andatura sicura e veloce mai riscontrata negli anni precedenti. Un itinerario di rara bellezza, tra boschi, sorgenti e castelli medioevali, che si è snodato da un’altitudine minima di 327 metri sul livello del mare fino a raggiungere i 747 metri di altezza quasi sotto la faggeta.

Ad accompagnare il gruppo un equipaggio della Croce Rossa Italiana sezione di Viterbo, la guida ambientale Martina Iezzi, e alcuni membri esperti, Roberto Ceccariglia, Paolo Gemini e Serafino Cutigni, dell’associazione culturale TakeOff e degli Ex Facchini di Santa Rosa patrocinatori dell’evento.

Gli organizzatori ringraziano in modo particolare, tra gli altri, l’associazione Gea – Gestione educazione ambientale di Soriano nel Cimino, curatrice della tenuta di Sant’Egidio, sita nei pressi della chiesetta della Trinità, all’interno del bosco, per la manutenzione e pulizia dell’ultimo tratto del percorso Viterbo – Soriano nel Cimino. Info: 3382129568


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