Viterbo – “Nostro padre ha profondamente amato la nostra città”. Guglielmo Ascenzi, figlio di Silvio, ex sindaco e protagonista assoluto della vita politica e sociale di Viterbo. Il saluto di tutta la sua famiglia. Oggi pomeriggio i funerali nella cattedrale di San Lorenzo.
Viterbo – I funerali di Silvio Ascenzi
“Nostro padre – dice Guglielmo Ascenzi – ha profondamente amato la nostra città. Lo affidiamo a Santa Rosa di cui è stato orgoglioso facchino e orgoglioso padre di Raffaele che di Santa Rosa è stato anche lui facchino e ora ideatore della macchina”.
La cattedrale della città è piena. A stringersi attorno alla famiglia, Cristina, Raffaele, Guglielmo, Gabriella, i nipoti, i generi, le nuore, tutta la comunita civile e istituzionale. Dalla sindaca Chiara Frontini agli ex sindaci di Viterbo, dal Sodalizio dei facchini del presidente Massimo Mecarini fiio a tutte le realta territoriali. Quel territorio che Silvio Ascenzi ha segnato, caratterizzandone la storia.
Silvio Ascenzi
“Siamo nel duomo – sottolinea Guglielmo Ascenzi – dove abbiamo dato l’ultimo saluto a nostra sorella Nicoletta e celebrato il matrimonio di Angelica. A noi hai trasmesso l’educazione con l’esempio dei valori che hai incarnato da sempre e che ti hanno meritato la stima di tutti i viterbesi”.
Accanto a Silvio Ascenzi, il picchetto dei facchini e dell’ordine equestre del Santo Sepolcro, i gonfaloni del Sodalizio, dell’associazione degli ex facchini, del comune e dell’Unitalsi. Ad accompagnarlo la bandiera del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa.
“La tua – prosegue Guglielmo Ascenzi rivolgendosi al padre Silvio – è stata una fede matura, profonda nei ragionamenti e solida come il peperino. Il rigore morale come paradigma di vita. Una moralità che non ha mai fatto distinzione tra chi aveva la giacca e la cravatta e chi la tuta da operaio, rispettando sia per gli uni che gli altri. Così come hai sempre preteso tantissimo dai ruoli che hai rivestito, consapevole della responsabilità verso Dio, la comunità e la famiglia. Un esempio di cui, con il tempo, arriveremo a riconoscere la profondità del suo significato”.
A celebrare il funerale il vicario generale del vescovo don Luigi Fabbri.
“Silvio – sottolinea don Luigi durante l’omelia – è stato un grande uomo. Un uomo con un grande cuore, attento e generoso. Un cuore in cui c’è stato spazio per gli altri. La città di Viterbo gli è grata per il suo servizio”.
Nato a Viterbo il 7 dicembre 1940, Silvio Ascenzi ha dedicato la sua vita al servizio della comunità, intraprendendo impegno politico e attività imprenditoriale.
Eletto più volte consigliere comunale, divenne sindaco di Viterbo nel novembre 1983, succedendo a Rosato Rosati. Riconfermato nel 1985, ha guidato una giunta composta da democristiani, repubblicani e liberali, segnando profondamente la storia della città. Tra le sue iniziative più rilevanti, l’organizzazione della visita pastorale di papa Giovanni Paolo II a Viterbo, avvenuta il 27 maggio 1984.
Ascenzi ha ricoperto incarichi prestigiosi: presidente della Camera di Commercio, della scuola per infermieri, e membro del consiglio d’amministrazione dell’Università degli Studi della Tuscia. Come imprenditore agricolo, ha gestito con il fratello Francesco un’importante azienda del territorio, affermandosi come punto di riferimento per le associazioni di categoria. È il padre di Raffaele Ascenzi ideatore di tre macchine di Santa Rosa: Ali di Luce, Gloria e quella attuale Dies Natalis. Gli altri figli di Ascenzi sono l’avvocato Guglielmo, Gabriella e Nicoletta, morta nel 2018.
Silvio Ascenzi lascia un’eredità di impegno e dedizione che resterà nella memoria della comunità viterbese.
Daniele Camilli



