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Stupro a Mammagialla, davanti al gip il detenuto che accusa di violenza sessuale tre compagni

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Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – Detenuto denuncia stupro di gruppo a Mammagialla, accolta la richiesta di incidente probatorio e perizia psicologica del pubblico ministero Flavio Serracchiani per cristallizzare la versione della presunta vittima del branco e verificarne l’attendibilità.

Trasferiti nel frattempo presso altri istituti penitenziari, sono stati iscritti nel registro degli indagati per violenza sessuale e minacce aggravate in concorso un detenuto 23enne senza fissa dimora originario dell’Egitto e due detenuti romani, un 28enne originario del Marocco e un coetaneo originario della Romania. Sono tutti difesi dall’avvocato Samuele De Santis.

Parte offesa un 36enne che sarà ascoltato in tribunale nei prossimi giorni in forma protetta dal gip Fiorella Scarpato, come chiesto espressamente dalla difesa, per evitare che possa incrociare lo sguardo dei tre indagati. 

Si tratta di un italiano, assistito di fiducia dall’avvocato Angelo Morreale del foro di Milano, che solo successivamente al trasferimento presso una comunità di recupero per tossicodipendenti della provincia di Viterbo avrebbe trovato il coraggio di denunciare agli operatori i tre presunti aguzzini che lo avrebbero seviziato, abusando di lui mentre era detenuto presso la casa circondariale “Nicandro Izzo” del capoluogo. 

Il 36enne, come chiesto dalla procura, oltre ad essere interrogato dal giudice per le indagini preliminari,  sarà anche sottoposto a perizia psicologica, per accertarne la capacità a testimoniare, Perizia che sarà affidata alla dottoressa Emanuela Canepari

Secondo quanto emerso, gli abusi sarebbero stati perpetrati tra il 23 e il 26 gennaio 2023, quando il gruppetto di detenuti gli avrebbe messo in bocca un calzino per impedirgli di chiedere aiuto e lo avrebbe costretto a subire ripetuti atti sessuali, in particolare penetrazioni anali.

Successivamente, tra la fine di marzo e l’inizio di aprile dell’anno scorso, il 36enne sarebbe stato minacciato in più occasioni dai componenti del terzetto, che gli avrebbero puntato alla gola un oggetto rudimentale affilato e gli avrebbero bloccato il collo con un panno in modo da non lasciargli via d’uscita.

Come detto, l’incidente probatorio si terrà in forma protetta. Nell’aula di ascolto saranno presenti esclusivamente il giudice, il perito e la parte offesa. Le parti, qualora lo ritengano opportuno, potranno consegnare al giudice, prima che abbia inizio l’assunzione della prova, una lista delle domande che intendano sottoporre alla parte offesa, riservata ogni valutazione di ammissibilità e rilevanza delle medesime da parte del giudicante, salvo il diritto delle parti di formulare, tramite il giudice, nel corso dell’incidente probatorio, tutte le domande che ritengano rilevanti, con l’unica precisazione che sarà il giudice a stabilire il momento più adatto per raccoglierle e porle al destinatario.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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