Viterbo – “Torna il TusciaPride nella città dei papi, il 7 giugno la nuova manifestazione per i diritti queer e trans*”. Il presidente dell’associazione Giancarlo Mazza, oggi all’una e un quarto ha dato l’annuncio della manifestazione con un flash mob lungo via Cavour, direttamente dalle finestre del bar Happiness. “Sarà anche un Pride antifascista”, commenta poi il vicepresidente Mirko Giuggiolini.
“Dopo i buoni risultati del Tuscia Pride del primo giugno 2024 di quest’anno – dice Mazza – annunciamo con grande orgoglio ed entusiasmo la data della seconda edizione del Pride del territorio, 7 giugno 2025″.
Con Mazza e Giuggiolini, anche la senatrice accademica del sindacato studentesco PerCorso Lucia Ferrante.
“Come da tradizione sarà di sabato – prosegue Mazza – con in sottofondo Raffaella Carrà e Lady Gaga. E anche nel 2025 inonderemo le strade del centro storico di Viterbo di gioia e colori, reclamando pari diritti, dignità e libertà per tutte le persone queer e trans*.
Stiamo attraversando una fase storica e politica molto oscura, dove le guerre e la violenza imperversano sempre di più e dove diritti che fino a poco fa, dopo decenni di lotte, consideravamo acquisiti e consolidati ora rischiano di scomparire di nuovo. In questo contesto, dove le nostre esistenze vengono calpestate e marginalizzate anche dalla maggioranza politica di Governo, celebrare i Pride è oggi più che mai importante. Scendere in piazza a gridare di esistere è il miglior strumento di resistenza che abbiamo a disposizione e in questi mesi con tutta l’associazione e tutte le realtà vicine lavoreremo molto per realizzare un Pride forte e all’altezza delle sfide che stiamo attraversando”.
“La Tuscia – spiega Mazza – è un territorio che sul fronte dell’inclusione ha fatto dei passi in avanti molto importanti negli ultimi anni. Ne sono una testimonianza diretta la carriera alias attivata in diversi licei nonché all’università della Tuscia, le sempre maggiori attività che vengono svolte sul tema dei diritti e della comunità queer e trans* nonché l’attenzione anche da parte delle amministrazioni locali, con 24 comuni della provincia che hanno patrocinato il Tuscia Pride 2024.
Nonostante questi progressi c’è ancora molta strada da fare: il nostro territorio continua ad essere un territorio chiuso e intollerante, lo dimostrano i numerosi soprusi subiti in ogni luogo e in ogni contesto da parte delle persone queer e trans*, non denunciati pubblicamente ma di cui ascoltiamo storie e racconti ogni giorno.”
“Nei prossimi mesi – conclude Mazza – renderemo noti più dettagli sul prossimo TusciaPride. Nel frattempo, nonostante sia inverno, lo diciamo già; prepariamo canottiere, pantaloncini e bandiere arcobaleno: il Pride sta tornando”.
“Il Pride – aggiunge poi il vicepresidente di TusciaPride Mirko Giuggiolini – è sia una festa che una protesta, un momento tanto di orgoglio quanto di lotta. Il 2025 sarà un anno corollato da diversi appuntamenti importanti. Celebreremo l’80esimo anniversario della Liberazione dell’Italia dalla dittatura fascista e dall’oppressione nazista, e salvo imprevisti andremo a votare anche per diversi referendum.
Avremo cura di mettere a disposizione il Pride anche per questi percorsi qui: non siamo solo persone queer e trans* ma siamo anche antifasciste e antifascisti, studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori, e per questo abbiamo a cuore tutti i diritti e tutti i percorsi di lotta”.
“Il Pride ad oggi è la mobilitazione più importante su tutto il territorio nazionale – continua Giuggiolini -. Anche nella nostra provincia abbiamo avuto modo di vivere la forza bella e travolgente della marea arcobaleno: una marea che inonda le strade, le case, le scuole e i luoghi di lavoro.
Il Pride, in questo senso, ha un effetto molto forte nella dimensione micro-relazionale delle persone della Tuscia. Dà infatti la possibilità alle persone di essere più libere e di sentirsi più al sicuro. È questo, in fondo, l’obiettivo primario del Pride, che ancora una volta ci teniamo a rimarcare: contrastare e rigettare ogni forma d’odio e intolleranza e contribuire alla costruzione di una società veramente inclusiva, nei confronti di tutte le soggettività che la popolano”.
“Da qui a quest’estate – sottolinea infine Giuggiolini – inizierà un percorso di ripensamento del nostro territorio fatto in più tappe e che vedrà il coinvolgimento di più realtà: come l’anno scorso non ci limiteremo al corteo di giugno ma lavoreremo per un Pride permanente, che possa dispiegare i suoi effetti durante tutto l’anno, in dialogo con altre associazioni, partiti, sindacati, istituzioni pubbliche e scuole”.
Daniele Camilli





