San Faustino dimenticato
Viterbo – Via del Pavone, via della Pettinara, via della Parrocchia… San Faustino dimenticato. Sommersa dalle macchine, nel degrado, nell’immondizia e con l’erba alta.
Viterbo – San Faustino dimenticato
San Faustino, quartiere a nord della città, in pieno centro storico. Quartiere che quasi mille anni fa diede rifugio agli sfollati di Ferento distrutta da Viterbo, accogliendo successivamente, secoli dopo, migranti dall’Italia e poi dal mondo. Un quartiere popolare e multietnico dove economia, redditi e demografia si reggono su famiglie e lavoratori che ci si ostina ancora a chiamare “stranieri”. via Cairoli, via della Cava, via Emilio Bianchi e la stessa zona di piazza San Faustino.
Viterbo – San Faustino dimenticato
San Faustino, da piazza della Rocca alla chiesa della Trinità. Tra Sacrario, via Matteotti e le strade che, a ridosso di piazza Sant’Agostino, portano a Valle Faul. Questa l’area su cui si estende. Con piazza dei caduti e il gigante di Seward Johnson a far da punto di ritrovo e al tempo stesso da confine. Un ruolo che una volta aveva invece l’Urcionio sepolto oggi sotto via Marconi.
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Un quartiere dove però non tutto è popolare, presente infatti una fetta di media borghesia chiusa tra via Cairoli e via Emilio Bianchi, che si mischia al resto, ma a distanza. Poi, a sinistra e a destra di questo spicchio c’è tutto tessuto multietnica dalle mille sfaccettature, prevalentemente operaio e bracciantile, ma che sta sviluppando anche percorsi imprenditoriali di tutto rispetto. Con figli, seconde e terze generazioni, la cui presenza sta garantendo ormai la sopravvivenza di diversi istituti scolastici.
Viterbo – San Faustino dimenticato
Una realtà che tuttavia è dimenticata e troppo spesso abbandonata nell’incuria e nel degrado. Alcune parti di San Faustino è come se per le amministrazioni, quella di Chiara Frontini è soltanto l’ultima, non esistessero. Via del Pavone, via della Parrocchia, via della Pettinara, via dell’Archetto ne sono l’esempio. Il tutto in un contesto più ampio ricordato solo per questioni legate all’ordine e alla sicurezza.
Viterbo – San Faustino dimenticato
Si va dalla transenne qua e là all’erba alta che affiora alla base delle abitazioni, con l’ortica che cresce nei vasi al posto dei fiori. Erba che, come in via della Parrocchia invade poi tutta la strada. Attorno muri scarrupati, graffiti, porte che aprono a stanze abbandonate e pieni di rifiuti. A terra, monnezza e topi che vanno e vengono da un capo all’altro delle vie. Nelle abitazioni attorno alle scale, quasi sempre senza ascensore, dei palazzi famiglie che lavorano, mandano i figli a scuola e tirano avanti con risorse che, il più delle volte, a fatica mettono insieme.
Viterbo – San Faustino dimenticato
Le macchine sono parcheggiate al millimetro e casaccio che su alcune strade, come in via Larga, ironia della sorte, se l’ambulanza dovesse passare per soccorrere qualcuno, la sera sarebbe veramente un problema.
Viterbo – San Faustino dimenticato
In questa zona di San Faustino persino i segnali stradali sembrano d’anteguerra. Ce n’è uno, aggrappato a un muro con le unghie e con i denti, che sembra di divieto di transito. Ma a guardarlo, per quanto è vecchio, si stenta a crederlo.
Così come si stenta a credere, anche se quasi tutti c’hanno l’abitudine, a come è ridotto l’ex cinema Metropolitan, un tempo una delle principali sale della città. Semplicemente uno scandalo.
Viterbo – San Faustino dimenticato
Infine, a proposito di macchine parcheggiate un po’ così, ce n’è una con un cartello appiccicato al vetro posteriore con su scritto: “Guasta!!! Gentilmente no più multe. Sono 5, tolgo al più presto”. Sta lì da settimane.
Daniele Camilli
– “Via della Parrocchia dimenticata e abbandonata dal comune…”















