Viterbo – “Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni al terzo trimestre 2024 risulta essere di 96 imprese (+0,26%). L’occupazione aumenta dell’1%”. Il presidente della Camera di Commercio Rieti Viterbo, Domenico Merlani, traccia un bilancio dell’economia della Tuscia.
Domenico Merlani
Cosa si può dire della situazione economica del 2024?
“La situazione economica anche nella provincia di Viterbo – dice Merlani -, come a livello nazionale, ha risentito per tutto il 2024 di un’incertezza dovuta alle guerre e ad una decelerazione dell’economia a livello globale che tuttavia, viste le politiche monetarie attuate, non dovrebbe tradursi in recessione. A livello nazionale l’ISTAT stima infatti una crescita del Pil dello 0,5% nel 2024 e dello 0,8% nel 2025.
Per quanto riguarda il tessuto imprenditoriale, nella Tuscia si registra nei primi 9 mesi del 2024 un lieve miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2023: un tasso di crescita dello 0,3%, in aumento rispetto allo scorso anno e in linea con l’andamento nazionale. In particolare, al netto delle cancellazioni di ufficio, il saldo tra iscrizioni e cancellazioni al terzo trimestre 2024 risulta essere di 96 imprese (tasso di crescita di +0,26%), mentre nello stesso periodo dell’anno precedente era stato di sole 30 imprese (tasso di crescita di +0,08%).
Il valore aggiunto della Tuscia resta inferiore a quello medio nazionale per il 2024, con una crescita stimata dello 0,7% rispetto al + 1% Italia.
A livello occupazionale si stima un aumento di circa l’1%, mentre se guardiamo al reddito disponibile delle famiglie viterbesi si prevede una crescita nel 2024 rispetto all’anno precedente di oltre il 5% in termini monetari. Su questo fronte, quello che preoccupa è il calo del potere di acquisto dei redditi, in particolare quello dei redditi da lavoro dipendente che nell’ultimo periodo a causa dell’inflazione è stato piuttosto accentuato. Questo fattore può risultare particolarmente penalizzante per un territorio non particolarmente vocato come la provincia di Viterbo”.
Possiamo fare una distinzione tra i settori che hanno retto meglio e quelli in cui si sono riscontrate delle difficoltà?
“Possiamo dire che nel 2024, rispetto al 2023, si sono registrati valori positivi per agricoltura, costruzioni e servizi, mentre l’industria è risultata un po’ in sofferenza. Guardando alla stima della crescita del valore aggiunto generato dai vari settori, notiamo nel 2024 un segno positivo dell’1,4% del valore aggiunto del settore agricolo, in recupero dopo la disastrosa annata agraria del 2023.
Una crescita ancora sostenuta quest’anno si stima anche per il settore delle costruzioni, grazie soprattutto al PNRR, con un dato previsto del +5,3% rispetto all’anno precedente, mentre per i servizi, in cui troviamo anche il turismo, la crescita del valore aggiunto si attesta al +0,6%. Per l’industria, invece, il segno si prevede in negativo: rispetto al 2023, con una decrescita del valore aggiunto pari al -2,1%.
Possiamo poi dire in generale che, trasversalmente ai vari settori, cresce l’approccio all’internazionalizzazione delle imprese viterbesi e questo aprirsi all’esterno è un dato molto positivo, anche per quanto detto prima a proposito dei redditi. La Tuscia prosegue infatti nel suo percorso di crescita delle esportazioni facendo segnare nei primi tre trimestri del 2024 un aumento del 14,5%, grazie soprattutto ad un buon exploit dell’agroalimentare”.
Quali sono gli effetti della fine del periodo del bonus per le imprese?
“Per ora le stime parlano per il 2024 di un settore delle costruzioni in crescita per quanto riguarda fatturati e valore aggiunto ma in calo per quanto riguarda il numero delle imprese. Gli effetti negativi sono stati mitigati dalla grande mole di lavori del PNRR che per ora ha solo eliminato dal mercato alcune imprese marginali, ma ho paura che la fine degli incentivi mostrerà presto i suoi effetti, già dal prossimo anno, visto che molti cantieri collegati ai bonus si sono chiusi proprio nel 20242”.
Le imprese si trovano a far fronte a continue emergenze, come rispondono e quali misure avete messo in campo per aiutarle?
“La Camera di Commercio di Rieti Viterbo interviene da anni per mettere a disposizione delle imprese importanti strumenti, agevolativi e non, per potenziare il livello di digitalizzazione. Si tratta di investimenti che aiutano le imprese ad essere sempre più resilienti rispetto ai continui mutamenti di mercato.
Interveniamo molto anche sulle politiche di supporto e di formazione, a partire dalla semplificazione del nostro Registro Imprese, sulla regolazione del mercato (marchi, brevetti, certificazioni, tutela proprietà industriale), per agevolare quella transizione ambientale e digitale fondamentale per adattarsi ai continui cambiamenti tecnologici, climatici, normativi ed infine per migliorare l’apertura ai mercati internazionali delle nostre imprese.
Molto si è fatto nel 2024 anche per promuovere i settori agroalimentare e turistico, con attività promozionali importanti, a partire dalla manifestazione Assaggi che si è svolta a maggio a Viterbo fino a molteplici iniziative per valorizzare le produzioni del territorio e promuovere la multifunzionalità delle imprese di questi settori, spesso di dimensioni molto piccole, spingendo anche per una diversificazione nel settore turistico.
Abbiamo sostenuto con un forte impegno finanziario molti progetti di sviluppo, anche in collaborazione con le associazioni di categoria del territorio, volti a beneficiare un’ampia platea di imprese di molteplici settori soprattutto nei settori dell’internazionalizzazione, transizione digitale ed ecologica, start up e turismo”.
Il supporto delle istituzioni si fa sentire oppure serve una maggiore sinergia per individuare le migliori soluzioni percorribili?
“La sinergia tra istituzioni è un elemento fondamentale in questa alleanza per migliorare le condizioni di imprese e cittadini di un territorio. Nel nostro caso penso ad esempio alla comunicazione unica del Registro Imprese, che ottimizza i passaggi per chi vuole fare impresa, fino a convenzioni che stringiamo con il Comune di Viterbo per la promozione del territorio, o ad altre sinergie che abbiamo messo a punto recentemente con la convenzione siglata con l’Agenzia delle dogane per facilitare i processi di internazionalizzazione delle nostre imprese, o altri ad esempio con l’Agenzia delle Entrate per gli osservatori immobiliari oltre alla partecipazione della Camera di Commercio all’interno di istituzioni fondamentali per lo sviluppo locale come l’Università o il Consorzio industriale unico del Lazio.
E’ un processo in continuo movimento, perché gli scenari cambiano e anche il mondo istituzionale deve essere pronto a rimettersi sempre in gioco per offrire servizi pubblici efficaci ed efficienti. In questo momento è particolarmente importante quanto stiamo realizzando con il sistema camerale, in particolare con la Camera di Commercio di Roma e guardiamo con estrema attenzione anche protocolli e convenzioni in itinere con la Regione Lazio.
Possiamo fare una previsione per il 2025?
“Dalle ultime stime fatte sui dati Prometeia elaborati dai nostri uffici, il valore aggiunto della Tuscia dovrebbe crescere nel 2025 dello 0,3%, meno del dato medio nazionale per il quale si prevede un +0,7%. Un segnale non positivo che non aiuta a far recuperare il ritardo strutturale che contraddistingue la Tuscia.
Un dato che viene dalla ancora scarsa apertura del territorio e come dicevo dall’andamento dei redditi reali che non favorisce i territori come il nostro. Anche lo scenario internazionale resta incerto, ma sul fronte interno possiamo contare su un tessuto economico fatto da imprenditori e imprenditrici tenaci che intendono puntare sulle eccellenze territoriali che vanno dall’agroalimentare al turismo, fino ai settori più tradizionali.
Sta a loro trovare la strada per affrontare le sfide dei rispettivi mercati. Noi ci siamo per accompagnarle in un percorso di transizione all’innovazione ed alla modernità con uno sguardo sempre rivolto al futuro”.
Un augurio per il nuovo anno.
“Che si possa arrivare ad una maggiore stabilità a livello internazionale, fondamentale per poter determinare efficaci politiche di sviluppo, anche a livello locale, ma questo diventa anche un elemento fondamentale per far recuperare alle persone una certa serenità e positività. Mi auguro infine – conclude Merlani – che finalmente si arrivi ad un’inversione di tendenza sul fronte demografico, una vera frontiera per il futuro socioeconomico del nostro Paese e della nostra provincia”.
