Ronciglione – (f.f.) – Il comune di Ronciglione ha conferito a Italo Leali la civica benemerenza “in segno di grande rispetto ed immensa gratitudine per l’esempio di forza e di determinazione” che sta dimostrando dopo aver scoperto di essere affetto dalla Sla, una malattia neurodegenerativa che negli ultimi 10 anni ha colpito la sua città nativa e la Tuscia.
Ronciglione – Italo Leali riceve la civica benemerenza dal sindaco Mario Mengoni
“Dedico questo riconoscimento ai sette morti a causa della Sla nella mia città…”, ha detto Italo Leali dopo aver ricevuto la visita del sindaco Mario Mengoni e parte dell’amministrazione comunale in casa per la consegna dell’attestato.
La consegna dell’attestato del merito è avvenuta nella cornice della sala consiliare del comune alla sorella Alessia.
Ronciglione – Italo Leali riceve la civica benemerenza dal sindaco Mario Mengoni
“Il motivo per cui viene conferito questa benemerenza a Italo Leali è per aver dimostrato l’amore per il proprio paese e per la Tuscia, portando in alto la terra d’origine attraverso la cultura e lo spettacolo – ha detto il primo cittadino Mario Mengoni durante la cerimonia -. Ha fatto conoscere il Tuscia in Jazz for Sla oltre i confini nazionali. E non solo. Un altro aspetto che ci ha portato a conferire la civica benemerenza è l’impegno che Italo Leali sta mettendo in tutto quello che ha fatto e organizzato da quando ha scoperto questo male. Italo Leali è una bandiera, in senso positivo. Ha avuto il coraggio di superare e denunciare quel tabù anomalo sulle malattie neuro degenerative e sta lottando per sensibilizzare l’opinione pubblica a riguardo. Il risultato del Tuscia in jazz for Sla deve essere una spinta per trovare una cura per i malati di Sla e sostenere la ricerca scientifica”.
Ronciglione – Italo Leali riceve la civica benemerenza dal sindaco Mario Mengoni
Conferimento della civica benemerenza, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Italo Leali
– Sono onorato e commosso di ricevere questo riconoscimento dalla mia città.
Ringrazio il sindaco e il consiglio comunale. In realtà io non ho fatto niente di speciale se non amare il posto in cui sono nato, in cui ho vissuto e dove spero di morire. Come tutte le grandi storie d’amore, è stato un rapporto conflittuale. Da un lato ho sempre riconosciuto alla mia Ronciglione una bellezza storica e ambientale senza uguali. Una capacità di essere unita e compatta come per il Carnevale e il Palio.
Capace di creare ippodromi o stadi nel centro storico. Ma dall’altro lato chiusa su sé stessa e poco incline ad aprirsi al mondo. Da un punto di vista culturale ormai si susseguono solo spettacoli fatti da Ronciglionesi per Ronciglionesi.
Io ho sempre creduto che questi debbano esistere e debbono essere tutelati, ma non possono rappresentare il fulcro culturale e l’attrazione turistica di una città come Ronciglione. Ho sempre ritenuto che Ronciglione dovesse aprirsi al mondo e alla cultura, a tutto ciò che era diverso, e con esso crescere e migliorarsi. Ci ho provato con il jazz, portando a Ronciglione i più grandi nomi del panorama mondiale, e con loro centinaia di studenti provenienti da ogni angolo del mondo. Ronciglione ha avuto l’onore di ospitare uno degli ultimi concerti di Bruno Lauzi.
Ci ho provato con il cubo festival portando a parlare di attualità e cultura nomi come: Dacia Maraini, Bruno Lauzzi, Antonio Padellaro, Giobbe Covatta, Ascanio Celestini, Paolo Crepet, Morgan e Paolo Villaggio. Ho provato in tutti i modi a offrire alla mia amata città una visione diversa e un momento di crescita. E questo l’ho fatto su tutto il territorio convinto che la Tuscia sia uno dei luoghi più belli e intrisi di storia al mondo. Sono sempre stato fiero di essere Ronciglionese e un figlio della Tuscia. Questo è l’unico pregio che sento di avere l’attaccamento alla mia terra e al mio territorio.
E anche adesso che questa malattia orribile, perché blocca tutto tranne lo spirito, mi ha colpito, io continuerò a combattere per la mia città e il mio territorio. Perché questa malattia non può colpire Ronciglione e la provincia con questi numeri. La nostra città poi è la più colpita di tutte con 8 casi in meno di 10 anni.
La mia ultima battaglia attraverso la musica e la cultura sarà quella di finanziare la ricerca e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Sla e le malattie neuro degenerative come la sclerosi multipla.
Grazie alla campagna lanciata con Carlo Galeotti di Tusciaweb, moltissimi comuni e associazioni stanno aderendo a questa lotta contro questo male.
Mi auguro che molte istituzioni e associazioni di Ronciglione si aggregano a questa campagna, perché non riguarda solo me, ma tutti quanti. Concludo dedicando questo riconoscimento ai sette che non ci sono più e alle loro famiglie.
Italo Leali
Ronciglione – Italo Leali riceve la civica benemerenza dal sindaco Mario Mengoni



