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Viterbo – (sil.co.) – Violenza aggravata su minori, hanno suscitato scalpore lo scorso 17 dicembre le quattro misure cautelari a carico di altrettanti uomini, eseguite dai carabinieri tra Viterbo, Torino, Napoli e Ferrara, accusati di avere adescato una tredicenne su chat frequentate da minorenni, costretta a rapporti sessuali in video-chat e ricattata dai presunti aguzzini che si sarebbero spacciati per dei coetanei. A sporgere denuncia sono per lo più le madri, dopo avere raccolto le confidenze delle figlie.
Bacia bimba sulla bocca, condannato a due anni
Sul fronte giudiziario, nel frattempo, il 2024 si è chiuso, lo scorso 2 dicembre, con la condanna a due anni di reclusione da parte della corte d’assise del tribunale di Viterbo di un muratore 43enne d’origine romena di Civita Castellana accusato di avere accarezzato i capelli e baciato sulla bocca una bambina di 5 anni davanti alla madre, che ha sporto denuncia ai carabinieri. Fatti che risalgono al 22 ottobre 2019. L’imputato non andrà comunque in prigione, ma sconterà la pena con misure alternative alla detenzione, che saranno disposte all’udienza fissata per il prossimo 27 gennaio.
Dieci anni per violenza sessuale sulla figlia di nove anni
Un padre cinquantenne di Viterbo, lo scorso 19 aprile, è stato condannato dalla corte d’appello di Roma a dieci anni di carcere per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale sulla figlia di 9 anni. La vicenda risale al 2013, quando la bambina arrivò al pronto soccorso con segni di violenza su tutto il corpo. La condanna è definitiva.
Quindicenne abusa della cuginetta, condannato a 2 anni e 8 mesi dopo dieci anni
Lo scorso 20 giugno, è stato condannato a 2 anni e otto mesi di reclusione in primo grado per violenza sessuale, con sospensione della pena, dal tribunale per i minori di Roma, un giovane che aveva 15 anni quando avrebbe abusato della cuginetta di 6 anni. La condanna, nel suo caso, è arrivata dopo ben dieci anni, in quanto la piccola ha raccontato tutto alla madre quando è diventata adolescente. I fatti risalgono a ottobre del 2014.
Palpeggia quindicenne al distributore, sei anni a operaio sessantenne
Lo scorso 12 marzo è stato condannato a sei di reclusione e a una provvisionale di 5mila euro alla vittima in primo grado l’operaio sessantenne d’origine algerina dell’Alta Tuscia accusato di violenza sessuale in concorso per avere palpeggiato, la sera di santo Stefano del 2022, una ragazzina di 15 anni che aveva parcheggiato il motorino nella piazzola di un distributore. All’inizio del 2023 era stato arrestato assieme a un tunisino di 29 anni il quale, il successivo mese di luglio, era uscito di scena patteggiando due anni con lo sconto di un terzo della pena del rito. Rito di cui non ha potuto beneficiare il sessantenne a causa du un precedente penale per maltrattamenti.
Atti osceni davanti a due quattordicenni, 46enne alla sbarra
Riprenderà a maggio il processo a un 46enne di Civita Castellana, finito davanti al collegio per tentata violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico davanti a un gruppo di minorenni. Era il 24 giugno 2022 quando, completamente ubriaco, se la sarebbe presa in particolare con due ragazzine quattordicenni della comitiva, infilando le mani tra le gambe di una delle vittime e toccandosi le parti intime, proferendo frasi volgari e scurrili e compiendo gesti a sfondo sessuale.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
