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Andrea De Simone: “2024 in chiaroscuro, famiglie e imprese hanno limitato investimenti e inevitabilmente c’è stata una contrazione nei consumi”

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Viterbo – Andrea De Simone: “2024 in chiaroscuro, famiglie e imprese hanno limitato investimenti e inevitabilmente c’è stata una contrazione nei consumi”. Lo sguardo del segretario provinciale di Confartigianato sugli ultimi 12 mesi e al futuro: “La sfida passa dalle mani dei giovani e dalla loro capacità di sfruttare l’intelligenza artigiana, che è intelligenza creativa”.

Andrea De Simone

Andrea De Simone


Qual è stato il bilancio complessivo del 2024 per Confartigianato Viterbo? Quali sono stati i principali successi e traguardi raggiunti?
“Direi un anno in chiaroscuro, alle prese con le tante criticità che interessano le imprese”.

Quali sono state le principali difficoltà incontrate dalle imprese artigiane del territorio quest’anno?
“Sicuramente l’accesso al credito, con la contestuale instabilità dovuta all’onda lunga del rialzo dei tassi di interesse, attenuatasi solo nella seconda metà dell’anno con tre riduzioni consecutive. Famiglie e imprese hanno limitato investimenti e, inevitabilmente, c’è stata una contrazione nei consumi. Per questo c’è molta attesa per una ulteriore riduzione dell’1% prevista nel 2025”. 

Quali settori del comparto artigiano hanno registrato le migliori performance? E quali invece hanno risentito maggiormente della crisi economica o delle sfide attuali?
“Il settore manifatturiero in generale risente più di altri della crisi, come da trend nazionale. Saldo sostanzialmente positivo invece per comprarti food e turismo, e anche per le imprese dell’edilizia, sia quelle interessate dai lavori Pnrr, sia quelle che sfruttano ancora l’eco dei bonus. Per queste ultime potrebbe, però, esserci un freno nel 2025, dopo anni di grande crescita”. 

In che modo Confartigianato Viterbo ha supportato le imprese artigiane quest’anno? Quali servizi o strumenti hanno avuto maggiore impatto?
“Confartigianato nasce e si sviluppa per seguire le imprese dalla loro nascita fino alla pensione, favorendo il ricambio generazionale e il tramandarsi delle competenze artigiane. La nostra mission è la stessa ogni anno, ma nel 2024 abbiamo ottenuto importanti risultati soprattutto nel supportare i piccoli imprenditori nello strutturare o avviare le loro attività, soprattutto attraverso il nostro confidi, che può giovarsi della sinergia con Unico. Anche per far fronte ai sempre più gravosi costi energetici, abbiamo attivato per i nostri soci tariffe competitive grazie al consorzio Cenpi, gruppo d’acquisto di Confartigianato, che certamente rappresenta uno strumento essenziale perché consente di alleggerire i costi di gas e luce. In ultimo, Confartigianato Viterbo è sportello Eblart, l’ente bilaterale dell’artigianato per il Lazio, che offre molte agevolazioni per le aziende e i loro dipendenti”. 

Quanto ha influito la formazione e l’aggiornamento professionale nel sostenere la crescita degli artigiani locali?
“Formazione e aggiornamento sono due cardini del lavoro artigiano. Ma serve che si giunga ad un potenziamento dell’apprendistato professionalizzante, incentivando anche l’alternanza scuola-lavoro. La carenza di personale adeguatamente formato è un fatto, uno di quei fattori che mandano in difficoltà le aziende che pur ricercano lavoratori. Inoltre, credo cha la regione Lazio debba velocizzare i passaggi burocratici per la formazione esterna, obbligatoria, per gli apprendisti: non si può attendere un anno tra un bando e l’altro per finanziare i corsi”.

Quali obiettivi si pone Confartigianato Viterbo per l’anno nuovo? Ci sono progetti già in programma o in fase di sviluppo?
“L’obiettivo è ovviamente quello di offrire servizi sempre migliori, diversificati e su misura per le imprese. Tra i progetti da sviluppare c’è certamente l’accordo firmato lo scorso luglio tra le confederazioni di Viterbo, Terni e Rieti, al fine di realizzare e gestire congiuntamente progetti comuni, condividere dati, analisi, strumenti, metodologie e progettualità, anche riguardo l’attivazione di fondi europei”.

Guardando al 2025, quali sono le sfide principali che attendono l’artigianato della Tuscia?
“Le sfide sono le stesse che riguardano il paese, di cui le imprese artigiane sono motore propulsore economico e sociale. Come chiesto da Confartigianato dal governo, è necessario che venga attuata la legge annuale per le pmi, che si proceda all’implementazione del Pnrr e che il Piano Transizione 5.0 sia accessibile alle piccole imprese!.

Crede che la valorizzazione dei prodotti locali e del “Made in Viterbo” possa rappresentare una chiave di sviluppo? Come state lavorando in questa direzione?
“Un mese fa il presidente della repubblica Sergio Mattarella è intervenuto all’assemblea generale di Confartigianato, a cui l’associazione di Viterbo ha partecipato con una nutrita delegazione, e ha definito il lavoro artigiano non solo “antica gloria d’Italia”, ma “essenziale per affrontare le sfide contemporanee”. La valorizzazione delle eccellenze territoriali e dei prodotti locali fatti a mano rappresenta un antidoto non solo allo spopolamento delle aree rurali, ma anche dei piccoli borghi e dei centri storici. Per questo è essenziale un investimento reale, serio, sui territori, attraverso un dialogo costruttivo tra istituzioni e parti sociali”. 

Come vede il futuro dei giovani artigiani e quale consiglio darebbe a chi si avvicina a questo settore?
“I 33,8 miliardi di Pnrr destinati a “Istruzione e ricerca” devono tradursi in una rivoluzione vera e propria nell’orientamento scolastico per favorire il collegamento tra scuola e mercato del lavoro, riducendo così il mismatch tra domanda e offerta. Oggi gli istituti tecnici e professionali, senza nulla togliere ai percorsi umanistici, rappresentano una risorsa dal valore inestimabile per i nostri giovani: sono laboratori di nuove competenze in grado di formare profili professionali specializzati, in grado di ottimizzare le sfide della modernità. L’intelligenza artificiale applicata al valore artigiano è la chiave che i giovani hanno in mano per prendersi il futuro e garantire sviluppo ai territori locali e al paese. Ai giovani, pertanto, dico di superare la mentalità che per anni ha dipinto i percorsi tecnici e i lavori artigiani come di livello inferiore, perché la sfida del futuro passa dalle loro mani e dalla loro capacità di sfruttare l’intelligenza artigiana, che è intelligenza creativa”.

Barbara Bianchi


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