Viterbo – “Termalismo, se il comune perde la causa con le Terme dei papi ed è costretto a risarcire 36 milioni di euro, per le casse dell’amministrazione sarà una catastrofe senza precedenti”. Una vera e propria spada di Damocle. A lanciare l’allarme durante il consiglio comunale di ieri è il consigliere della Lega Andrea Micci.
“Vorrei sapere come lei faccia a dormire sereno”, aggiunge poi Micci rivolgendosi all’assessore al termalismo Stefano Floris.
Andrea Micci
“Se il comune dovesse perdere la causa – dice Micci – non solo dovrà risarcire 36 milioni di euro, un danno che nel frattempo sarebbe aumentato perché la situazione è sempre la stessa, ma sarebbe costretto a garantire alle terme 35 litri di acqua al secondo, a fronte dei messi invece a disposizione. E a preoccupare è anche la totale inerzia della giunta Frontini che in due anni e mezzo di mandato sul fronte termalismo è ancora all’anno zero o poco ci manca. Ad occuparsi di termalismo è infatti una sola unità di personale e in bilancio non si rintracciano fondi sull’argomento”.
Viterbo – Terme dei Papi
A chiedere il risarcimento, meno di un anno fa, è la società Terme dei papi spa “constatata – scrive la stessa in una lettera inviata a tutti i consiglieri comunali – l’assoluta indifferenza dell’amministrazione comunale alle problematiche determinate dalla carenza di acqua termale a disposizione dello stabilimento termale comunale”.
Una richiesta che, per Micci, “intanto tiene ingessato il bilancio comunale, perché quei soldi vanno messi da parte per affrontare un eventuale esito negativo del contenzioso”.
Viterbo – Consiglio comunale
Non solo, ma Micci fa inoltre notare che una sentenza del Consiglio di stato del 2022, frutto dell’impugnazione di una delibera consiliare del 2016 con cui venivano ridotto a 22-23 litri il quantitativo di acqua a disposizione delle terme, “ha stabilito che il contratto del 1987 tra comune e terme è valido ed efficace. Un contratto che impegna il comune a garantire alle Terme dei papi un quantitativo di acqua necessario al corretto funzionamento dello stabilimento. La stessa sentenza richiama poi uno studio dell’università degli studi della Tuscia che indica questo quantitativo in 35 litri di acqua al secondo. Quindi, se il comune non garantisce questi 35 litri, allora il comune è inadempiente. Terme che attualmente vedono mettersi a disposizione soltanto 18 litri al secondo, decisamente al di sotto di quanto previsto”.
Stefano Floris
“Detto ciò – prosegue Micci – mi risulta anche che diverse persone, durante il periodo natalizio, proprio per la carenza di acqua, non hanno potuto beneficiare di alcuni servizi. E questa non è una bella figura per la città. Insomma, se il comune perde la causa, per Viterbo è una bella tegola sulla testa, con tutta una serie di ricadute importanti sulle casse dell’amministrazione e sul settore”.
Floris dal canto suo si è infine riservato di rispondere per iscritto, “facendo una cronistoria sull’argomento – sottolinea l’assessore – a partire dal 1987”.
Daniele Camilli



