Viterbo – “Le maggiori difficoltà delle imprese? Ricerca di personale qualificato, accesso al credito e troppa burocrazia…” Il neoeletto segretario di Cna Viterbo e Civitavecchia traccia il bilancio dei suoi primi mesi di attività alla guida dell’associazione, che coincidono con la fine dell’anno. “Occorre un cambio di passo anche culturale. Per i giovani l’artigianato è attività di serie b”.
Attilio Lupidi
Attilio Lupidi, è da pochi mesi alla guida della Cna. Qual è il bilancio iniziale di questa nuova esperienza?
“È un’esperienza interessante e stimolante. Ho raccolto l’eredità di una segretaria, Luigia Melaragni, che ha fatto molto bene negli anni in cui ha guidato l’associazione. E questo è per me un grande stimolo. In questi primi sei mesi ho sicuramente affrontato situazioni diverse da quanto vissuto in precedenza e che mi hanno permesso di crescere sia a livello personale che professionale. È per me un onore guidare la più grande associazione datoriale, almeno in termini numerici, del territorio”.
Quali sono state le sue priorità nei primi mesi da segretario? Come ha impostato il lavoro all’interno dell’associazione?
“Sin da subito, dal momento della nomina, ho definito alcune priorità da affrontare. Il nostro ruolo, quelli dei corpi intermedi, è fondamentale per la rappresentanza degli interessi diffusi delle imprese. A maggior ragione in un periodo storico complesso come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da continue incertezze e variabilità degli scenari economici e sociali. Anche per questo, a partire dallo scorso mese di luglio abbiamo convocato i direttivi territoriali e delle unioni di mestiere per comprendere direttamente dalle imprese le difficoltà emergenti. Soltanto intercettando “dal basso” le istanze possiamo pensare di poterle risolvere. Altra priorità che ha caratterizzato questa prima fase ha riguardato, e riguarderà anche nei prossimi mesi, la formazione. Attraverso la formazione continua, sia imprenditoriale che del personale dipendente, possiamo permettere lo sviluppo delle imprese associate, superando anche le tante transizioni (demografica, digitale e green) che le riguarderanno. Stiamo lavorando per un programma formativo sempre più ampio e soprattutto rispondente alle necessità sollevate dalle imprese.
Per quanto riguarda, infine, il lavoro interno all’associazione devo dire sinceramente che si è da subito instaurato un rapporto collaborativo importante con il presidente, Alessio Gismondi, e con i componenti della presidenza territoriale, che ringrazio. So che posso contare su di loro per affrontare e superare le tante tematiche che ci riguarderanno. Allo stesso modo so che posso contare anche sul contributo di tutti i dipendenti dell’associazione che, come ho detto in altre occasioni, ne rappresentano l’anima”.
Come ha trovato la situazione del comparto artigiano locale al suo insediamento? Quali sono le principali problematiche che ha rilevato?
“Da tanti anni il settore dell’artigianato è in sofferenza. Dati Movimprese-Infocamere certificano purtroppo un saldo negativo che proviene da lontano. Dal 2012 al 2019 ogni anno le cessazioni di impresa hanno superato le iscrizioni. Rispetto all’andamento complessivo però nella Tuscia sembra esserci una seppur lieve inversione di tendenza. Nel 2023, ad esempio, il saldo delle imprese artigiane iscritte all’albo artigiani della Camera di Commercio di Viterbo è stato positivo, registrando un +28. Analizzando i dati dall’interno si vede però un tessuto economico che cambia e, di conseguenza, anche quello socio-culturale.
Ricerca del personale, in alcuni casi non necessariamente specializzato, accesso al credito e troppa burocrazia rappresentano le maggiori difficoltà che le imprese incontrano. Per l’eventuale risoluzione occorre un cambio di passo anche a livello culturale. Tra i giovani c’è infatti spesso la convinzione, errata, che le attività artigianali siano attività di serie b”.
Quante hanno chiuso e quante hanno aperto nell’ultimo anno? Il saldo è quindi positivo o negativo?
“È ancora presto per i dati definitivi 2024. Al termine del terzo trimestre 2024, secondo dati Movimprese-Infocamere, il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni riporta un +5. Nel periodo che va dal primo gennaio al 30 settembre 2024 si sono iscritte all’albo artigiani della Camera di Commercio di Viterbo 349 nuove imprese artigiane. Per contro hanno cessato l’attività 344. Considerando che l’ultimo trimestre potrebbe essere caratterizzato da più cessazioni di attività che nuove iscrizioni, è ipotizzabile pensare, ben che vada, ad un saldo di poco negativo per l’anno 2024”.
Artigianato
Quali sono stati, a suo avviso, i principali ostacoli affrontati dalle imprese artigiane e dalle piccole medie imprese nel corso del 2024?
“Oltre a fattori di macro importanza, come l’instabilità economica e sociale, sicuramente tra gli ostacoli per la crescita e la competitività delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese pesano fattori quali la ricerca del personale, il ricambio generazionale e l’accesso al credito. Purtroppo le professioni artigianali sono spesso sottovalutate dai giovani. Le cause possono essere diverse: disallineamento tra competenze richieste e offerte, inverno demografico e “svalutazione” del lavoro manuale.
Una rilevazione del Cer, il Centro Europa ricerca, evidenzia poi come, dati al 30 giugno 2024, nella provincia di Viterbo ci sia stata una forte restrizione creditizia. La contrazione del credito concesso alle piccole e medie imprese è stata del 9,3% rispetto all’anno precedente. Pesa in questo contesto il poco utilizzo dei consorzi fidi”.
Ci sono settori dell’artigianato o della piccola impresa che hanno dimostrato una particolare dinamicità o capacità di adattamento?
“Sembrano non risentire delle difficoltà generali tutte le attività legate al mondo del beauty: acconciatori, estetiste, tatuatori ed onicotecnica reggono molto bene il passo. Performance positive anche per il settore dell’informazione e comunicazione digitale, con incremento delle attività riguardanti la creazioni dei siti web e social media manager. In crescita anche la gestione e cura del verde. In questo caso con un picco rappresentato dalla lavorazione delle aree forestali. Per questi settori la crescita dovrebbe essere confermata anche per il 2024.
Anche tutto il mondo delle attività connesse alle costruzioni ha prodotto risultati positivi nel 2023. Sicuramente la scia del Superbonus e delle opere Pnrr ha consentito di mantenere in attivo il comparto. Questo dato dovrebbe essere confermato, seppur con valori inferiori rispetto all’anno precedente, anche per il 2024. In questo caso la prova del nove sia avrà nel 2025, quando il quadro normativo sarà sicuramente diverso”.
Quanto hanno inciso, nel 2024, temi come l’aumento dei costi energetici, la difficoltà nell’accesso al credito e l’inflazione sulle imprese associate alla Cna?
“Tanto. Si tratta di fattori che incidono in maniera importante nei bilanci economico-finanziari delle imprese e che purtroppo ne penalizzano lo sviluppo e la competitività, soprattutto a livello globale, mettendo a rischio l’eccellenza del made in Italy. È opportuno pensare a politiche di sviluppo basate e costruite sulle piccole e medie imprese, che, ricordo, rappresentano oltre il 90% dell’imprenditoria italiana”.
Una sede della Cna di Viterbo e Civitavecchia
Quali azioni concrete ha messo in campo la Cna in questi mesi per supportare gli artigiani e le piccole e medie imprese del territorio?
“Come detto, sin da subito abbiamo deciso di sentire la loro voce per capirne le necessità, le istanze e le problematiche attraverso incontri su tutto il territorio. In considerazione di questo abbiamo poi incontrato i rappresentanti delle istituzioni, locali e regionali, riportando quanto recepito e cercando, attraverso un confronto continuo, di scaricarne a terra i contenuti. Per favorire un più efficace incontro tra domanda ed offerta di lavoro abbiamo avviato iniziative volte a favorire un avvicinamento tra mondo della scuola ed imprese. A Civitavecchia, per il tramite di un partenariato tra Cna e Synergie Italia, agenzia per il lavoro specializzata nella ricerca e selezione del personale, si è svolto all’istituto superiore Luigi Calamatta un incontro per presentare un percorso di accompagnamento al lavoro per i ragazzi del quinto e quarto anno dell’indirizzo manutenzione a assistenza tecnica. A Viterbo, in collaborazione con la scuola di estetica Artemisia, abbiamo organizzato un incontro di approfondimento dedicato al settore benessere, nel quale sono state illustrate alle studentesse della scuola tutte le opportunità del diventare imprenditori. A questo si aggiunge tutta l’attività di formazione gratuita erogata e prevista dal programma Gol, la garanzia occupabilità dei lavoratori, per la formazione di diverse figure professionali, tra cui manutentore del verde, panificatore, tecnico meccatronico delle autoriparazioni.
A giugno abbiamo poi inaugurato, nel pieno centro storico di Viterbo, in via dell’Orologio Vecchio, Lazio Artigiana, un hub che coinvolge 47 imprese artigiane di alta qualità del settore artistico e tradizionale provenienti, oltre che dalla Tuscia, anche dal nord del litorale laziale, fino a Ladispoli. L’hub è l’evoluzione di un progetto di rete su strada. Lo scopo, oltre quello di permettere alle imprese di esporre e vendere le loro opere, è quello di coniugare artigianato e turismo e di conseguenza rivitalizzare anche il centro storico della città. Di particolare successo è stata la trasferta di Lazio Artigiana a Civitavecchia. Riguardo, invece, l’attività di informazione, formazione e consulenza alle imprese abbiamo tenuto seminari informativi in merito ad argomenti di importanza traversale quali la patente a crediti (a Civitavecchia, Viterbo, Canino e Ladispoli) e il nuovo Rentri (a Civitavecchia e Viterbo). Particolarmente apprezzato, e che avrà evoluzioni formative nel corso del 2025, è stato l’incontro con la categoria dei meccatronici realizzato in collaborazione con Texa, azienda leader dell’automotive”.
Guardando al 2025, quali sono le priorità della Cna sotto la sua guida? Ci sono progetti o obiettivi chiari già delineati?
“Sicuramente una priorità è intensificare il programma di formazione. Soltanto attraverso una formazione continua le imprese potranno restare al passo delle tante evoluzioni che le riguardano e realizzare programmi di sviluppo. Altro aspetto di particolare importanza è quello di garantire una efficace rappresentanza. La Cna rappresenta e tutela gli interessi delle piccole e medie imprese ed è impegnata per la valorizzazione dell’artigianato e della piccola e media impresa, protagonisti dello sviluppo e del progresso economico e sociale. Per far questo dovremo mettere a sistema tutte le potenzialità di cui disponiamo ed essere presenti ogni qual volta le circostanze lo richiedono.
Il nostro obiettivo è quello di essere utili alle imprese e “trasformarci” in organizzazione che offre soluzioni. Dobbiamo avere la capacità di occupare tutti gli spazi possibili per rispondere alle esigenze delle imprese, con la consapevolezza delle sfide ma con la certezza che il sistema Cna dispone di qualità e competenze da offrire. Stiamo progettando, inoltre, e lo faremo a partire dai primi giorni del nuovo anno, un ciclo di incontri formativi ed informativi sul tema dell’hospitality, con riguardo al turismo e all’anno giubilare.
Il 2025 sarà poi per noi un anno molto importante. Si rinnoveranno tutte le cariche della confederazione, compreso il nostro livello territoriale. Un percorso, per la nostra associazione, che coinvolgerà tutti gli associati e che si concluderà con la nomina della nuova direzione e della presidenza territoriale ed in cui saremo chiamati ad esprimere una nuova visione di futuro e a scelte di profonda innovazione”.
Che messaggio vuole mandare agli artigiani e alle imprese che rappresenta, in vista del 2025?
“Sicuramente un messaggio di speranza. E di presenza. Speranza intesa sotto tanti aspetti, primo fra tutti che le tante instabilità del mondo intero possano terminare. E di speranza anche perché ogni giorno le imprese continuino a contribuire a creare valore non solo per se stesse ma per l’intera comunità. Il tutto sapendo di contare sempre su Cna”.
Barbara Bianchi


