Viterbo – Da ritirato a campione italiano. Il 2024 è stato un anno di soddisfazioni inattese per Alessandro Lupino, che, dopo aver annunciato il suo stop alle gare a fine 2023, in questa stagione si è ritrovato a condurre la Ducati alle sue prime vittorie della storia nel motocross: “Mi ero rassegnato a non correre più, invece eccomi qua”.
Alessandro Lupino vince il campionato italiano
Un 2024 che ti ha regalato il sesto titolo italiano della carriera, che hai già definito “il più bello di tutti”. Possiamo dire che è stata la stagione migliore della tua carriera?
“Dal punto di vista delle emozioni, sicuramente sì. Portare la Ducati al debutto nel motocross, avere gli occhi del mondo addosso e vincere al primo tentativo è stato straordinario. Dal punto di vista sportivo, ci sono state annate in cui penso di essere andato più forte. Anche perché stavolta, a differenza degli altri titoli che ho vinto sapendo di essere il favorito, non mi sentivo il più forte in pista: c’erano tanti avversari di livello mondiale, alcuni dei quali avevano un ritmo anche superiore al mio. Sono stato bravo a sbagliare poco e a sfruttare al massimo tutte le occasioni che si sono presentate”.
Cosa ti aspettavi il giorno in cui hai firmato il contratto con Ducati?
“Sicuramente non di vincere il campionato italiano. Ducati voleva un pilota esperto per sviluppare la sua moto da cross, con la possibilità di correre ogni tanto qualche gara. Tutto qui. Io mi ero un po’ rassegnato all’idea di passare ore e ore a fare il collaudatore di questa nuova moto, che è un lavoro bello e stimolante, ma mai come avere un traguardo agonistico da raggiungere. Poi ho fatto il primo test, sono sceso dalla moto e ho detto al team che avevamo il potenziale per gareggiare da subito. Ho proposto a Ducati di partecipare a tutto il campionato italiano, loro si sono organizzati ed è partita l’avventura”.
Quindi correre il campionato italiano non era nei programmi?
“Il primo contatto con Ducati c’è stato a inizio 2023: loro mi parlarono dei progetti per il motocross e mi dissero che erano interessati a me. Si buttarono giù delle idee molto generiche, che poi si sono perfezionate nel corso dei mesi di trattativa, ma nei programmi iniziali non c’era un discorso strutturato sulle gare, meno che mai sul partecipare a un campionato intero”.
Sport – Motocross – Alessandro Lupino
Prima gara, subito pole position e vittoria di manche. È lì che hai capito di poter vincere il titolo?
“No, lì è stata solo una grande sorpresa. Non solo non pensavo di essere così veloce, ma non sapevo nemmeno se sarei arrivato alla fine della gara, tant’è vero che Ducati aveva portato quattro moto solo per me. Il momento in cui ho capito che si poteva vincere il campionato è stato a metà stagione, prima della gara di San Miniato. Ero rimasto sempre vicino alla vetta, nonostante avessi corso anche infortunato, e la moto non si era mai rotta, così ho parlato col team e ho detto che ce la potevamo fare”.
Com’è stata la reazione di Ducati per questo titolo?
“Anche loro sono molto sorpresi. Tanti ragazzi del team erano alla prima esperienza nel motocross, alcuni non avevano mai visto nemmeno una gara dal vivo. Non penso che fossero convinti di vincere. Quando a San Miniato abbiamo fatto primo e secondo con Tony Cairoli, l’amministratore delegato di Ducati, Claudio Domenicali, ci disse che in azienda erano stati bravi a dare una moto buona ai piloti migliori. Io posso dire che tutti insieme abbiamo fatto una cosa che nel motorsport non succede quasi mai: una moto che è uscita da un foglio di carta e, appena è scesa in pista, ha subito vinto”.
Alessandro Lupino con Claudio Domenicali
Il prossimo anno sarai impegnato nella classe Mx2, con la nuova 250 di Ducati, sempre nel campionato italiano. Come sta andando lo sviluppo?
“Stiamo andando leggermente a rilento rispetto alla 450, anche perché Ducati nel 2025 sarà impegnata su più fronti, con la partecipazione al campionato del mondo. In compenso, rispetto all’anno scorso, il team parte con più informazioni e conoscenze sul motocross. Anche in questo caso, avrò una moto completamente nuova e l’azienda ha deciso di farmi utilizzare da subito il motore ufficiale, anziché quello di serie con cui ho corso quest’anno in Mx1. Attualmente non ho ancora girato con la 250, ma, a sentire gli ingegneri, i primi riscontri sono molto positivi. Speriamo che si possa ripetere il miracolo del 2024″.
Sarà più difficile vincere in Mx2?
“Di sicuro l’esperienza in Ducati mi ha dato una seconda vita agonistica, quindi ho le motivazioni per mettermi in gioco in una sfida che per me è praticamente nuova. La Mx2 è una categoria di piloti giovanissimi, che mediamente hanno 15 anni meno di me e contro cui non ho mai corso, visto che la mia ultima gara in Mx2 risale al 2013. Io comincio ad avere 34 anni (li compirà a gennaio ndr), un’età in cui sei inevitabilmente più accorto e calcolatore rispetto a un ragazzino. Potrebbe essere uno svantaggio, o magari un vantaggio. Lo scopriremo con le gare”.
Alessandro Castellani


