Roma – (sil.co.) – Blitz dell’antimafia nel carcere romano di Rebibbia, lo psicologo del Serd finito ai domiciliari avrebbe chiesto mille euro per falsificare le carte e far ottenere ai detenuti misure alternative al carcere. Nei guai anche l’avvocata intraprendente e il boss narcotrafficante della criminalità capitolina.
Roma – Maxiblitz a Rebibbia e in varie province tra cui Viterbo
Non solo, nel giro degli ingressi “facili” in comunità terapeutica, per problemi psicologici o di tossicodipendenza, sarebbero stati coinvolti anche volontari del servizio della Asl Roma 2 contro le tossicodipendenze. Compito degli operatori sarebbe stato intercettare e agganciare nuovi “clienti” tra i carcerati, allo scopo di ottenere maggiori compensi in denaro dall’azienda sanitaria di riferimento, erogati sotto forma di retribuzione per le ore lavorative prestate per il contenimento del rischio suicidario dei detenuti.
Come è noto la maxinchiesta dei pm Simona Marazza e Francesco Gualtieri della Dda di Roma, relativa a fatti a partire dal 2017, è sfociata in due distinti filoni, rispettivamente da 4 e 28 misure cautelari, per un totale record di 32, eseguite ieri dai carabinieri e dalla polizia penitenziaria a Rebibbia e in varie province italiane tra cui Viterbo, Teramo, Bergamo, L’Aquila, Napoli e Avellino. Nel corso di 44 perquisizioni, inoltre, a cinque di loro è stata anche comunicata la fissazione di interrogatorio preventivo.
Roma – Maxiblitz a Rebibbia e in varie province tra cui Viterbo
Lo psicologo avrebbe intrattenuto “rapporti” anche col narcotrafficante della mala capitolina raggiunto in carcere dalla misura di custodia cautelare. Nell’ambito dello stesso filone “droga” sono finite nei guai l’altra trentina di indagati. Il ramo dell’inchiesta si è staccato dal primo nel marzo 2018 quando i carabinieri di Frascati hanno scoperto che il detenuto, grazie alla complicità di due avvocati, uno dei quali la legale arrestata, riusciva a gestire la rete del traffico direttamente dalla sua cella dettando ordini ai sodali che operavano nei quartieri di Roma Tor Bella Monaca e Cinecittà-Tuscolano, Valle Martella di Zagarolo. Al business avrebbe preso parte anche un altro importante narcotrafficante romano recentemente deceduto suicida, mentre un altro boss della criminalità romana avrebbe avuto canali di approvvigionamento in Olanda.
Mille euro sarebbe stato il prezzo per una relazione psicologica che permettesse ai detenuti di poter usufruire di alleggerimenti del regime detentivo. Per il filone “sanitario” sono stati eseguiti due arresti con detenzione domiciliare, tra i quali lo psicologo, mentre per altri due indagati è stata disposta la misura interdittiva della sospensione dal pubblico servizio per un anno.
Sono accusati a vario titolo di false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Si indagherebbe anche su un bando regionale da 100mila euro, affidato e poi revocato per sospette anomalie, senza erogazione di fondi, per un progetto assegnato a un’associazione costituita per l’appunto da volontari del Serd.
Roma – Carcere di Rebibbia
Nel corso dell’attività, a riscontro delle indagini, sono state arrestate in flagranza di reato 7 persone per detenzione illecita di sostanze stupefacenti e sequestrati 21 chili circa di cocaina, complessivi 1,5 chili di marijuana e hashish, 2 pistole, entrambe provento di furto e con relativo munizionamento, oltre alla somma contante di circa 84mila euro.
Roma – Carcere di Rebibbia
Nel corso delle fasi operative dell’esecuzione delle ordinanze, ieri mattina, a Tor Bella Monaca, i carabinieri hanno arrestato, in flagranza, un indagato già destinatario di ordinanza, poiché’ trovato in possesso di 200 grammi di cocaina; in zona Nuovo Salario, i carabinieri hanno arrestato, in flagranza, un indagato, non destinatario di misura, poiché trovato in possesso di 5 panetti di hashish per oltre un chilo, 220 grammi di marijuana e 7mila euro in contanti.
In un’officina di Torvajanica i carabinieri hanno rinvenuto all’interno di appositi doppi fondi di autovetture, due buste contenenti 69.940 euro in contanti e 3 Rolex per un valore complessivo di oltre 160mila euro. In altri 3 obiettivi, i carabinieri hanno sequestrato la somma in contanti di 19.320 euro e altri due Rolex per un valore di circa 30mila euro.
Articoli: Blitz nel carcere di Rebibbia e anche a Viterbo, 32 misure cautelari tra cui uno psicologo e un’avvocata – Maxiblitz nel carcere di Rebibbia, 32 ordinanze cautelari tra cui Viterbo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



