- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Cena dei veleni, la procura fa appello contro il non luogo a procedere nei confronti di Frontini e Cavini

Condividi la notizia:

Viterbo – Cena dei veleni, la procura fa appello contro il non luogo a procedere nei confronti di Frontini e Cavini.

Chiara Frontini con Fabio Cavini

Chiara Frontini con Fabio Cavini


Il pm Massimiliano Siddi ha depositato il ricorso alla corte d’appello di Roma contro la sentenza di non luogo a procedere riguardante la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini per i quali la procura di Viterbo aveva chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di minaccia a corpo politico. Richiesta respinta dalla gup Fiorella Scarpato con una sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste.

Frontini e Cavini sono difesi dagli avvocati Roberto e Francesco Massatani e Giovanni Labate. Parti civili il consigliere Marco Bruzziches e la moglie Anna Maria Formini, rappresentati dall’avvocato Stefano Falcioni, e l’ex presidente del consiglio comunale Letizia Chiatti, rappresentata invece dall’avvocato Enrico Valentini.

Massimiliano Siddi

Massimiliano Siddi


“Le gravissime minacce prospettate al consigliere Bruzziches – spiega il pm Siddi nel ricorso – e, per suo tramite, alla consigliera Chiatti ed a chiunque altro indistintamente, se ne deve inferire, intendesse alterare gli equilibri della maggioranza costituendo nuovi gruppi, hanno costituito all’evidenza un rilevante turbamento dell’attività politica dell’intero consiglio comunale, atteso che, a seguito di esse, le dinamiche della rappresentatività dell’organo nel suo complesso sono state potenzialmente alterate, anche rispetto a scelte future”.

“Sotto tale profilo – prosegue Siddi -, infatti, la sentenza che si impugna è incorsa contraddittoriamente in un grave errore di valutazione, dando erroneamente per presupposto il fatto che la minaccia non potesse sussistere in quanto riferentesi ad una situazione statica e già esaurita, mentre è assolutamente scontato che quella minaccia si inseriva in una dinamica di attività che avrebbero potuto svilupparsi anche in seguito”.

“E che la dinamica minatoria fosse anche rivolta ad una prospettiva futura – aggiunge il pm -, e soggettivamente aperta a chiunque del corpo politico intendesse non rimanere allineato sulle posizioni della maggioranza, lo attestano espressamente le chiare parole pronunciate da Cavini immediatamente dopo la prospettazione della minaccia: ‘… è sangue e merda e quindi sappiamo come fare, quindi la Chiatti adesso è nella fase in cui… riflettiamo…’”.

”Da queste frasi – conclude il pm Siddi – emerge in modo lampante come gli effetti dell’intimidazione fossero rivolti, per il futuro, non solo a Bruzziches, ma alla stessa Chiatti, su cui stavano ‘riflettendo’, e potenzialmente a chiunque altro avesse inteso seguirli”.

Daniele Camilli


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: