Viterbo – “Dire di non voler commentare un atto della magistratura per poi commentarlo non mi è mai piaciuto. Io non lo commento e basta”. Umberto Di Fusco, consigliere comunale di maggioranza delegato alla sicurezza.
Il tema è il ricorso alla corte d’appello di Roma da parte pubblico ministero Massimiliano Siddi alla sentenza di non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste, della gup Fiorella Scarpato. Una sentenza di non luogo a procedere che riguarda la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini per i quali la procura di Viterbo aveva chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di minaccia a corpo politico. Richiesta respinta da Scarpato.
“Indipendentemente da qualsiasi tipo di decisione da parte della magistratura – dice poi Di Fusco -, mi auguro che si torni a parlare di politica e al tempo stesso si inizi a pensare al bene di Viterbo”.
Umberto Di Fusco
Che ne pensa dell’appello del pm Siddi alla sentenza di non luogo a procedere riguardante la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini?
“L’appello era nelle possibilità che aveva il pm. Personalmente non ricordo mai un pm che non abbia fatto ricorso. Si tratta quindi di una scelta che rientra nella norma”.
Non crede che tutta vicenda possa condizionare in qualche modo l’azione dell’amministrazione comunale?
“No, secondo me, non la sta condizionando. Se un condizionamento ci poteva essere, poteva esserci nell’immediatezza e non c’è stato. Adesso che il tutto si è incanalato in un percorso che va avanti, aspettiamo di vedere cosa succede. L’attività amministrativa resta comunque una cosa a parte e le due strade, quella politica e quella giudiziaria, non si sono mai accavallate”.
Indipendentemente da tutta la vicenda giudiziaria e dai suoi possibili esiti, secondo lei la sindaca avrebbe dovuto chiedere scusa a Bruzziches e alla sua famiglia per le frasi dette alla cena del 26 settembre 2023 dal marito Fabio Cavini?
“Siamo ancora in piena attività giudiziaria e non si può andare al di là di essa. Quindi fintanto che la situazione non si definisce è difficile pronunciarsi”.
Teme un possibile rinvio a giudizio da parte della corte d’appello?
“Finora ci sono state due decisioni e sono state entrambe favorevoli alla sindaca e al marito. Poi nella vita tutto può accadere. Poi più decisioni vengono prese da parte della magistratura più è certo che la decisione è stata presa bene. Dire di non voler commentare un atto della magistratura per poi commentarlo non mi è mai piaciuto. Io non lo commento, e basta”.
C’è anche chi sostiene, come l’avvocato di Bruzziches, che il dibattimento processuale sarebbe opportuno anche per il ruolo che rivestono i protagonisti, a partire dalla sindaca? Lei che ne pensa?
“Penso che chi ha deciso finora, vale a dire il gip e la gup, hanno ritenuto che non ci fosse bisogno”.
Chiara Frontini e Fabio Cavini
Che cosa si augura da tutta questa vicenda?
“Indipendentemente da qualsiasi tipo di decisione da parte della magistratura, mi auguro che si torni a parlare di politica e al tempo stesso si inizi a pensare al bene di Viterbo”.
Il capogruppo della Lega Andrea Micci dichiara: “Il civismo di Chiara Frontini ha fallito perché parla solo di potere e non fa più il bene della città e la cena del 26 settembre a casa di Marco Bruzziches lo dimostra”. Lei cosa risponde?
“È una sua idea, saranno i fatti a rispondergli”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

