Viterbo – “Ogni cittadino ha contribuito alla Shoah, una delle più grandi tragedie della storia”. La sindaca Chiara Frontini davanti al portone di via della Verità 19 dove uscirono Emanuele Vittorio Anticoli, Bruno Di Porto e Letizia Anticoli, famiglia ebrea viterbese che trovò la morte nei campi di concentramento di Auschwitz e Mauthausen nel 1944. Lì ci sono le tre pietre di inciampo collocate davanti alla porta d’ingresso dell’abitazione.
Viterbo – Cerimonia commemorativa del Giorno della memoria
Questa mattina la cerimonia commemorativa del Giorno della memoria organizzata dal comune di Viterbo e dall’istituto comprensivo Luigi Fantappié con la deposizione di una corona di alloro, gli interventi delle autorità presenti, le letture e i canti delle alunne e degli alunni delle classi quinte della scuola primaria Luigi Concetti e delle classi terze della scuola secondaria Luigi Fantappié.
Durante la cerimonia il prefetto di Viterbo Gennaro Capo ha consegnato una medaglia d’onore ai familiari di quattro cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale. Una medaglia coniata dalla Zecca dello stato con lo stemma della Repubblica italiana e la scritta “Medaglia d’Onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti 1943-1945”.
Viterbo – Cerimonia commemorativa del Giorno della memoria – Pietre di inciampo
Le medaglie sono state consegnate a Diamanti Trentino, Girolamo Lucattini, Riccardo Maffei e Sante Reali.
“Una cerimonia – spiega Capo – che di solito si organizza all’interno delle prefetture, ma siccome ricordiamo persone che sono espressione del territorio, abbiamo deciso di consegnare le medaglie qui, direttamente in via della Verità”
Viterbo – La consegna delle Medaglie d’Onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti 1943-1945
“Ogni singolo cittadino – dice Frontini -, per adesione, paura o indifferenza, ha contribuito alla Shoah, una delle più grandi tragedie della storia. Lo stato e i cittadini hanno avuto un ruolo in quella storia. Senza il loro consenso nulla di quanto accaduto sarebbe stato possibile. Uomini e donne che all’improvviso divennero uomini e donne contro l’umanità”.
Viterbo – Cerimonia commemorativa del Giorno della memoria – Valeria Monacelli
“Un percorso di distruzione – prosegue la sindaca – iniziato dalle parole e dalla comunicazione di propaganda che ha fatto circolare concetti di odio che hanno iniziato a contaminare le menti delle persone, facendo nascere una cultura del conflitto. Una cultura volta a cercare il nemico a tutti i costi”.
Viterbo – La consegna delle Medaglie d’Onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti 1943-1945
80 anni fa la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, il 27 gennaio 1945. Assieme a Frontini e al prefetto in via della Verità ci sono anche la dirigente scolastica Valeria Monacelli e la professoressa Manuela Menghini, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il vescovo Orazio Francesco Piazza, il provveditore agli studi Daniele Peroni, il questore Luigi Silipo, il comandante provinciale dei carabinieri Massimo Friano, il presidente di Anpi Viterbo Paolo Henrici, gli assessori e i consiglieri di palazzo dei Priori.
“Fare memoria – sottolinea Romoli – significa non dimenticare e non ricadere negli stessi errori ed essere consapevoli che davanti a noi c’è sempre un essere umano che ha una dignità specifica e come tale va rispettato senza se e senza ma. Essere qui oggi vuol dire creare gli anticorpi affinché la violenza e la prevaricazione non prevalgano sul dialogo e sul confronto”.
Viterbo – La consegna delle Medaglie d’Onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti 1943-1945
“La memoria – aggiunge il vescovo – non è solo ricordare un avvenimento lontano da noi. Quelle sofferenze e quei dolori, quel futuro negato a tanti ragazzi ci riguardano e ci toccano. Se ci guardiamo attorno ancora oggi ci sono eventi simili che negano la vita e il futuro del mondo. Eventi che compongono di fronte a una domanda. Quale risposta diamo oggi alla memoria della Shoah?”.
Paolo Henrici
“Sono felice – commenta poi Peroni – che al centro di questa manifestazione ci sia la scuola. La scuola è la base del futuro”.
Alessandro Romoli
“La consapevolezza di quello che è successo – afferma Henrici – è cresciuta lentamente e c’è voluto tanto tempo per farla affermare. Una memoria nascosta per tante ragioni. Non saremo mai una nazione pulita se non ci prendiamo la responsabilità di quanto è successo. Un passato che continua e che non è mai finito”.
Daniele Camilli
Articoli: Antonella Sberna:”Il Giorno della memoria non è solo un momento di riflessione, ma un impegno collettivo…” – Mauro Rotelli: “Coltivare la memoria per contrastare ogni forma di antisemitismo” – Enrico Panunzi: “La memoria sia un atto vivo, un impegno quotidiano per costruire un futuro migliore” – Luisa Ciambella: “Il ricordo è dovere, la pace è possibilità e la giustizia è il nostro impegno” – Pd Viterbo: “Non c’è cosa più grave che si possa fare nei confronti della memoria delle vittime che confondere le responsabilità di allora…” – Presidente Rocca: “Oggi e sempre abbiamo il dovere di ricordare gli orrori della Shoah, la nostra regione casa del rispetto e dell’inclusione” – Alessandro Romoli: “A 80 anni dalla liberazione di Auschwitz il ricordo non è solo memoria storica, ma un dovere morale e civile”
Il discorso integrale della sindaca di Viterbo Chiara Frontini alla Giornata della memoria
Fermarci a riflettere in questi momenti, e farlo come istituzioni e come cittadini di uno Stato democratico, non è solo una testimonianza di vicinanza al dolore atroce che hanno sofferto le vittime e le loro famiglie, compresi i discendenti ancora viventi. Significa riflettere sul ruolo che proprio quello Stato, ovviamente trasfigurato dalla sua forma democratica a quella dittatoriale del nazismo e del fascismo, e quei cittadini di allora hanno avuto in una storia di odio sistematico, di sopraffazione e violenza quotidiana.
Se è vero che lo sterminio ebraico, le leggi razziali, la cultura antisemita e i totalitarismi del Novecento hanno dei nomi e cognomi, è altrettanto vero che non avrebbero potuto affermarsi senza il consenso della maggioranza dei cittadini che hanno sostenuto, con varie intensità, l’ascesa di questa cultura di morte. Un’adesione morale per alcuni, paura di ritorsioni per altri, magari incuria o indifferenza, tutti atteggiamenti, seppur espressi in forme e modalità differenti, comunque concorrenti a un risultato che è andato oltre ogni limite dell’umanità. Uomini contro l’umanità.
Un percorso iniziato dalle parole, dalla comunicazione, quella di allora certo, mezzi di propaganda d’odio, di distruzione, e di presunta superiorità razziale e morale che hanno iniziato una contaminazione lenta ma inesorabile, tale da plasmare le menti e farle crescere nutrendo la cultura della differenza, dell’intolleranza, del conflitto, del nemico a tutti i costi. E le parole sono cultura, sono definizione plastica di azioni, sono il concepimento concreto di un pensiero, le parole arrivano prima delle cose, e le parole fanno esistere le cose, nella nostra mente. E allora fermiamoci, e chiediamoci tutti, istituzioni e cittadini, se oggi abbiamo gli anticorpi per evitare che tutto questo accada ancora. Si dice spesso che l’unica lezione che ci insegna la storia è che noi non impariamo mai abbastanza dalla storia.
Eh sì, perché in questa giornata non possiamo non riconoscere che davanti ai nostri occhi sta andando in onda, ancora una volta, un copione molto tragico che pensavamo di aver consegnato alla storia e invece… è sempre la stessa storia. Una degenerazione delle nostre coscienze ancor prima di una questione politica. Il compito di ognuno di noi è quello di restituire alla storia e al culto della memoria quel significato di attualità, concretezza e urgenza senza il quale sarebbe tragicamente vero che le spaventose atrocità di un recente passato siano state commesse e patite invano. Coltivare la memoria è un dovere verso di voi, cittadini di oggi e di domani, e una scelta di dignità che dobbiamo a noi stessi.
Chiara Frontini
Sindaca di Viterbo
Il prefetto Gennaro Capo
Il vescovo Orazio Francesco Piazza
Daniele Peroni













