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“Circonvallazione dedicata ad Almirante, cosa ne pensa la sindaca Frontini?”

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Francesco Boscheri

Francesco Boscheri

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La lettera aperta di Orlando Samperi propone una riflessione a cui sento di dovermi unire. Le sue parole, razionali e ponderate, meritano un approfondimento che coinvolga la città intera, al di là di qualsiasi schieramento politico o ideologico. Quello che sta chiedendo Samperi è in fondo un interrogativo tanto semplice quanto scomodo: come possiamo conciliare la celebrazione del Giorno della Memoria con una strada che porta il nome di Giorgio Almirante?


– Orlando Samperi: “Non accetto una circonvallazione dedicata a Giorgio Almirante, fu uno dei firmatari del ‘Manifesto della razza’…


La figura di Almirante è legata a doppio filo con il fascismo, la promulgazione delle leggi razziali e il sostegno alla Repubblica Sociale Italiana, che ha visto nella deportazione degli ebrei uno degli atti più infami della nostra storia. Almirante non si limitò ad aderire alle politiche razziste e antisemite del regime fascista, lui ne fu un autentico protagonista. Come ci ricorda Samperi, fu segretario di redazione della rivista “La difesa della razza” e addirittura tra i firmatari de “il manifesto della razza” che ispirò la legislazione razzista in Italia.

Oggi, a Viterbo, attraversando la Circonvallazione a lui dedicata, ci si imbatte in una contraddizione insostenibile: se da una parte le istituzioni si impegnano a ricordare l’orrore del nazifascismo, dall’altra una via della città porta il nome di uno dei suoi più ferventi sostenitori.

Non è solo una questione di nomi o di toponomastica. È una questione di coerenza storica, di identità, di rispetto per la memoria e per le vittime. Credo che sarebbe un errore leggere la richiesta di Samperi come un atto di vendetta, si tratta piuttosto del nobile tentativo di fare i conti con il passato, di dare alla nostra città un volto che non rinneghi, ma abbracci pienamente i valori celebrati il 27 gennaio.

A questo punto il dibattito è aperto e, sì, sarebbe interessante sapere cosa ne pensa la sindaca Frontini. Ma, soprattutto, sarebbe fondamentale che Viterbo si faccia finalmente carico di questa discussione, coinvolgendo la cittadinanza in un dibattito che riguardi il presente, ma anche e soprattutto il futuro di una comunità che non ha paura di confrontarsi con il proprio passato.

Non si tratta di cancellare la storia, ma di scrivere una nuova pagina, una pagina che parli di unità e di antifascismo, una pagina che il nostro futuro possa guardare senza imbarazzi.

Francesco Boscheri
Direzione del Partito democratico del Lazio


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