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Commento social contro il sindaco Fabio Bartolacci: “Va giù e prendilo a stampellate in faccia”

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Fabio Bartolacci

Fabio Bartolacci

 

Il post che riporta il comunicato del sindaco Fabio Bartolacci che ha sporto denuncia- querela dopo un commento social offensivo e violento

Il post che riporta il comunicato del sindaco Fabio Bartolacci che ha sporto denuncia-querela dopo un commento social offensivo e violento

Tuscania – Commento social contro il sindaco Fabio Bartolacci: “Va giù e prendilo a stampellate in faccia”.

“Chiunque può esprimere liberamente il proprio pensiero, ma non può violare i diritti fondamentali di altre persone, né utilizzare i social network per diffondere contenuti offensivi, intimidatori o violenti”. Con queste parole il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci rende noto un episodio che lo ha visto protagonista sui social. 

La vicenda riguarda un commento pubblicato su una pagina Facebook in cui veniva riportata una frase di istigazione alla violenza nei confronti del primo cittadino. “A rivà giù e prendilo a stampellate in faccia”. A riportare il fatto è lo stesso sindaco con un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook “Tuscania Obiettivo Comune 2.0 Fatti, notizie e informazioni”. Il primo cittadino ha così deciso di sporgere denuncia. 

“Ogni giorno assistiamo, purtroppo, a episodi che evidenziano una crescente mancanza di rispetto per il prossimo. Commenti e atteggiamenti che talvolta degenerano in violenza, sia fisica che verbale, rappresentano un problema sociale che non possiamo più tollerare”, si legge nel comunicato a firma Fabio Bartolacci. 

“Questa mattina, ho ritenuto mio dovere presentare un esposto di denuncia-querela presso i carabinieri nei confronti dell’amministratore di una pagina Facebook e di un altro soggetto – prosegue il sindaco nel suo comunicato -. Il primo, per aver pubblicato, senza alcuna verifica o controllo, una frase del secondo, contenente contenuti oltraggiosi, minatori e di istigazione alla violenza nei miei confronti, in qualità di sindaco e, dunque, rappresentante istituzionale della comunità”.
 
“Questo episodio deve servire da monito. Chiunque può esprimere liberamente il proprio pensiero, ma non può violare i diritti fondamentali di altre persone, né utilizzare i social network per diffondere contenuti offensivi, intimidatori o violenti. Le parole hanno un peso, e quando oltrepassano i limiti imposti dalla legge, si trasformano in strumenti pericolosi con gravi conseguenze per chi ne è vittima”, prosegue ancora il comunicato. 
 
“Ho deciso di intraprendere questa azione per tutelare non solo la mia persona, ma anche il rispetto delle istituzioni che rappresento e, soprattutto, per dare un segnale chiaro: non possiamo restare in silenzio. Il rispetto delle regole è un pilastro imprescindibile di ogni società civile – sottolinea ancora il sindaco nella sua nota -. Mi auguro che questo episodio possa aprire una riflessione più ampia su come utilizziamo i mezzi di comunicazione, in particolare i social network, ricordando che la libertà di espressione è un valore da difendere, ma mai a discapito della dignità e sicurezza altrui”. 

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