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Elisa Durantini: “Le morti sul lavoro sono una piaga vergognosa del nostro territorio…”

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Viterbo – “Le morti sul lavoro sono una piaga vergognosa del nostro territorio”. La segretaria generale della Cisl di Viterbo Elisa Durantini.

“Evidentemente – prosegue Durantini sempre a proposito di morti sul lavoro – non si sta facendo abbastanza oppure non si sta facendo nel modo giusto”.

Sul fronte degli incidenti mortali, il 2023 ha visto sei vittime sul lavoro in provincia di Viterbo, mentre nel 2024 si sono già registrati tre decessi, di cui il 75% in ambito agricolo e oltre il 30% causati da schiacciamento.

Sul fronte poi delle aziende agricole, in questi ultimi anni finite spesso sotto la lente di ingrandimento della magistratura, “penso – spiega la segretaria generale della Cisl – che la contrattazione aziendale e la presenza delle rappresentanze sindacali all’interno delle aziende siano fondamentali. Per noi della Cisl la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle società è un cavallo di battaglia”.


Elisa Durantini

Elisa Durantini


Bilancio di fine anno della Cisl, ma anche bilancio del suo primo anno da segretaria generale del sindacato. Come è stato?
“È stato innanzitutto un anno impegnativo. Quando si raccoglie l’eredità di una persona come Fortunato Mannino, appezzato, gran lavoratore e segretario capace di tenere unito tutto il sindacato, ciò che si raccoglie è bello e al tempo stesso carico di responsabilità. Ho cercato di fare del mio meglio. Siamo ancora in fase di transizione, ma abbiamo già cominciato a dare un’impronta in vista del congresso del prossimo anno del 16 e 17 aprile. E la speranza è essere riletta per proseguire il percorso con maggior forza”. 

Cosa è cambiato all’interno della Cisl durante questo suo primo anno di mandato?
“Stiamo ancora gestendo l’ordinario. Sto cercando comunque di avviare un nuovo percorso di lavoro con gli enti e le istituzioni del territorio su argomenti di interesse della popolazione con l’obiettivo di portare a casa risultati concreti”. 

Quali sono secondo lei le maggiori criticità economiche e occupazionali della Tuscia?
“A mio avviso la maggiore criticità del territorio è legata a due fattori. Il primo, la carezza di manodopera qualificata. Molti giovani che vengono formati sul territorio poi cercano fortuna altrove. Mancano poi titoli di studio e ci sono tante persone che non hanno lavoro, non studiano e non sono in cerca di occupazione, i cosiddetti Neet. La seconda è la flessione dei redditi, legati spesso a stipendi che non riescono a tenere il ritmo dell’inflazione. Va detto inoltre che siamo di fronte a un mondo del lavoro che sta cambiando velocemente, dalle nuove tecnologie all’intelligenza artificiale. Il tutto in un contesto internazionale decisamente allarmante, il che genera sfiducia e paura nelle persone”. 

Cosa serve al territorio della Tuscia per poter crescere?
“Ciò che serve sono delle politiche strutturali su più fronti. Innanzitutto interventi che vadano ad incoraggiare una crescita della natalità. La provincia di Viterbo è quella, in ambito regionale, che invecchia più di tutte. Con i giovani che se ne vanno. C’è poi un problema serio dal punto di vista dell’occupazione femminile. Le donne sono le prime a pagare il prezzo della crisi. Le prime a perdere lavorio e le prime a non trovarlo. Le prime a dover scegliere la famiglia anziché il lavoro. Dopodiché serve una crescita del reddito delle famiglie. Come Cisl riteniamo fondamentali in tal senso misure di defiscalizzazione, trovando magari le risorse nel contrasto al lavoro nero”.


Lavoro

Lavoro


A livello nazionale si registra una spaccatura tra Cgil e Uil da un lato e Cisl dall’altro. Quali sono invece sul territorio i rapporti tra i sindacati confederali?
“Sì, a livello nazionale c’è una spaccatura dal punto di vista della gestione delle lotte. Sul piano territorio il rapporto con i segretari della Cgil, Stefania Pomante, e della Uil, Giancarlo Turchetti, è ottimo. Laddove possibile ci confrontiamo quando si tratta di firmare protocolli o sostenere argomenti importanti. Fermo restando che una differenza di vedute ci sta”.

Morti sul lavoro, una tragedia che riguarda anche la Tuscia.
“Le morti sul lavoro sono una piaga vergognosa del nostro territorio. Evidentemente non si sta facendo abbastanza oppure non si sta facendo nel modo giusto. Quello che si sta cercando di fare è una forte sensibilizzazione e mantenere in piedi dei tavoli istituzionali. Uno molto importante è quello istituito in prefettura dove ci si confronta costantemente. Non dobbiamo mai far calare l’attenzione. Arrivando ad un percorso che non sia più soltanto di categoria ma personalizzato sul lavoratore. Non solo, ma ci sono aspetti del mondo del lavoro che stanno cambiando e che non si conoscono nemmeno. Ad esempio l’impatto delle nuove tecnologie, a partire appunto dall’intelligenza artificiale”.

In questi ultimi anni le aziende agricole sono finite spesso sotto la lente di ingrandimento della magistratura. Secondo lei, in questo specifico settore, nella Tuscia c’è un problema generale di sfruttamento dei lavoratori oppure no? Ferma restando la presunzione di innocenza.
“Innanzitutto non voglio dimenticare il lavoro di tante aziende che rispettano i diritti dei lavoratori con retribuzioni adeguate. Va detto però che, a fronte di tante aziende che rispettano le regole, ci sono alcune, pochissime, adottano comportamenti scandalosi. Noi faremo tutto il possibile per sostenere i lavoratori e al tempo stesso le aziende virtuose che sono stufe di sentirsi associate a chi invece sfrutta i lavoratori”.

La Uila, sempre a proposito di agricoltura, ha lanciato l’appello alla contrattazione aziendale e alla necessità che all’interno delle aziende agricole ci siano le rappresentanze sindacali. Cosa ne pensa di questa proposta?
“Penso che la contrattazione aziendale e la presenza delle rappresentanze sindacali all’interno delle aziende siano fondamentali. Per noi della Cisl la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle società è un cavallo di battaglia. Abbiamo anche proposto al parlamento un disegno di legge ad hoc. La partecipazione dei lavoratori potrebbe veramente dare una mano per evitare fenomeni di sfruttamento e di irregolarità”.

Daniele Camilli


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