Il muro all’uscita dall’ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario
Viterbo – “Non mi risulta assolutamente che comune e regione Lazio erano a un passo da un accordo per la sistemazione dell’area”. Il consigliere regionale Daniele Sabatini smentisce l’assessore comunale Stefano Floris.
Floris, in un’intervista rilasciata a Tusciaweb, ha dichiarato appunto che comune e regione Lazio, anche attraverso l’intervento dell’università della Tuscia, erano “a un passo da un accordo per la sistemazione di quell’area”. Verifiche incorso, da parte della regione, anche in merito alla comunicazione da parte del comune a via Cristoforo Colombo dell’avvenuta delimitazione della zona con le transenne per l’esistenza di un pericolo.
La questione è quella dei lavori di tinteggiatura, con quadri turistico promozionali del territorio al seguito, realizzati da Giulio Della Rocca,assieme ad altre 5 persone, su un palazzo dell’ex ospedale di proprietà regionale, vincolato dalla soprintendenza, all’uscita degli ascensori che portano direttamente sul colle del Duomo.
“Adesso che sull’ex ospedale si sta lavorando concretamente – sottolinea poi Sabatini -, ecco che arrivano le azioni dimostrative. Il rischio di azioni di questo tipo è solo quello di rallentare le operazioni. Sicuramente non sarà stato questo l’intento degli autori dei fatti in discussione ma voglio comunque evidenziarlo in maniera chiara: chiunque intenda bloccare, rallentare o mettere in difficoltà un intervento storico per la città di Viterbo ha capito veramente male”.
Daniele Sabatini
L’assessore Stefano Floris ha dichiarato che comune e regione Lazio, anche attraverso l’intervento dell’università della Tuscia, erano “a un passo da un accordo per la sistemazione di quell’area”. Le risulta?
“Non mi risulta assolutamente che comune e regione Lazio erano a un passo da un accordo per la sistemazione dell’area”.
Il comune ha comunicato alla regione di aver transennato l’area perché esiste un pericolo invitando la stessa a intervenire?
“Stiamo ricostruendo il carteggio tra gli enti coinvolti”.
Giulio Della Rocca dichiara: “Ho fatto i lavori senza autorizzazioni, tutti eravamo consapevoli di quanto stavamo facendo… tornassi indietro lo rifarei”. Come commenta la sua piena assunzione di responsabilità, nei termini appena descritti dal suo stesso autore, su un bene di proprietà regionale?
“Mi sembra un’assunzione di responsabilità di un gesto meno responsabile. Un gesto che va censurato. Una questione che adesso è in mano ai dirigenti dell’amministrazione che decideranno il da farsi”.
Cosa intendono fare i dirigenti del settore patrimonio culturale della regione Lazio?
“La regione sta seguendo l’evolversi della questione. Una questione di cui potrebbe occuparsene, probabilmente, anche l’avvocatura regionale, ma lascio questo tipo di valutazioni ai direttori competenti. C’è comunque sgomento per un gesto paradossale, non solo per l’azione in sé, ma anche perché la regione ha rifinanziato l’intero progetto del borgo della cultura, assieme al ministero della cultura. Sono stati fatti i sopralluoghi tecnici e operativi per procedere in modo veloce agli interventi previsti. Non solo ma si sta lavorando per stralci funzionali, il che significa che sarà possibile per i cittadini vedere l’evoluzione del progetto. Per 30 anni nessuno ha fatto niente. Adesso che sull’ex ospedale si sta lavorando concretamente, ecco che arrivano le azioni dimostrative. Il rischio di azioni di questo tipo è solo quello di rallentare le operazioni. Sicuramente non sarà stato questo l’intento degli autori dei fatti in discussione, ma voglio comunque evidenziarlo in maniera chiara: chiunque intenda bloccare, rallentare o mettere in difficoltà un intervento storico per la città di Viterbo ha capito veramente male. Fratelli d’Italia e la giunta Rocca sono determinati a portarlo avanti fino in fondo”.
L’assessore Aronne ha definito il gesto di Della Rocca una “protesta civile”. È d’accordo con questa definizione?
“Rispetto a chi tenta improvvisamente di giustificare e minimizzare quanto accaduto come “protesta civile”… mi domando quanti cittadini onesti ci siano in attesa di una qualche autorizzazione, magari per casa loro o per la propria azienda e non per un bene pubblico, e che non si permettono nessuna ‘protesta civile'”.
Per l’ex ospedale di Viterbo è previsto il progetto del borgo della cultura. Come sta andando avanti l’iter dei lavori?
“Questo è un vecchio progetto della precedente giunta che noi abbiamo riprogrammato e rifinanziato prima con il Fsc e poi con il Fesr. Insieme alle risorse del ministero della Cultura il totale fa circa 40 milioni di euro, peraltro con la futura possibilità di individuare ulteriori risorse qualora, a causa dell’adeguamento dei costi, le somme non dovessero rivelarsi del tutto sufficienti. Dopo la presa in consegna dell’immobile da parte della Regione avvenuta nel mese di ottobre (prima il bene non afferiva al patrimonio indisponibile regionale), è stato possibile per i tecnici incaricati effettuare i sopralluoghi preliminari propedeutici all’avvio delle attività di progettazione. In questo momento, infatti, i tecnici incaricati stanno completando il progetto dei lavori di streep out che consiste nella: demolizione controllata degli impianti tecnici, bonifica di materiali pericolosi (se presenti) e dal guano dei piccioni, messa in sicurezza delle parti pericolanti del tetto, protezione dalle infiltrazioni di acque meteoriche”.
La regione intende ripristinare i luoghi, smantellando l’intervento di Della Rocca, e anche di intervenire sulla situazione di pericolo, pare un problema alla grondaia del palazzo, cosa che ha spinto il comune a mettere le transenne?
“Il fascicolo è nella valutazione dei dirigenti e saranno loro a prendere le decisioni”.
Come ha dichiarato Della Rocca, l’intervento realizzato si è sviluppato a più riprese nell’arco di 3 settimane. In pieno centro storico. È possibile, secondo lei, che nessuno si sia reso conto di nulla?
“Questo fa parte del legittimo controllo del territorio e ci sono degli organi preposti a farlo. Un tema su cui non voglio entrare. Comunque sia, da cittadini, ce lo chiediamo tutti”.
Viterbo – Il muro all’uscita dall’ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario
Si tratta poi di un intervento realizzato oltrepassando una zona transennata.
“Si tratta infatti di un tema che bisogna capire, necessariamente. Prima c’era una lunga fila di transenne, poi le transenne si sono notevolmente ridotte e adesso sono ritornate come prima. È o non è una zona di pericolo? Una questione decisamente importante”.
Della Rocca dice di aver informato l’assessore Aronne, che a sua volta ha confermato l’episodio, della sua intenzione di intervenire sul palazzo del colle del Duomo. Assessore che lo ha invitato a non farlo. In una circostanza del genere, al posto di Aronne, lei cosa avrebbe fatto?
“Ho letto che si è trattato di una conversazione da bar, quindi vanno valutati i toni. Ma se il tono fosse stato serio, personalmente avrei informato il proprietario del bene, in questo caso la regione, oppure gli organi preposti al controllo del territorio: dalla polizia locale alle altre autorità”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


