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“Che fine hanno fatto i 17 cinghiali catturati e il consigliere Buzzi non ha nulla da dire?”

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Viterbo - Branco di cinghiali in centro

Viterbo – Branco di cinghiali in centro

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In merito alle dichiarazioni del consigliere Giulio Marini, anche noi vorremmo sapere dall’amministrazione Frontini che fine hanno fatto i 17 cinghiali catturati a ottobre. Amministrazione che deve dare risposte. Ma il consigliere delegato al benessere animale Buzzi non ha nulla da dire?

I cinghiali sono oggetto di controllo faunistico e caccia 365 giorni l’anno, ovunque, anche nei parchi, ed è anche per questo che cercano posti dove poter vivere, che offrono risorse come sporcizia e scarti di cibo lasciati da cittadini ben poco virtuosi. Inoltre, gli stermini non sono mai serviti a nulla in oltre 25 anni di abbattimenti continui.

La legge nazionale 157/92 sancisce l’obbligo di applicare in via prioritaria i metodi ecologici ,altre eventuali soluzioni possono essere prese in considerazione solo dopo che l’Ispra (l’Istituto scientifico di riferimento per la fauna selvatica) ne abbia valutato l’efficacia. Non contestiamo soltanto la legittimità del provvedimento; contestiamo, anche e soprattutto, l’impostazione strategica che ne sta alla base.

Una impostazione fallimentare, che non tiene in alcun conto il mondo scientifico e che ignora un semplice quanto evidente dato di fatto: sono più di 20 anni che nel nostro paese si uccidono animali selvatici, eppure si lamentano sempre problemi di sovrannumero. Ed è proprio questa la più lampante dimostrazione del fallimento di politiche finalizzate esclusivamente a favorire il mondo venatorio

Si tira in ballo la peste suina africana, che non è un pericolo per le persone ma solo per gli allevamenti di suidi, quando proprio Ispra nelle sue Faq sconsiglia il ricorso ad abbattimenti, per i rischi di contaminazione del suolo. E poi, ci si domanda quali strumenti di prevenzione il comune abbia utilizzato prima di procedere alla cattura.

Ripetute volte abbiamo dato la disponibilità per un incontro in prefettura con una nostra rappresentanza Enpa e con documenti specifici, per dare un aiuto concreto al Comune per cercare di risolvere la questione ,ma non siamo mai stati interpellati né ascoltati.

La sensazione è che si ricorra sempre alle facili uccisioni per dare l’idea di un pronto intervento, quando invece è proprio sulle risorse e sulla gestione del territorio che occorrerebbe lavorare seriamente.

Forse il tema della coesistenza non è neppure preso in considerazione e per questo non si intravedono che azioni punitive. L’educazione alla coesistenza manca proprio del tutto, non c’è alcuna iniziativa promossa dalle istituzioni.
Non c’è comune, regione o provincia che promuovano iniziative atte a sviluppare una conoscenza degli animali e dell’animalità che non sia esclusivamente quella venatoria.

Enpa sezione di Viterbo e provincia


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