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Frammenti dell’F-104, lo stemma e un modellino dell’aereo: è il mausoleo in ricordo del pilota Marco Cantarini

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Il pilota Marco Cantarini, comandante del 9° Gruppo del 4° Stormo Caccia di Grosseto

Il pilota Marco Cantarini, comandante del Nono Gruppo del Quarto Stormo Caccia di Grosseto


Perugia – Frammenti dell’F-104, lo stemma e un modellino dell’aereo: è il mausoleo in ricordo del pilota Marco Cantarini.

Il tenente colonnello dell’Aeronautica Militare Italiana, comandante del Nono Gruppo del Quarto Stormo Caccia, morì il 21 agosto 1986 in un incidente aereo impattando con il suo velivolo supersonico contro una montagna nei pressi del paese di Pietralunga in provincia di Perugia, suo paese d’origine.

L’aereo era il caccia intercettore Lockheed F-104 Starfighter versione S con matricola MM6706 e codice identificativo “4-1”.


Il pilota Marco Cantarini in volo con il suo F-104 a Rimini al 23° Gruppo del 5° Stormo

Il pilota Marco Cantarini in volo con il suo F-104 a Rimini al 23esimo Gruppo del Quinto Stormo


Nel 1987 venne eretto un mausoleo in sua memoria nel luogo dell’incidente.

Sono passati, dal giorno dell’incidente, 38 anni ma nel paese di Pietralunga, il ricordo del tenente colonnello Marco Cantarini è ancora vivo, sia come persona che come eccezionale aviatore.

Come è ancora indelebile quel drammatico giorno di fine agosto in cui è avvenuto l’incidente.


Perugia - Pietralunga - Il mausoleo in ricordo del pilota Marco Cantarini

Perugia – Pietralunga – Il mausoleo in ricordo del pilota Marco Cantarini


Infatti era una mattina come le altre quando il tenente colonello Marco Cantarini, dopo l’annullamento di una esercitazione da Grosseto a Decimomannu per una prova radar, decollò alle 9,15 per un volo d’addestramento.

Proprio sopra l’abitato di Pietralunga, suo paese d’origine, ebbe un problema meccanico al velivolo probabilmente ad un flap, che rese il suo F-104 ingovernabile.

Il pilota evitò che il velivolo precipitasse sopra l’abitato e lo portò, senza eiettarsi, sacrificando la propria vita, in una zona boscosa e disabitata dove l’aereo si scontrò con la cima di una montagna.


Perugia - Pietralunga - Il mausoleo in ricordo del pilota Marco Cantarini

Perugia – Pietralunga – Il mausoleo in ricordo del pilota Marco Cantarini


 Si levò una colonna di fumo e l’aereo si disintegrò.

Immediatamente si attivarono i soccorsi tra i quali carabinieri, i vigili del fuoco, i sanitari e il personale dell’Aeronautica.


Perugia - Pietralunga - Il mausoleo in ricordo del pilota Marco Cantarini

Perugia – Pietralunga – Il mausoleo in ricordo del pilota Marco Cantarini


Ai soccorritori si presentò una scena infernale: il pilota deceduto, frammenti e parti d’aereo in un raggio di centinaia di metri, un denso odore di cherosene, fumo e fiamme.

Per il pilota di soli 36 anni non ci fu purtroppo nulla da fare.

L’area dell’incidente venne delimitata e interdetta alle persone.

Seguirono due inchieste: una militare e una civile.


Perugia - Pietralunga - Il mausoleo in ricordo del pilota Marco Cantarini

Perugia – Pietralunga – Il mausoleo in ricordo del pilota Marco Cantarini


L’anno successivo alla tragedia venne eretto, proprio sulla sommità della montagna, il mausoleo in ricordo del tenente colonnello.

È composto da due frammenti dell’F-104 (una pompa idraulica e una parte di carlinga) insieme ad una teca con all’interno lo stemma del reparto e un modellino dell’aereo.

È ancora lì per ricordare il sacrificio di questo pilota.

Il tenente colonello Marco Cantarini iniziò la sua carriera militare frequentando tra il 1973 e il 1976 l’accademia a Pozzuoli.

Poi a Galatina guidò gli Mb-326 e poi ottenne l’abilitazione ad Amendola per gli aerei G-91.

Poi arrivò a Grosseto al 20esimo Gruppo a cui seguì il passaggio sugli aerei F-104

Andò a Rimini a Miramare al Quinto Storno arrivando fino al grado di maggiore.


Il pilota Marco Cantarini, comandante del 9° Gruppo del 4° Stormo Caccia di Grosseto

Il pilota Marco Cantarini, comandante del Nono Gruppo del Quarto Stormo Caccia di Grosseto


Nel 1981 passò al Quarto Stormo di Grosseto e nel settembre del 1985 divenne comandante del Nono Gruppo del Quarto Stormo Caccia con il grado di tenente colonnello.

Fu l’unico ad essere omaggiato con la scritta “t. col.” (tenente colonello) impressa sul suo F-104 sulla carlinga sotto il tettuccio.

Nel 1985 ebbe un primo incidente a bordo di un F-104.

In quell’occasione un gabbiano impattò sul tettuccio. Grazie alla sua bravura riuscì a ripotare l’aereo alla base, ad atterrare vedendo soltanto lateralmente seguendo il suo aereo gregario.

Poi continuò a volare fino a quel tragico 21 agosto 1986.

Era uno dei piloti più esperti dell’Aeronautica Militare Italiana, avendo ottenuto oltre 2mila ore di volo.

A distanza di anni 38 anni da quel giorno, il mausoleo nel bosco ricorda questo eccezionale pilota e comandante che con estremo coraggio sacrificò la propria vita per evitare che il suo aereo precipitasse sul centro abitato di Pietralunga, suo paese d’origine.

Michele Mari


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