Latera – Casa di riposo degli orrori, sotto gli occhi delle telecamere nascoste dei carabinieri avrebbe parlato di “uccello” e di “patata” con un’anziana ospite. Abbastanza per attirare su di sé l’attenzione degli investigatori, che in quel momento non avrebbero avuto sospetti su quell’operatore siosanitario finito in carcere con l’accusa più infamante, quella di violenza sessuale ai danni di una ultraottantenne.
È la sua la posizione più difficile ed è in questo contesto che si inserisce uno dei reiterati episodi di molestie col famoso bastone, ovvero un manico di scopa, che in più di un’occasione sarebbe stato immortalato in un filmato mentre viene avvicinato dall’operatore alle parti intime della nonnina che cerca di allontanarlo con le gambe.
Latera – Casa di riposo degli orrori – Infieriva su una ottantenne con un manico di scopa – L’immagine della violenza tratta dai video girati a Villa Daniela
“Me lo fai un sorrisetto?”, le avrebbe quindi detto, vedendo l’anziana stizzita, con fare canzonatorio. Sarebbe avvenuto in pieno giorno, quando l’ultraottantenne era ancora a letto, mentre lui faceva le pulizie. E ancora: “Tirame un bacetto, ti tocco la topa?”. Dopo di che le avrebbe messo le mani nelle parti intime da sopra la coperta, mentre la poveretta cercava di scansarsi.
Oggi anche lui, come gli altri cinque, comparirà per l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Savina Poli che ha firmato l’ordinanza con cui ha accolto la richiesta di misura di custodia cautelare in carcere del pm Flavio Serracchiani. Mentre si metteva nei guai più seri di quelli di tutti gli altri colleghi, era intanto caccia aperta a quegli operatori sociosanitari i cui modi bruschi e maleducati avrebbero convinto tre ex colleghi, il 12 aprile dell’anno scorso, a rivolgersi ai carabinieri della stazione di Capodimonte.
Latera – Casa di riposo degli orrori – Infieriva su una ottantenne con un manico di scopa – L’immagine della violenza tratta dai video girati a Villa Daniela
Questa mattina i sei indagati, quattro uomini e due donne, tre in carcere e tre sospesi dalla professione, saranno interrogati in tribunale dove potranno avvalersi della facoltà di rispondere o non rispondere oppure rilasciare spontanee dichiarazioni.
Gli indagati finiti in carcere sono: Carmine Battiloro, 23 anni nato a Orbetello residente Pitigliano; Marinela Ciasar, 52 anni nata in Romania residente a Marta, e Mirko Tosi, 36 anni nato a Viterbo residente a Tuscania. Sospesi dal lavoro per un anno per interdizione dalla professione di operatori socio sanitario Tommaso Curio, 59 anni nato a Montefiascone residente a Ischia di Castro, ed Eugenia Monelli, 31 anni nata a Acquapendente residente a Grotte di Castro, mentre Domenico Renzetti, 49 anni nato a Acquapendente residente Onano, è stato sospeso dal lavoro per sei mesi.
Presunte vittime 21 anziani della struttura, la casa di riposo Villa Daniela, situata nel centro storico del caratteristico borgo dell’Alta Tuscia, in grado di ospitare fino a una trentina di persone.
Silvana Cortignani
Latera – Casa di riposo degli orrori – Infieriva su una ottantenne con un manico di scopa – L’immagine della violenza tratta dai video girati a Villa Daniela
Latera – Villa Daniela
Video: Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera – Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera, tre operatori sanitari in carcere
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



