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Con l’arrivo dei Re Magi nella grotta della natività del Presepe vivente, si concludono le feste natalizie

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Sutri – Luci, musica e sentimento hanno distinto queste sutrine feste Natalizie. Molti i visitatori occasionali che hanno riempito le piazze, visitato i monumenti, le chiese oltre agli ospiti degli alberghi e dei B&B presenti in città e fuori le mura. Ieri la piazza si è nuovamente vestita di colori con decine di vecchine prodiche a consegnare calze piene di dolci alle molte bambine e bambini presenti che ballavano al suono della Banda cittadina Reginaldo Caffarelli. Un bel momento di gioia condivisa.

Sutri - L'arrivo dei Re Magi al Presepe vivente

Sutri – L’arrivo dei Re Magi al Presepe vivente


Mentre nella basilica con cattedrale dedicata all’Assunta uscivano i Re Magi con oro, incenso e mirra alla mano e si avviavano verso l’antica necropoli luogo del Presepe vivente. La via era illuminata da fiaccole e il colpo d’occhio era più che mai suggestivo e portava ad un epoca antichissima di 2025 anni.

La vista notturna dell’Anfiteatro era magnifica, faceva prologo a ciò che doveva essere il percorso. In prospettiva nel buio emergeva Sutri con il campanile romanico e il palazzo Vescovile. Davanti si delineava il percorso illuminato da fiaccole e luci che esaltavano la necropoli dove venivano svolti i vari mestieri rappresentati da figuranti (cittadini volontari) vestiti con costumi dell’epoca. Pecore, lupi cecoslovacchi e cavalli uno di questi trainava un carro su cui potevano salire, gratuitamente, i visitatori. Fabbri che battevano il ferro donando centina e centinaia di ferri di cavallo ai visitatori.

Come pure il vasaio che donava piccole realizzazioni di creta piuttosto che i vinai che spillavano vino cotto con cannella e te al limone per riscaldare il corpo. Panettieri che impastavano farina e preparavano pane da bruschettare sui fuochi e bivacchi distribuiti qua e la nel percorso.

Il macellaio con il suo banco di carni e salsicce poi cotte alla brace. Non potevano mancare le donne che portavano acqua nelle brocche e ceste di vimini con i pani; i bambini che giocavano con piccole spade realizzate da i falegnami nella bottega dove veniva insegnato loro ad usare il martello; centurioni e decurioni in sella a splendidi morelli, controllavano il percorso e lo svolgimento delle attività armati di spade e lance. La musica accompagnava lungo tutto il percorso per arrivare alla grotta della Natività dove i tre Re si inchinavano alla vista del Salvatore.

È valsa la pena di vedere tale meraviglia ambientata in un luogo dell’antichità unico e suggestivo.


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