Viterbo – Il mistero della stanza sopra porta Faul.
Innanzitutto, il primo dei misteri. Come si raggiunge? Dopodiché, cosa c’è dentro? In che condizioni è? Ci sono affreschi o altre tracce storiche? Infine, quella stanza potrebbe essere recuperata all’interno del più ampio progetto di rilancio della valle cui sta lavorando l’amministrazione comunale?
Viterbo – La stanza sopra porta Faul
Il comune, da queste parti, sta per realizzare un check point turistico nella ex casa di Alfio. Un check point che farebbe da punto di riferimento per i turisti, in particolar modo per i bagagli, che lasciano le macchine o scendono dai pullman al parcheggi San Paolo, a Valle Faul e al Sacrario. Check in per tutti i bed and breakfast.
Ad occhio, la stanza in questione, che potrebbe essere anche un punto di guardia che faceva parte del sistema difensivo della città, sembrerebbe uno spazio piuttosto ampio, all’incirca una ventina di metri quadrati. Tuttavia, contrariamente alle altre porte della città, che sotto gli archi hanno un ingresso che conduce ai piani superiori, per accedere alla stanza misteriosa pare che non si sappia ancora da dove passare. All’esterno della porta dovrebbe esserci un vano scale, ma non si sa se è quello giusto.
Viterbo – Porta Faul
Porta Faul fu costruita all’interno di una torre risalente al 1268. Le ultime riparazioni del tetto dovrebbero invece risalire a più di 50 anni fa. All’esterno lo stemma della famiglia Farnese e l’epigrafe del 1568 che ne ricorda l’apertura: Ex auctoritate Alex(andri) Farnesii car(dinalis) leg(ati) perp(etui) populus Viterb(iensis) Portam Farnesiam aperuit valliam minus com modo loco positam clusit an(no) MDLXVIII. “£Per ordine del cardinale Alessandro Farnese, Legato perpetuo, il popolo di Viterbo, chiuse la Porta di Valle situata in luogo disagiato, aprì questa che chiamò Farnesiana nell’anno 1568”.
Daniele Camilli

