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Niente ergastoli alle sorelle Bacchio, insorgono la figlia e il fratello di Bramucci: “Pochi 24 anni alle mandanti”

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Soriano nel Cimino – Mancati ergastoli alle sorelle Bacchio, insorgono figlia e fratello della vittima: “Pochi 24 anni di carcere per le mandanti”. È la sentenza di ieri per l’omicidio pluriaggravato in concorso di Salvatore Bramucci. Stupore e amarezza in aula dopo la lettura del dispositivo da parte del presidente della corte d’assise Francesco Oddi. Per i mancati ergastoli alle sorelle Bacchio, insorgono figlia e fratello della vittima. 



Nessun ergastolo dei quattro chiesti dall’accusa. Le sorelle Elisabetta e Sabrina Bacchio, vedova e cognata della vittima, sono state condannate  a 24 anni. Solo 20 anni al compagno di Sabrina, Costantin Dan Pomirleanu, che per Siddi, meritava l’ergastolo. Pene più alte, 28 e 27 anni, per Tonino Bacci e Lucio La Pietra, due dei tre sicari del commando armato che la mattina del 7 agosto 2022 ha freddato a colpi di pistola, a Soriano Nel Cimino, il pluripregiudicato 58enne all’interno della sua vettura. Diciotto anni, infine, al killer mancato Alessio Pizzuti, che ha preso parte a tutte le fasi, prima e dopo l’omicidio, ma non era sulla scena del crimine. 

Omicidio Bramucci - Lucio La Pietra e Tonino Bacci

Lucio La Pietra e Tonino Bacci, i sicari condannati a 27 wìe 28 anni di prigione


La figlia della vittima Mascia e il fratello Lino, cui è stato riconosciuto un risarcimento con provvisionali rispettivamente di 50mila e 25mila euro, non si capacitano di due cose: “Perché non sono stati inflitti i quattro ergastoli chiesti dal pm Massimiliano Siddi e come è possibile che la moglie Elisabetta e la cognata Sabrina Bacchio, mandanti e pianificatrici del delitto, sono state condannate a 24 anni di carcere contro i 28 e 27 anni inflitti ai sicari Tonino Bacci e Lucio La Pietra, da loro pagati per uccidere Salvatore”. 


Tribunale - Mascia, la figlia di salvatore Bramuccci, e il fratello della vittima Isolino dopo la lettura della sentenza

Tribunale – Mascia, la figlia di salvatore Bramucci, e il fratello della vittima Isolino dopo la lettura della sentenza


“Mi aspettavo di più, sicuramente la conferma degli ergastoli”, ha commentato Mascia Bramucci lasciando l’aula di corte d’assise del tribunale di Viterbo. “È stata una sentenza morbida – il commento di Isolino “Lino” Bramucci – mi aspettavo di più, anche perché loro (Elisabetta e Sabrina Bacchio, ndr) sono state le ideatrici e hanno preso meno di chi ha fatto l’esecuzione. Ma bisogna accettare quello che dice la legge, è andata così”. Isolino si è poi commosso alla domanda quanto gli manchi il fratello, “Molto”, ha detto in un sussurro. 

Di “sentenza vergognosa” parla l’avvocato di parte civile di Mascia Bramucci. “Vergognosa per il semplice fatto che alle due sorelle, mandanti e ideatrici dell’omicidio, non solo vengono concesse le attenuanti generiche, ma prendono una pena du 24 anni, inferiore a quello che viene ritenuto l’esecutore materiale Bacci, 28 anni, La Pietra, che forse manco è stato verificato che sia stato lui a premere il grilletto, eppure gli danno 27 anni, superiori alla richiesta di 24 del pm. Quindi, su quattro richieste di ergastolo, non dare l’ergastolo almeno alle due sorelle, significa per me una grande delusione”, dice l’avvocato Antonio Filardi. 


Omicidio Bramucci - Moglie e cognata della vittima, Elisabetta e Sabrina Bacchio

Condannate a 24 anni di carcere invece che all’ergastolo la moglie e la cognata della vittima, Elisabetta e Sabrina Bacchio


Di tutt’altro tenore il commento dei difensori della moglie Elisabetta Bacchio, avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella. mentre Sabrina è difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache. “Siamo soddisfatti che la corte abbia ritenuto l’insussistenza delle aggravanti e abbiamo evitato così l’ergastolo. Siamo in attesa delle motivazioni per proporre eventuale appello “. Per i legali è inoltre “normale che l’esecutore materiale abbia una pena leggermente più elevata, parliamo di quattro anni in più 

L’unico condannato a 18 anni, come chiesto dalla procura, è il killer mancato Alessio Pizzuti, che è anche l’unico finito ai domiciliari e non dietro le sbarre dei sei imputati, più un settimo con Ismail Memeti, il 56enne macedone arrestato lo scorso primo novembre, per il quale si procederà a parte. Si è salvato invece dall’ergastolo, e se l’è cavata con una condanna a 20 anni di carcere in primo grado, Constantin Dan Pomirleanu, il compagno di Sabrina Bacchio.

Silvana Cortignani


Soriano nel Cimino - Omicidio Salvatore Bramucci

Soriano nel Cimino – Salvatore Bramucci è stato ucciso in un agguato mentre era  sulla sua auto


Sei condanne per omicidio pluriaggravato in concorso:

– Elisabetta Bacchio, 24 anni di reclusione: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio, 24 anni di reclusione:
nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu, 20 anni di reclusione: nato nel 1990, detenuto dal 4 gennaio 2024, attualmente a Rebibbia, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci, 28 anni di reclusione: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra, 27 anni di reclusione: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti, 18 anni di reclusione: nato nel 1990, finito agli arresti domiciliari il 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili il fratello e la figlia della vittima:

– Mascia Bramucci, 38 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi: 50mila euro di provvisionale
– Isolino Bramucci, 63 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro; 25mila euro di provvisionale


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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