Latera – (sil.co.) – Ospizio degli orrori, secondo i difensori dei sei operatori sociosanitari, tre finiti in carcere e tre sospesi dalla professione lo scorso 21 gennaio, non sussistono le esigenze per misure cautelari così severe, delle quali sono pronti a chiedere la revoca o un’attenuazione al tribunale del riesame. Il dado è tratto. Entro oggi, decimo e ultimo giorno utile, sarebbero tutti pronti a depositare istanza a favore dei propri assistiti. In particolare viene ritenuto eccessivo il carcere per gli oss finiti dietro le sbarre.
Latera – Casa di riposo degli orrori – Un’immagine delle violenze tratta dai video girati a Villa Daniela
Ventuno le presunte vittime di maltrattamenti aggravati. Una anche di violenza sessuale da parte di un operatore della casa di riposo Villa Daniela. Nel frattempo continuano a emergere particolari agghiaccianti dalla maxi ordinanza di quasi 300 pagine con cui il gip Savina Poli ha accolto la richiesta di sei misure del pm Flavio Serracchiani.
Le prove sono nei filmati girati grazie alle telecamere nascoste, in funzione per tre mesi, da luglio a ottobre, anche se secondo alcuni difensori ci sarebbero dei problemi di audio nelle copie destinate agli indagati.
La mattina dci 22 settembre 2024, ad esempio, la giovane oss Eugenia Morelli, 31enne di Acquapendente, interdetta dalla professione per un anno, sarebbe stata chiamata all’interno di una stanza dal collega Mirko Tosi, il 36enne di Tuscania in carcere anche per violenza sessuale su una ultraottantenne.
Si sarebbe trattato della camera dove era alloggiata una vecchietta che sembra si fosse strappata da sola il “picc”, un catetere venoso centrale inserito perifericamente all’altezza del braccio con l’aiuto di ecoguida.
Una volta entrata nella stanza, la 31enne avrebbe preso a insultare la poveretta e a sbraitare contro di lei: ” io te spaccherebbe la faccia, porco due”, “sei una cogliona, mò ce rimani senza picc, me frega una sega”, “poi con la tu fia ce combatti tu, spastica de merda”, “sta deficiente, vedi de sta ferma con le mani, tenghetele” e infine “te lo sei cavato, mò ti attacchi al cazzo”.
La 31enne si sarebbe quindi fatta dare il telefono da Tosi e l’avrebbe fotografata mentre era a letto, svestita dalla vita in giù, chiedendo al collega di inviarle poi la foto, senza alcuna considerazione per la dignità della donna, costretta a subire anche tale umiliazione.
Misure cautelari per sei operatori sociosanitari
In carcere per maltrattamenti sono finiti Mirko Tosi (36enne di Tuscania), Carmine Battiloro (23enne, di Pitigliano), e Marinela Ciasar (52enne di Marta): il primo difeso dall’avvocato Giovanni Labate, gli altri due dagli avvocati Ylenia Porciani e Giuseppe Bacci. Tosi è accusato anche di violenza sessuale.
Sono stati interdetti dalla professione per un anno Tommaso Curio (59enne di Ischia di Castro) difeso da Piero Ceccarelli e Daniele Ronchini, e Eugenia Monelli (31enne di Acquapendente) difesa dall’avvocato Angelo Di Silvio; difeso da Di Silvio anche Domenico Renzetti (49enne di Onano), sospeso dal lavoro per sei mesi.
Il procuratore Capo Paolo Auriemma con il pm Flavio Serracchiani
Video: Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera – Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera, tre operatori sanitari in carcere
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

