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Oggi la sentenza per l’omicidio Bramucci, chiesti dalla procura quattro ergastoli

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Omicidio Bramucci - La vittima coi suoi cani

Omicidio Bramucci – La vittima coi suoi cani


Viterbo – Omicidio di Salvatore Bramucci, oggi è il giorno della verità per la vedova che rischia di trascorrere il resto della sua vita in carcere. La corte d’assise presieduta dal giudice Francesco Oddi, a latere Jacopo Rocchi, si riunirà in camera di consiglio per decidere le sorti dei sei imputati, quattro dei quali rischiano il temuto “fine pena mai”, la condanna all’ergastolo, ovvero il carcere a vita.

La moglie è accusata di essere la mandante del delitto, ordito con modalità stile criminalità organizzata per depistare gli investigatori. Movente un tesoretto di mezzo milione di euro in contanti e centomila euro in orologi preziosi, che il 58enne, pluripregiudicato per estorsione e usura, avrebbe voluto portarsi alle Canarie per cominciare una nuova vita senza di lei dopo avere finito di scontare l’ultima condanna. 

Al via alle 9,30 di questa mattina presso l’aula di corte di assise del tribunale di Viterbo l’udienza più lunga per Elisabetta Bacchio e gli altri cinque imputati per cui il pm Massimiliano Siddi ha chiesto quattro condanne all’ergastolo e due a 18 e 24 anni di reclusione. 

In giornata è attesa la sentenza. Il pubblico ministero Massimiliano Siddi, all’udienza del 25 novembre, ha chiesto come è noto la condanna all’ergastolo per le sorelle diaboliche, ovvero la vedova Elisabetta Bacchio e la cognata Sabrina Bacchio, per il cognato Dan Costantin Pomirleanu e per il capokiller Tonino Bacci, oltre a due condanne a 24 e 18 anni per il sicario Lucio La Pietra e il sicario mancato Alessio Pizzuti.

Dovrà poi iniziare un altro processo, a carico di Ismail Memeti, la cui posizione è stata stralciata, spedito in carcere a Ognissanti dalla cassazione, con l’accusa di essere il terzo uomo del gruppo di fuoco che la mattina del 7 agosto 2022 ha ucciso nella sua auto a colpi di pistola il pregiudicato 58enne di Soriano nel Cimino, agli arresti domiciliari nella villa dove viveva con la seconda moglie e i due figli maschi della coppia.

Silvana Cortignani


A partire da sinistra dall'alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

A partire da sinistra dall’alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Sei imputati di omicidio premeditato in concorso (più uno):

– Elisabetta Bacchio: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio:
nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu: nato nel 1990, detenuto dal 4 gennaio 2024, attualmente a Rebibbia, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti: nato nel 1990, finito agli arresti domiciliari il 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini
– Ismail Memeti: nato nel 1968, detenuto dal primo novembre 2024, in seguito al via libera della cassazione (posizione stralciata per cui sarà giudicato a parte)


Parti civili il fratello e la figlia della vittima:

– Mascia Bramucci, 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
– Isolino Bramucci, 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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