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Omicidio Bramucci, tutti condannati ma nessun ergastolo

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Soriano nel Cimino – Omicidio Bramucci, tutti condannati, ma nessun ergastolo. Pene da 18 a 28 anni. Alle sorelle diaboliche 24 anni di carcere. È la sentenza di primo grado per la morte di Salvatore Bramucci, il pregiudicato 58enne di Soriano nel Cimino ucciso a colpi di pistola su mandato della moglie, da un commando armato, alle 8.20 del 7 agosto 2022, a un quadrivio di strade di campagna vicino alla sua villa. Per i mancati ergastoli alle sorelle Bacchio, insorgono figlia e fratello della vittima: “Sentenza troppo mite per le mandanti”. 


A partire da sinistra dall'alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

A partire da sinistra dall’alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


La corte d’assise del tribunale di Viterbo, dopo cinque ore di camera di consiglio, ha disposto oggi la condanna a 24 anni di reclusione per la vedova Elisabetta Bacchio e la cognata Sabrina Bacchio, 20 anni per il cognato Costantin Dan Pomirleanu.

È stato condannato a 28 anni di carcere Tonino Bacci, il pregiudicato di Ponte di Nona considerato la mente dei sicari. A 27 anni di carcere Lucio La Pietra, un altro dei tre killer venuti da Roma e a 18 anni di reclusione Alessio Pizzuti, il killer “mancato” che, pur partecipando alla premeditazione del delitto, non è intervenuto sulla scena del crimine. 

La sera stessa del delitto erano a cena tutti insieme in un ristorante di Roma e nei giorni successivi avrebbero avuto tutti la loro parte di denaro tramite Pomirleanu, il cognato della vittima, che avrebbe fatto da cassiere.

Omicidio Bramucci, tutti condannati ma nessun ergastolo – La lettura della sentenza


Per la vedova Elisabetta Bacchio, i cognati della vittima Sabrina Bacchio e Costantin Dan Pomirleanu, i due presunti sicari Tonino Bacci e Lucio La Pietra e il comune amico Alessio Pizzuti, tutti accusati di omicidio pluriaggravato,  a novembre la procura aveva chiesto 4 ergastoli e due condanne a 24 e 18 anni. 

Mascia Bramucci

Mascia Bramucci


La corte di assise li ha condannati a risarcire in solido le parti civili, con una provvisionale di 50mila euro dalla figlia Mascia e di 26mila euro al fratello Isolino.

Silvana Cortignani


Omicidio Bramucci, tutti condannati ma nessun ergastolo - La lettura della sentenza

Omicidio Bramucci, tutti condannati ma nessun ergastolo – La lettura della sentenza


Sei condanne per omicidio pluriaggravato in concorso:

– Elisabetta Bacchio, 24 anni di reclusione: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
– Sabrina Bacchio, 24 anni di reclusione:
nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
– Dan Costantin Pomirleanu, 20 anni di reclusione: nato nel 1990, detenuto dal 4 gennaio 2024, attualmente a Rebibbia, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
– Antonio Bacci, 28 anni di reclusione: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
– Lucio La Pietra, 28 anni di reclusione: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
– Alessio Pizzuti, 18 anni di reclusione: nato nel 1990, finito agli arresti domiciliari il 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili il fratello e la figlia della vittima:

– Mascia Bramucci, 38 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
– Isolino Bramucci, 63 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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