Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore Carlo Galeotti, dopo aver letto le dichiarazioni dell’assessore alla Qualità degli spazi urbani, Emanuele Aronne, in merito ai fatti accaduti in uno dei palazzi del Colle del duomo, mi permetto di usare, ancora una volta, la sua cortesia e il suo spazio per stimolare ulteriormente, il dibattito scaturito intorno alla vicenda.
Viterbo – Il muro sgarrupato da far schifo degli uffici comunali a piazza del Comune
Innanzitutto trovo singolare che un uomo delle istituzioni, quale deve considerarsi il predetto assessore, si permetta di qualificare un’azione abusiva su un bene di un’amministrazione statale, come “una protesta civile nei confronti di una regione che non ha mai sistemato quel palazzo che si trova proprio a ridosso di uno dei principali ingressi al centro storico, lasciandolo nell’incuria più completa”.
Carlo Maria Puglisi Alibrandi
Al contrario, lo stesso uomo delle istituzioni, senza dubitare sull’illegittimità dell’azione (qualora fosse ritenuto illegale – sottolinea l’assessore – andrebbe perseguito) avrebbe dovuto condannare fermamente l’azione posta in essere dal suo esecutore materiale, senza se e senza ma.
Viterbo – Il muro sgarrupato da far schifo degli uffici comunali a piazza del Comune
Non solo. Lo stesso assessore ammette che sarebbe anche stato avvertito preventivamente della volontà di porre in essere tale illegittima attività, ma che si sarebbe limitato a sconsigliarla invece di avvisare gli uffici, diffidando formalmente il suo esecutore a non farlo.
Ben sapendo il “nostro” che la maggior parte degli immobili del comune versa in condizioni ancora più pietose, così giustificando, di fatto, altre azioni simili. Purtroppo questo atteggiamento politico è perfettamente in linea con il clima di anarchia che si vive in questa città.
Viterbo – Il portone indecente da far schifo degli uffici comunali a piazza del Comune
Qui ognuno è libero di esprimere al meglio la propria creatività, e per averne prova, sempre se si ha voglia di esserne consapevoli, basterebbe farsi un giro nelle piazze del centro storico, per esempio a piazza del Teatro il venerdì o il sabato sera, o anche semplicemente nei parcheggi dei centri commerciali, terra di nessuno, dove l’arte di parcheggiare alla “viva il parroco” (per non usare un termine ben più crudo ma adeguato riferito ai genitali dei canidi) raggiunge la sua massima espressione nella assoluta indifferenza.
Viterbo – Parcheggi selvaggi in centro storico
Questo avviene peraltro senza che gli uffici preposti diano luogo a una campagna di sensibilizzazione al rispetto delle regole, ma limitandosi a eseguire multe in maniera non sistematica, randomica, così da ingenerare nei cittadini la convinzione che il rispetto di quelle norme sia dovuto più che per un senso civico, per motivi più che altro legati all’alea, o al “culo”.
Tutto ciò persiste nonostante il fatto che il leitmotiv che aveva caratterizzato la campagna elettorale dell’odierna maggioranza Frontini fosse “riportare le istituzioni al centro”, “il rispetto delle regole la loro equità e parità”, tutte belle parole che tali sono rimaste di fronte a un sistema in quel caso, “qualificato” in una sentenza, come basato sulla macchina del fango.
Viterbo – Parcheggi selvaggi in centro storico
A questo punto sarebbe utile ed auspicabile che tale campagna di sensibilizzazione partisse proprio dalle pagine del suo giornale, vista, soprattutto, la diffusione tra la cittadinanza. La invito quindi a mettere a frutto la sua “popolarità” cercando di dare lezioni di civismo (non di comodo come certi candidati sindaci che prima di essere eletti giravano con la ramazza) a una popolazione che ogni giorno che passa sembra sempre più disorientata e disordinata.
Carlo Puglisi Alibrandi
Viterbo – Parcheggi selvaggi in centro storico
Non è possibile non condividere il suo commento alle incredibili affermazioni dell’assessore Aronne. Senso delle istituzioni intorno allo zero, capacità amministrativa intorno allo zero. Se a un pubblico ufficiale, tale è un assessore, si dice che si vuol fare qualcosa al di fuori dalle regole e perfino della legge, questi come minimo deve denunciare la cosa agli organi competenti. Si dovevano allertare gli uffici competenti del comune, almeno. Non è stato fatto. C’è stato solo un bonario consiglio di non farlo. Nulla di formale, nulla di significativo sul piano amministrativo. Tutto ciò ha dell’incredibile. E va detto che ben diversa è stata la reazione dell’assessore Stefano Floris che ha condannato l’episodio senza se e senza ma. Altro che “protesta civile”, come l’ha definita Aronne. Ma purtroppo la città e i cittadini sono in mano a questa improvvisata classe dirigente.
Ma la cosa più grave è che ci stanno abituando al degrado. A forza di vedere degrado e incuria, ci sembra normale che un edificio comunale, in pratica nella piazza centrale della città, a piazza del comune, sia ridotto nello stato che mostrano le foto che ci ha inviato. Mura scrostate e portone indecoroso. Uno schifo, insomma. Il tutto davanti all’ufficio della sindaca Chiara Frontini, che, in oltre due anni, non ha fatto nulla di nulla per quel palazzo. Quasi vivesse a Londra o in Martinica. Ecco la domanda sorge spontanea e la facemmo anche ad altri sindaci: ma dove vive la sindaca? Viterbo non New York, per controllarla basta un giretto la mattina e si vedono tutte le cose che non vanno. O magari dare mandato agli uffici di controllare e reprimere con più energia chi non si comporta secondo le regole. Mi diceva Nando Gigli che, quando era sindaco, lui il giretto la faceva alle 7 di mattina. Questi no, la città la sanno a memoria.
Non si sono neppure accorti, alcuni sostengono, di quanto accaduto all’ex ospedale. E se non ci fossero stati i tanto deprecabili giornalisti avrebbero dormito sonni tranquilli. Ma la sindaca dice che dovevamo fare una campagna stampa per il degrado in cui versa l’ex ospedale “altrettanto virulenta” di quella fatta per l’intervento abusivo messo in atto. Intanto le campagne sul centro storico e anche sull’ex ospedale sono state infinite, ma dalla Martinica qualcuno non se ne deve essere accorto, e poi, essendo tutto il centro storico allo sbando, dovremmo fare un numero infinito di campagne. La sindaca poi non si accorge neppure della differenza tra uno stato di degrado e un atto illegittimo. Non ne soppesa nel suo intervento la diversità. Mai. Incultura politico istituzionale a dir poco rara.
Tra le campagne fatte da Tusciaweb, ne voglio ricordare una per molti versi storica, quella per la difesa delle fontane monumentali, che sono il vanto della città, non era sindaca Frontini, e ci spendemmo molte energie a più riprese. Una intera estate dedicata alle nostre fontane monumentali e poi ci siamo ritornati più volte. Ricordo a tutti lo scempio ancora in atto di fontana Grande, della fontana dei leoni a piazza delle Erbe e la fontana del Vignola a piazza della Rocca. Le altre non stanno meglio, basti ricordare la fontana a sfera. Ecco qui le campagne ci sono state ripetute e “virulente”, ma nulla è stato fatto. Ma poi una sindaca, degna di questo nome e che costa alla ai cittadini quasi 10mila euro al mese, deve aspettare una campagna stampa per prendere i provvedimenti che vanno presi?
Vista l’inerzia dell’amministrazione, che si è mossa solo dopo una campagna stampa per quanto riguarda l’ex ospedale, a qualunque cittadino può venire in mente di dare una pittata all’edificio di piazza del Comune, in via San Lorenzo. Torniamo a dire che non si può fare. Che si tratta di un illecito con risvolti che in alcune condizioni possono essere gravi. E questo perché si sta parlando di beni pubblici e di centro storico. Ma per la sindaca Frontini la colpa di tutto è della stampa. Contenta lei, contenta solo lei.
Carlo Galeotti






