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Pusher scappa nudo, senza scarpe, e… con un involucro di droga nelle mutande…

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Viterbo - Carabinieri in centro - Immagine di repertorio

Viterbo – Carabinieri in centro – Immagine di repertorio


Viterbo – (sil.co.) – Pusher scappa in centro nudo, a piedi nudi, con un involucro di droga nelle mutande. 

Il 2 ottobre 2019, quando fu arrestato dai carabinieri con un chilo e 100 grammi di hashish, era considerato un punto di riferimento per assuntori anche minorenni nei quartieri del Pilastro e di San Faustino nonché nella zona di Valle Faul.

All’epoca, i militari riuscirono a bloccarlo al Pilastro solo dopo un rocambolesco inseguimento. Inseguimento replicato pochi mesi dopo in era Covid, il 24 giugno 2020, quando il presunto spacciatore è stato nuovamente arrestato, per resistenza a pubblico ufficiale oltre che per il possesso ddi 1,2 grammi di marijuana.

Il processo, tuttora in corso, è ripreso ieri davanti al giudice Giacomo Autizi che ha ascoltato come testimone uno dei carabinieri in borghese, con auto di copertura, che all’inizio dell’estate di cinque anni fa lo hanno intercettato in pieno centro storico.

Imputato un presunto pusher gambiano, oggi 31enne, che in occasione dell’arresto dell’ottobre 2019 fu notato provenire da San Faustino e accedere nel parco comunale di viale Bruno Buozzi dove, alla richiesta di mostrare quanto avesse nel monospalla, tentò la fuga e venne poi bloccato in via Leonardo da Vinci con non poche difficoltà.

“Il successivo 24 giugno lo notammo mentre parlava con un italiano che aveva un cane al guinzaglio e che si è poi dileguato, mentre lui entrava in un’abitazione di San Faustino, il cui ingresso era aperto, per cui lo seguimmo e in casa trovammo una donna completamente ubriaca che si frapponeva tra noi e lui, che nel frattempo era scappato al piano superiore dove c’era la mansarda”, ha spiegato il teste.

“Non voleva farsi perquisire – ha proseguito il militare – quando ha tirato giù i pantaloni aveva un involucro nelle mutande, ma si è sfilato di corsa le scarpe e si è dato alla fuga a piedi tra i vicoli del quartiere di San Faustino, con noi alle calcagna, fino a via Marconi e corso Italia, gettando per terra 1,2 grammi di marijuana che abbiamo recuperato e avventandosi contro di noi quando lo abbiamo bloccato in attesa dei rinforzi in uniforme per condurlo in caserma”.

Parlando di “resistenza attiva” anche in auto “con calci per aprire lo sportello e calci sui miei stinchi con una prognosi di cinque giorni”, il testimone, un militare del radiomobile, ha spiegato come a un certo punto, aperto lo sportello posteriore, l’imputato abbia anche storto con violenza il pollice a un collega della stazione di Viterbo che lo teneva con le mani.

Il processo riprenderà a febbraio. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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