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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In risposta al presidente della provincia Alessandro Romoli, il quale paragona il reddito di cittadinanza all’accattonaggio, dico che dovrebbe rivedere la sua posizione, in quanto il reddito serve a chi non ha accesso ai beni primari e in Italia, grazie agli sprechi e all’enorme corruzione che dilaga, si contano più di dieci milioni di poveri.
Il reddito di cittadinanza è attualmente presente in Germania, Francia, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Irlanda, Stati Uniti e molti altri; c’è perfino in Alaska.
“Insegnare responsabilità e sacrificio” certo è giusto, ma il reddito serve anche ai nostri figli per non farsi sfruttare da imprenditori che pagano poco e in nero per dodici ore o più di lavoro.
Chi non la pensa così probabilmente non ha mai fatto un vero lavoro in vita sua o gli fa comodo. Infatti se ho la possibilità di scegliere e quindi di dire: “No, grazie, io non mi faccio sfruttare”, magari questi datori di lavoro che cercano manovalanza quasi gratis cambiano atteggiamento e iniziano a pagare veramente e forse pure a mettere in regola i nostri figli. Presidente Romoli, ha pensato a questa eventualità?
Per chi pensa: “Io non devo lavorare per gli altri”, probabilmente è ancora bloccato all’età del ferro; il mondo va avanti e noi ancora chiediamo al nipotino come alzare la suoneria del cellulare (che poi è uno smartphone). Persino Elon Musk è favorevole al reddito universale, non dico che sia di illibata moralità ma forse è uno che qualcosa l’ha capita nella vita. Infatti, non è solo l’uomo più ricco del mondo; tra le tante cose ha creato l’auto elettrica che va da sola, sta implementando l’intelligenza artificiale negli androidi, vende lui i razzi spaziali alla Nasa e ora vuole colonizzare Marte.
E noi che facciamo? Neghiamo 400 euro al mese a famiglie che non riescono a pagare il riscaldamento. Andiamo sempre meglio.
Sandro Marizzo
