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Roberto Massatani: “La sentenza di non luogo a procedere non teme appello” – Enrico Valentini: “Un ricorso duro e tagliente” – Stefano Falcioni: “Un secondo esame della vicenda è giusto”

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Viterbo - Udienza preliminare Frontini-Cavini - Da sinistra Letizia Chiatti, l'avvocato Stefano Falcioni, Marco Bruzziches, l'avvocato Enrico Valentini

Udienza preliminare Frontini-Cavini – Da sinistra Letizia Chiatti, l’avvocato Stefano Falcioni, Marco Bruzziches, l’avvocato Enrico Valentini


Viterbo – “La sentenza di non luogo a procedere è perfetta e non teme appello”. Roberto Massatani, avvocato della sindaca Chiara Frontini.

“L’appello del pm è molto duro nei confronti della sentenza di non luogo a procedere, una durezza tagliente”. Enrico Valentini, avvocato della ex presidente del consiglio comunale Letizia Chiatti.

“È importante per i cittadini capire da chi sono governati e come vengono prese le decisioni”. Stefano Falcioni, avvocato del consigliere Marco Bruzziches e di Anna Maria Formini.


Chiara Frontini con Fabio Cavini

Chiara Frontini e Fabio Cavini


La questione è quella dell’appello del pm Massimiliano Siddi alla sentenza di non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste, della gup Fiorella Scarpato nel ricorso depositato il 4 gennaio alla corte di appello di Roma.

Una sentenza di non luogo a procedere che riguarda la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini per i quali la procura di Viterbo aveva chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di minaccia a corpo politico. Richiesta respinta da Scarpato.


Viterbo - Udienza preliminare Frontini-Cavini - L'avvocato Roberto Massatani

Viterbo – Udienza preliminare Frontini-Cavini – L’avvocato Roberto Massatani


Frontini e Cavini sono difesi dagli avvocati Roberto e Francesco Massatani e Giovanni Labate. Parti civili Bruzziches e la moglie Formini, rappresentati dall’avvocato Falcioni, e Chiatti, rappresentata invece dall’avvocato Valentini.

“La sentenza della dottoressa Scarpato a mio giudizio è perfetta e non teme appello – dice Massatani -. Una sentenza giusta. Personalmente non ci ho visto una pecca. E la Scarpato è la seconda giudice che si esprime in favore di Cavini e Frontini. Il reato contestato non c’è. Adesso aspettiamo quello che farà la corte d’appello”.


Enrico Valentini

Enrico Valentini


“L’appello del pm – sottolinea invece Valentini – è molto duro nei confronti della sentenza di non luogo a procedere, una durezza tagliente come giudizio e una critica aspra che non lascia spazio a commenti. Basta leggerla per capire che il disappunto del pm è evidente. Una rivisitazione completa di tutta l’interpretazione che la gup ha dato alla vicenda. Il pm è fermamente convinto dell’esistenza del reato e non è stato altrettanto convinto delle motivazioni della sentenza di non luogo a procedere. In un certo qual modo, per Siddi, la gup ha minimizzato i fatti che sono intercorsi”.


Viterbo - Udienza preliminare Frontini-Cavini - L'avvocato Stefano Falcioni

Viterbo – Udienza preliminare Frontini-Cavini – L’avvocato Stefano Falcioni


Infine l’avvocato Stefano Falcioni. “Un atto d’appello che ripercorre tutte le criticità emerse dalla lettura della sentenza – sottolinea -. È giusto quindi un secondo esame della vicenda da parte della corte d’appello. Sono sempre amante della chiarezza e qualche dubbio la sentenza l’aveva lasciato. Mi auguro che la corte d’appello allontani tutti questi dubbi. Anche per la natura delle parti coinvolte che travalica l’interesse stesso di natura penalistica. È importante per i cittadini capire da chi sono governati e come vengono prese le decisioni. Penso che anche la stessa sindaca Frontini da una ricerca della verità possa trarne vantaggio”.

Daniele Camilli


– Cena dei veleni, la procura fa appello contro il non luogo a procedere nei confronti di Frontini e Cavini


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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