Viterbo – Un anno di sorveglianza speciale in scadenza per Rudy Guede. Nel frattempo sono passati quasi sei mesi dalla chiusura dell’incidente probatorio sullo smartphone della ex che lo ha denunciato nell’estate del 2023.
Rudy Guede e la 25enne che lo accusa durante un’intervista al Tg1
Era il 6 dicembre 2023 quando a carico del 38enne ivoriano condannato a 16 anni per l’omicidio di Meredith Kercher, 13 dei quali scontati a Mammagialla, è scattata la misura del divieto di avvicinamento rafforzato dal braccialetto successiva alla denuncia per maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni della ex, una ragazza viterbese di 25 anni.
In attesa di conoscere le decisioni della procura dopo l’incidente probatorio sullo smartphone della ragazza che si è chiuso lo scorso 18 luglio, scadrà nel frattempo a giorni l’anno di sorveglianza speciale cui Guede è sottoposto da inizio febbraio 2024.
La sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, come è noto, è una misura di prevenzione personale introdotta dal cosiddetto Codice Rosso, con severe prescrizioni, tra cui, ad esempio, dover rincasare la sera non più tardi delle ore 21,30 e non potere uscire fino alle ore 6,30 del mattino.
La denuncia risale ad agosto 2023. La relazione, tra alti e bassi, sarebbe durata meno di un anno, da settembre 2022 a agosto 2023. Ma sarebbe giunta in realtà al capolinea già tra marzo e aprile di due anni fa.
Nello smartphone della 25enne oltre 100mila foto, decine di migliaia di chat e un numero altissimo di file audio, sui quali è stato disposto un supplemento di indagine dopo che la prima perizia, depositata lo scorso maggio, non aveva permesso di estrarre dal telefonino alcuni dati ritenuti fondamentali sia dalla difesa che dalla procura.
Fra questi una foto specifica che la ex fidanzata di Guede, stando al suo racconto, si sarebbe scattata ancora insanguinata dopo una violenza e avrebbe poi inviato ad una persona di sua conoscenza per raccontare delle vessazioni subite.
Erano invece già state isolate nei mesi precedenti altre immagini in cui la ex fidanzata di Guede aveva ritratto i lividi riportati, stando al suo racconto, a causa delle violenze a cui era stata costretta dall’ivoriano, con il quale aveva avuto una relazione al momento della sua uscita dal carcere una volta scontata la pena per l’omicidio Kercher.
Tra i contenuti estrapolati dal cellulare della 25enne anche diverse conversazioni nelle quali la giovane racconterebbe ad amici e conoscenze le botte e le umiliazioni.
Adesso l’ultima parola spetta al pubblico ministero Paola Conti, da cui la parte offesa si aspetta la chiusura delle indagini con la richiesta di rinvio a giudizio.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
