Latera – Il servizio delle Iene, gli abusi su un’anziana
Latera – In onda su Italia 1 la vicenda agghiacciante dei 21 anziani che sarebbero stati maltrattati e abusati da ben sei operatori sociosanitari su 14, quattro uomini e due donne, nell’ospizio degli orrori di Latera, in provincia di Viterbo.
“Io sono stata un giorno a piangere, a pensare che io mio marito lo avevo messo in quelle mani… gli ho detto ‘è il paradiso’ e invece era l’inferno. Io ancora non ce la faccio, non ce la faccio. Mio marito è vivo per miracolo. Io non ci dormo la notte”, dice alle Iene la moglie di un anziano, dimagrito dieci chili in un mese, che dopo essere stato riportato a casa le avrebbe detto di essere stato picchiato.
È il servizio andato in onda domenica sera in cui Federica, la oss assunta per un mese che licenziandosi ha sporto per prima denuncia, racconta a Giulio Golia alcuni episodi ai quali avrebbe assistito all’interno della casa di riposo Villa Daniela di Gradoli.
Latera – Il servizio delle Iene, la ex oss Federica
Episodi di violenze verbali e fisiche verso gli ospiti che hanno portato a tre arresti in carcere lo scorso 21 gennaio e tre sospensioni dalla professione, poi diventati arresti domiciliari grazie al tribunale del riesame di Roma cui lo scorso 10 febbraio sono ricorsi i difensori. Indagato anche il direttore della struttura, che le Iene hanno provato inutilmente a rintracciare. La troupe è stata invece allontanata da due dei tre oss sospesi dalla professione. La trentenne di Acquapendente, in particolare, chiudendosi la porta di casa alle spalle, è scoppiata in lacrime.
“Il contratto me lo avevano fatto un mese, perché in tanti poi non resistono, come tipo di lavoro. E venni catapultata subito nel reparto più difficile, in quel piano meno uno dove erano tutti allettati, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con le tendine chiuse alle finestre”, racconta la donna in televisione, mostrando il “diario” di quello che accadeva, appuntando per filo e per segno, giorno dopo giorno, quello che vedeva coi suoi occhi su un quadernino.
Latera – Il servizio delle Iene, venivano anche legati
Parla di un episodio cui era presente Carmine Battiloro, il 23enne di Pitigliano, tra coloro che si trovano ora ai domiciliari: “Mi pareva un film dell’orrore e di stare con un pazzo psicopatico”. L’episodio è quello in cui un’anziana le avrebbe detto: “Sai cosa mi ha fatto? Mi ha preso per il collo e mi ha detto ‘ti ammazzo'”. “Mi cade l’occhio sul collo e in effetti era arrossato… lui mi fa, vai di là, vai a dare da mangiare alla stanza 15… quando io esco fuori, sento fare lui ‘ti ammazzo’… e allora dentro di me ho fatto ‘caspita, ma è vero'”. racconta a Golia.
Poi c’è l’episodio dell’anziano agonizzante: “Un signore che era morente, non parlava, rantolava, tutto pelle e ossa, poverino. Carmine lo stava cambiando e c’ero io, che ero presente perché dovevo comunque imparare. Mentre rantolava, lui gli faceva ‘ma che cavolo vuoi, che cavolo parli, quanto ci metti a morire?’. io non me lo dimenticherò più, sicuramente”.
Latera – Il servizio delle Iene
Era il giorno della famosa riunione del personale col direttore Mariano Perugini: “Si è parlato di questo signore che era tornato da Belcolle disidratato e malnutrito, diceva ‘ha le analisi perfette, come un trentenne, ha le analisi meglio delle mie’. Poi lo stesso giorno è arrivato sulla chat del gruppo di Villa Daniela il messaggio che era morto”.
“Io – prosegue – avevo visto bestemmiare in faccia alle persone, prenderle a male parole, dire ‘voi siete qui perché rompete i coglioni, è per questo che i vostri figli vi hanno messo qui”.
Il servizio delle Iene prosegue con la testimonianza di un’altra operatrice, intervistata al telefono. “Non mangiavano – spiega – chi era cosciente me lo diceva. E anche quelli che non erano coscienti a loro modo ci facevano capire… io di nascosto prendevo i fruttini e glieli portavo perché qualcuno mi diceva che non gli avevano dato la cena “. “Gli dicevano parolacce, ‘devi crepare, devi morire, ancora sei vivo? Tanto devi morire’, queste le parole che dicevano sempre, ‘devi crepare’. Li imbottivano di tranquillanti, per farli dormire, poi li legavano”.
Ampio spazio all’anziana vittima, secondo l’accusa, di violenza sessuale da parte dell’operatore Mirko Tosi, il 36enne di Tuscania inchiodato dalle telecamere nascoste dei carabinieri. I figli della donna, deceduta lo scorso mese di novembre, sono pronti a costituirsi parte civile e hanno nominato un proprio consulente informatico in vista dell’esame sui cellulari disposti dal pm Flavio Serracchiani.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



