Viterbo – Panna montata. Panna montata. Panna montata. Una montagna di panna montata e un po’ di fuffa. Panna montata e montata pure male. Gli interventi della sindaca Chiara Frontini e quelli dei suoi assessori non sono riusciti neppure a montare bene la panna, ieri durante l’infinito incontro nella sede di Unindustria, che teoricamente doveva trattare il “rendiconto condiviso di metà mandato”. Un incontro iniziato alle 16,30 e finito intorno alle 20. Un massacro, tanto che in molti hanno abbandonato la sala, inizialmente piena.
Chiara Frontini
La sindaca Chiara Frontini, visti i risultati di due anni e mezzo di sgoverno della città, non ha avuto il coraggio neppure di fare un bilancio vero. E si è nascosta dietro una sfilza di interventi di personalità del mondo economico e culturale di Viterbo. Come dire: niente da dire. Salvo poi alla fine del video della diretta, nei titoli di coda, mettere un elenco degli interventi fatti. Una serie di interventi infiniti o quasi, secondo Frontini.
Una giornata stupefacente verrebbe da dire, quella di ieri dedicata al bilancio condiviso. Una giornata di autocelebrazione fatta dagli assessori della giunta Frontini che si sono detti “bravi” da soli.
La sindaca ha fatto aspettare per ore la platea sempre più sparuta per poi dire alla fine una serie di banalità e slogan. Per fortuna con un intervento breve ma anche insignificante, senza leggere le numerose cartelle a suo dire belle e pronte. Probabilmente piene di mirabili riflessioni. Una vera presa per i fondelli per tutti gli intervenuti. Il tutto in una sala piena più di invitati speciali che di cittadini. In qualche modo una certificazione che questa terribile esperienza politica, autoreferenziale e chiusa in sé stessa, è in pratica finita.
Ovviamente non è stato permesso né ai giornalisti presenti né ai pochi cittadini presenti di fare domande, di chiedere conto della pessima amministrazione che sta tenendo in ostaggio la città.
Nessuno poteva immaginare tanta decadenza sul piano politico, amministrativo e di capacità di comunicazione.
La sala di Unindustria nel momento in cui la sindaca Chiara Frontini è intervenuta per trarre le conclusioni della giornata dedicata al bilancio condiviso
La sindaca ormai non ne azzecca più una, e si rivela incapace di gestire una giornata di autocelebrazione fondata sui suoi assessori. E non sono bastati a nascondere il nulla politico gli ospiti invitati, che non hanno mancato, in più di un caso, di fare analisi interessanti.
Ma un bilancio è un bilancio e quella di ieri è stata una vera presa per il culo della città. Dei cittadini che si sono ben guardati di arrivare in massa, ben sapendo che era probabile, come è stato, che non si potesse intervenire in alcun modo.
Una giornata ancora una volta basata sul narcisismo amministrativo, sull’autoreferenzialità politica, sul solipsismo comunicativo più sfrenato. Roba che neppure in Unione Sovietica era concepibile. In confronto Stalin era un liberal. Ma questa sindaca sembra ormai alla disperazione politica. Se non fosse per i quasi diecimila euro che costa alla città, verrebbe voglia di fare una campagna di solidarietà. Ma questa sindaca è quella che nella storia della città costa di più ai cittadini. E la stessa cosa vale per gli assessori che fanno della loro incapacità amministrativa una bandiera. E allora resta difficile essere solidali.
Ieri l’amministrazione Frontini con tutti i suoi uomini, donne e lgbt è riuscita a fare una pernacchia politica in faccia ai cittadini. L’incontro non è servito a nulla se non all’autocompiacimento della sindaca. E va detto che la città non ha risposto: la diretta dell’”evento” sulla pagina Facebook del comune ha visto un picco di una trentina di persone, e ha viaggiato su una ventina di cittadini di media. Come dire in realtà che si è trattato di una lunga chiacchiera per addetti ai lavori. E neppure tutti, non si sono visti i sindacati, non sono intervenuti sul palco i commercianti del centro storico, non si sono visti i diretti interessati dalla politica della giunta Frontini: i cittadini. Neppure il marito della sindaca s’è visto, che pure era presente la scorsa volta all’Unione. Fabio Cavini, il grande ispiratore del movimento Viterbo 2020, non c’era. Chissà perché?
Un momento della diretta della riunione per presentare il rendiconto di metà mandato della giunta Frontini
Una iniziativa quindi inutile e priva di senso politico. O forse no un senso l’ha avuto: certificare la fine di una esperienza politica, anche se l’azione amministrativa continuerà a far danni per un altro paio di anni.
Ma si sa, per dirla con Spinoza: “Ogni cosa, per quanto è in sé, si sforza di perseverare nel suo essere”. E questa sindaca persevererà fino alla fine di questa consiliatura, se nessun consigliere di maggioranza avrà il coraggio di staccare la spina e liberare la città da questa deleteria e distruttiva amministrazione. Ma ovviamente uno il coraggio non se lo può dare. Purtroppo.
Sempre nello spirito di Spinoza ci toccherà sopportare in piena letizia questi due anni e poco più di tregenda che ci aspettano. Ma certamente siamo noi che non comprendiamo la genialità politica della sindaca. Perché si sa la sindaca Frontini non sbaglia mai.
Ma la colpa non è mica di Chiara Frontini, è di chi, come noi, le dà ancora retta, mentre la città muore.
Carlo Galeotti
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