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“Chiusura ex centrale Enel, l’assenza di un quadro chiaro impedisce di avviare il cronoprogramma di smantellamento”

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Civitavecchia - Enrico Luciani

Civitavecchia – Enrico Luciani

Civitavecchia – Riceviamo e pubblichiamo –  Il consiglio comunale aperto di ieri è stato un passaggio doveroso e necessario. Bene ha fatto l’amministrazione a convocarlo, dimostrando la volontà di confrontarsi apertamente con i lavoratori, le parti sociali e tutte le istituzioni, in uno spirito di unità che in questa città non si vedeva da anni. Un confronto importante, a cui l’amministrazione si è presentata con i compiti a casa fatti, con un lavoro concreto già avviato per dare prospettive al territorio.
 
Purtroppo, quello che è emerso non lascia spazio all’ottimismo: nubi scure si addensano su Civitavecchia. Il Mase non accelera, non fornisce le indicazioni chiare e necessarie per la chiusura della centrale, e questa incertezza offre ad Enel il destro per continuare il suo silenzio imbarazzato, che certo non è cessato ieri con qualche frase di circostanza appena sussurrata nella Pucci gremita.

L’assenza di un quadro chiaro impedisce di avviare quel cronoprogramma di smantellamento che, ad oggi, è l’unica possibilità concreta per garantire una continuità lavorativa a Civitavecchia.
 
Il Mimit, dal canto suo, ha aperto una manifestazione di interesse – e ci mancherebbe altro – ma in ritardo rispetto a Brindisi e senza chiarire quali risorse reali il governo voglia investire su Civitavecchia. Per ora, quella del governo è un’assenza grave e ingiustificabile, che non può essere letta in positivo.
 
E poi c’è Enel. Il timore è che dietro questi ritardi non ci siano solo inerzia, pigrizia o difficoltà burocratiche, ma un disegno preciso: affamare la città per poi costringerla ad accettare qualsiasi cosa arriverà. E non vorremmo che questo qualsiasi cosa fosse l’ennesimo mega-progetto inquinante, che non porterà né lavoro né sviluppo, ma solo altri danni all’ambiente e alla salute dei cittadini. L’unica garanzia a contrasto di questo disegno è oggi un’amministrazione di centrosinistra che ha fatto un patto con la città e lo vuole difendere ad ogni costo, ma fino a quando la città potrà sopportare un nuovo eventuale ricatto occupazionale?
 
Civitavecchia merita di più. Il Partito Democratico non si piegherà a gruppi di interesse palesi o meno che  pensano di poter interferire con il futuro della città coltivando interessi privati a discapito del lavoro e della salute di tutti; continueremo a batterci affinché questa città non venga lasciata sola e affinché la transizione energetica sia un’opportunità vera e non un nuovo inganno sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini.

Enrico Luciani
Segretario del Pd di Civitavecchia


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