Latera – “Chi ha compiuto queste mostruosità, ha gettato fango su tutto ciò che di bello fate tutti i giorni”, scrivono i familiari di un’anziana al personale di Villa Daniela di Latera.
Salita agli onori della cronaca come ospizio degli orrori, la casa di riposo Villa Daniela di Gradoli non è tutta da buttare. Lo hanno detto per primi gli stessi organi inquirenti, lo scorso 21 gennaio, illustrando l’operazione sfociata quella mattina in sei misure cautelari, tra cui tre arresti, a carico di altrettanti operatori sociosanitari. L’accusa per tutti è di maltrattamenti aggravati. Per uno anche di violenza sessuale aggravata ai danni di un’anziana ospite della struttura.
“Nel diritto italiano la responsabilità penale è personale e l’imputato non può essere considerato colpevole fino a una condanna definitiva – hanno ricordato il procuratore capo Paolo Auriemma e il pm Flavio Serracchiani, aggiungendo – la struttura dove i fatti sono avvenuti non c’entra con le reiterate condotte maltrattanti dei singoli operatori per cui il gip Savina Poli ha accolto la richiesta di misure personali”.
Latera – Maltrattamenti in una casa di riposo
La società che gestisce Villa Daniela, difesa dall’avvocato Enrico Valentini, si sente in questa fase parte offesa, anche se tra gli indagati figura il direttore della casa di riposo, il quale, secondo le operatrici che hanno sporto denuncia non avrebbe tenuto conto delle loro segnalazioni, poi riferite ai carabinieri, dando il via nella primavera del 2024 alle indagini.
In questo contesto si inserisce una lettera, inviata dalla familiare di un’anziana ospite a una operatrice della struttura.
“Ti mando questo messaggio per farti sentire la nostra vicinanza come familiare di Anna (nome di fantasia, ndr), ospite di Villa Daniela, nella sede dove lavori tu”.
“Sono circa due anni e mezzo che tu e altre persone che lavorano con te – prosegue – vi prendete cura con affetto e dedizione di mia mamma. Da voi è letteralmente rinata, ha trovato un clima sereno, tranquillo, familiare, quando veniamo a trovarla è sempre tranquilla e mi dice sempre di come si trova bene e di come la trattate con rispetto e dolcezza”.
“Noi come familiari abbiamo sempre fiducia in te e nelle persone che sono con te. Purtroppo queste ‘persone’ che hanno fatto queste mostruosità hanno gettato fango su tutto ciò che di bello fate tutti i giorni. Ti mando un grosso abbraccio e chiedo di tenere duro per i tuoi cari nonni che ti vogliono bene. Grazie di tutto con il cuore”, la conclusione.
Silvana Cortignani
Video: Maltrattamenti casa di riposo, intervista all’avvocato Enrico Valentini – Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera – Maltrattamenti in una casa di riposo a Latera, tre operatori sanitari in carcere
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
