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Arena di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Visto il recente articolo a firma del sindaco Publio Cascianelli in risposta al comunicato del Comitato Arlena Ambiente con il quale si dava informazione della sentenza del consiglio di stato e si ringraziavano quanti hanno sostenuto il comitato e contribuito per il risultato raggiunto, reputiamo necessario replicare.
Purtroppo ancora una volta non possiamo che constatare l’ambiguità del sindaco Publio Cascianelli.
Anziché riconoscere i propri errori di valutazione e il danno già provocato alla collettività, manifesta con quell’articolo (così almeno pare di comprendere) il recondito desiderio di veder realizzata una discarica a ridosso dell’abitato (“a poche decine di metri dalle abitazioni e da aree sensibili all’interno del comune di Arlena”, ricorda nella recente sentenza il consiglio di stato) e spera addirittura che il vincolo paesaggistico, nonostante le chiare pronunce del Tar e del consiglio di stato, non sia ad essa applicabile.
Si ostina a chiamare il progetto in discussione “piattaforma di valorizzazione e riciclo …”, ma ormai è chiarissimo a tutti che si tratta soprattutto di una mega discarica per rifiuti di varia natura “pericolosi e non pericolosi” (v. AIA pag.7) la cui realizzazione, in contrasto con numerosi fattori escludenti non tenuti in conto e segnalati nei ricorsi, avrebbe conseguenze disastrose per la salute, l’ambiente, le attività agricole e il territorio.
Occorre ricordare al sindaco che nel corso dell’intera conferenza di servizi regionale, le parti coinvolte hanno discusso, società proponente in primo luogo, anche della ipotetica conformità del progetto di Med Sea Litter Italia al decreto legislativo n. 36 del 2003, che dispone la “Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti”. Non a caso, del resto, fra gli atti presentati dalla società Med Sea di fronte alla Regione, è presente il documento con titolo “ALL.E4b-Piano di monitoraggio e controllo discarica” – giusto per citarne uno fra i tanti presenti nel fascicolo istruttorio – a conferma del continuo e prolungato richiamo in atti del concetto di “discarica” e del relativo decreto legislativo n. 36 del 2003.
Il sindaco richiama le delibere di consiglio comunale n. 28 del 30 settembre 2020 (adottata in pieno periodo Covid) e n. 10 del 21 aprile 2022 riferendo che lui e i consiglieri non hanno approvato il progetto, ma hanno deliberato “la loro non contrarietà affinché la società Med Sea Litter presentasse il progetto alla Regione Lazio” come se non si sappia che essere non contrario significa essere favorevole.
E vuol far credere di aver avvisato per tempo la comunità arlenese in merito al progetto mentre la delibera 28-2020 è stata resa disponibile sul sito trasparenza (E-government) del comune, come si vede dallo stralcio qui riprodotto, solo dal 12/07/2023, ovvero dopo la convocazione del consiglio che doveva pronunciarsi sulla richiesta di revoca.
La delibera 28-2020 resa disponibile sul sito trasparenza (E-government) del comune dal 12/07/2023
La circostanza del grave ritardo con cui è avvenuta la pubblicazione della predetta delibera è stata stigmatizzata da subito nei ricorsi al Tar dei cittadini di Arlena e del comune di Tuscania. Questi ricorsi sono stati ovviamente notificati anche al comune di Arlena di Castro e sono quindi finiti entrambi sulla scrivania del sindaco, il quale non ha (ovviamente) ritenuto opportuno costituirsi in giudizio per smentire quella che a suo dire sarebbe un’imprecisione dei ricorrenti e che invece è fatto incontestabile: il comune di Arlena di Castro ha gravemente violato la normativa in materia di pubblicità e trasparenza degli atti delle pubbliche amministrazioni, pubblicando tardivamente una delibera consigliare a quasi tre anni di distanza dalla data della sua adozione.
Inoltre, dalla lettura della deliberazione 28/2020, e in particolare dalla bozza di convenzione ad essa allegata, appare evidente che neppure i consiglieri erano stati correttamente informati della portata del progetto dato che vi si legge (punto 5 delle premesse della convenzione) che “la società … avrà diritto di eseguire tutti i lavori necessari secondo le caratteristiche, la consistenza e l’estensione dell’impianto come indicata nel progetto definitivo, a cui il comune avrà avuto accesso nell’ambito della conferenza dei servizi…”. Vale a dire che la votazione è stata richiesta ai consiglieri “a scatola chiusa” ovvero senza renderli edotti delle reali caratteristiche, consistenza ed estensione del progetto.
Quanto alla delibera n. 10 del 21 aprile 2022 occorre precisare che vi si legge “nell’ambito della procedura Paur… relativa al progetto, è stata prevista la costruzione di una nuova scuola” (con l’impegno della Società a realizzarla), ma non risulta che i consiglieri siano stati informati che questa decisione è scaturita dal fatto che la presenza della scuola esistente preclude la realizzazione della discarica poiché posta a distanza troppo ravvicinata e che quindi pur di realizzarla si preferiva spostare una scuola anziché bloccare il progetto di discarica.
In merito all’onestà intellettuale ed alla verità sulla sentenza del consiglio di stato occorre dire che il sindaco Cascianelli o non ha ben compreso il significato della sentenza, oppure è lui che ne altera il senso e la portata.
Dalla sentenza non risulta affatto che il consiglio di stato abbia “intimato (come il sindaco afferma) alla Regione Lazio di rieditare ed emendare le determine di Aia e di Paur mantenendo l’intero progetto”, ma che, invece, ha respinto l’appello dopo aver precisato che “è l’intero procedimento che risulta afflitto da deficit istruttorio e motivazionale”, dando pienamente ragione al Tar che si era pronunciato “annullando gli atti impugnati”. E quindi non solo l’Aia e il Paur, ma anche la via e gli atti ad essa collegati.
La Regione certo potrà rideterminarsi sul progetto della Med Sea Litter Italia, ma potrà farlo necessariamente tenendo conto di tutti i punti toccati nelle sentenze del Tar e del consiglio di stato, quali quelli appena richiamati, e comunque in primo luogo quello per cui la sussistenza del vincolo culturale costituirà un elemento imprescindibile da cui partire per avviare ogni tipo di analisi da parte dell’amministrazione regionale.
Dalla conclusione del suo articolo pare poi di comprendere che il sindaco Cascianelli si attenda un qualche strano evento che possa rendere ancora possibile la realizzazione della desiderata discarica a ridosso delle abitazioni. Questa è la grande considerazione che egli ha per la salvaguardia della salute dei cittadini e del territorio.
Prendendo atto della protervia del sindaco nel non voler riconoscere la necessità di rivedere la sua posizione in merito al progetto in questione, confermiamo l’impegno del Comitato per contrastare ogni altra azione volta a danneggiare e deturpare il nostro ambiente e territorio. E ringraziando ancora quanti ci hanno sostenuto e ci sostengono invitiamo tutti a festeggiare i traguardi raggiunti presso il Centro Polivalente di Arlena di Castro il giorno 1 marzo alle ore 17.
Fabio De Santis
Presidente del Comitato Arlena Ambiente
– Il sindaco Publio Cascianelli: “Piattaforma di valorizzazione e riciclo di materie plastiche, il consiglio di stato non ha bocciato il progetto”


